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Fiat Linea: le motorizzazioni

03 maggio 2007

Fiat Linea: le motorizzazioni

Fiat Linea offre un’articolata gamma di eccellenti propulsori dalla tecnica avanzata e generosi nelle prestazioni. Sono, infatti, un motore turbodiesel Multijet (1.3 16v da 90 CV) e due propulsori a benzina: un 1.4 16v da 77 CV e un 1.4 16v sovralimentato da 120 CV appartenente alla nuova famiglia T-JET (quest’ultimo disponibile successivamente al lancio).

Ciascuno con doti diverse, tutte sfruttate appieno dall’accoppiamento con cambi meccanici a 5 marce che di volta in volta si segnalano per la loro generosità, per il temperamento brillante o ancora per le alte prestazioni e la tecnologia sofisticata. Tra le doti comuni, invece, la grande affidabilità e il rispetto per l’ambiente.

Tutti i motopropulsori di Fiat Linea sono prodotti da Fiat Powertrain Technologies, il nuovo settore del Gruppo. In FPT sono presenti tutte le attività di innovazione, ricerca, progettazione e produzione dei motori e cambi per ogni tipo di applicazione: dalle automobili ai veicoli industriali, dalle imbarcazioni ai mezzi agricoli. Con circa 19.000 dipendenti, 17 stabilimenti e 10 centri di ricerca in otto diverse nazioni, il Settore è una delle realtà più significative nel settore dei motopropulsori a livello mondiale. In FPT circa 3000 tecnici altamente specializzati si dedicano allo sviluppo e all’ingegnerizzazione di tecnologie innovative. Più di 40 brevetti depositati ogni anno confermano la qualità e la serietà di questo impegno, facendo di FPT un grande polo di eccellenza tecnologica e continua innovazione.


1.4 16v T-JET da 120 CV

Presentata in anteprima su Fiat Bravo, anche su Fiat Linea sarà proposta la nuova famiglia di motori a benzina sovralimentati T-JET che si caratterizza per prestazioni, prontezza nella risposta all’acceleratore, bassi consumi, semplicità costruttiva, robustezza ed affidabilità.
 
Disponibile successivamente al lancio, il motore 1.4 16v turbo sviluppa 90 kW (120 CV) a 5000 rpm e una coppia massima di 194 Nm a 1750 rpm. Dunque, l’elasticità di marcia è elevata, con ridotto uso del cambio, se si vuole una guida piacevole e rilassata, ma basta spingere sull’acceleratore per avere una risposta grintosa. A ciò contribuisce la ridotta inerzia del turbocompressore, che consente di ottenere le massime prestazioni al comando dell’acceleratore, senza i fastidiosi ritardi tipici di questo tipo di motorizzazioni. Dunque, grande sportività a fronte di consumi contenuti.

Inoltre, l’affidabilità è elevata, garantita dalle centinaia di migliaia di chilometri percorsi dai prototipi durante la fase di sviluppo associata alle migliaia di ore ai banchi statici e dinamici. L’intervallo di manutenzione programmata è di 30.000 km, senza alcuna necessità di intervento intermedio. Lo scambiatore di calore olio/acqua garantisce questi risultati. Il filtro dell’olio è di tipo ecologico.

Il sistema computerizzato di controllo del motore gestisce tutte le funzioni tramite sofisticati algoritmi di calcolo. Il comando dell’acceleratore è “drive-by-wire”, senza collegamento meccanico, cosicché il guidatore può ottenere dal motore la risposta che desidera, tranquilla o sportiva, sempre con la massima efficienza energetica.

Questi risultati, di assoluto rilievo, sono stati ottenuti con un’accurata progettazione e sviluppo di tutti i componenti del motore con oltre 120.000 ore di attività. Sono stati impiegati i più moderni mezzi di progettazione e calcolo assistiti da computer, che hanno consentito la simulazione delle più gravose sollecitazioni dovute al turbocompressore. Tutti i principali componenti sono stati ri-progettati, tanto che si può parlare di un motore completamente nuovo. Particolare attenzione è stata posta alla fluidodinamica ed alla combustione, per minimizzare le perdite di energia ed ottenere elevate prestazioni e contenere i consumi. Sofisticati mezzi di indagine sperimentale hanno consentito questi risultati.


1.4 Fire 8v da 77 CV

Il nuovo motore ha una cilindrata di 1368 cm3 ed è un “4 cilindri in linea” con alesaggio di 72 millimetri e corsa di 84 mm. Le valvole sono due per cilindro e sono azionate direttamente dall’albero a camme in testa.

Il propulsore è stato sviluppato con particolare attenzione alle prestazioni e ai consumi, ambiti dove la Fiat Linea è ai vertici della categoria. Merito del rendimento volumetrico che è stato ottimizzato in tutto il campo di funzionamento, grazie ad un accurato sviluppo fluidodinamico dell’intero sistema di aspirazione e della fasatura di distribuzione. Ecco allora una potenza di 57 kW (77CV) a 6000 giri/min e una coppia massima di 115 Nm a 3000 giri/min.

Fiat Linea così equipaggiata tocca i 165 km/h di velocità massima e accelera da 0 a 100 km/h in 14,6 secondi. I consumi sono tra i migliori del segmento: 8,2 l/100 km nel ciclo urbano, 5,1 l/100 km in quello extraurbano e 6,3 l/100 km nel misto.

Dunque un motore brillante e al tempo stesso parsimonioso. A queste performance contribuisce l’adozione di un sistema di controllo della valvola farfalla di tipo elettronico denominato “drive by wire” e, soprattutto, l’impiego di una nuova camera di combustione a elevata turbolenza che è associata ad un variatore continuo di fase controllato dalla centralina. Questo sistema innovativo consente di “ricircolare” in camera di combustione una consistente parte dei gas di scarico (circa il 25%), riducendo in modo sensibile i consumi di combustibile e le emissioni allo scarico nella guida a carico parziale. Non ultimo, questo motore propone alcuni interventi che concorrono al contenimento consumi. Per esempio, i componenti della distribuzione sono stati alleggeriti e le molle delle valvole sono a basso carico al fine di ridurre gli attriti.

Altre peculiarità del nuovo 1.4 da 77 CV sono l’incremento del rapporto di compressione (11:1) e gli elevati valori di coppia ai bassi regimi, caratteristiche che hanno consentito il contenimento dei consumi. Obiettivo raggiunto anche attraverso la calibrazione del sistema di controllo motore di ultima generazione, che è riuscita a ridurre il più possibile i consumi compatibilmente con i requisiti di guidabilità, prestazioni ed emissioni. In quest’ultimo ambito è da sottolineare che il 1.4 Fire da 77 CV rispetta la normativa Euro 4.

Merito di un convertitore catalitico sistemato nel vano motore (è saldato con una nuova tecnologia sulla flangia del collettore di scarico) che raggiunge temperature elevate in tempi più brevi e quindi abbatte le emissioni anche in fase di riscaldamento del propulsore. Per ridurre al minimo l’impatto ambientale, completa le dotazioni del nuovo motore un impianto di alimentazione del combustibile “returnless”, che elimina il ricircolo del carburante all’interno del serbatoio, diminuendo così la formazione di vapori.
Prestazionale, parco e pulito: a queste caratteristiche vincenti il 1.4 da 77 CV aggiunge un eccellente comfort acustico, come dimostra per esempio l’adozione del volano flessibile che consente di ridurre al minimo il trasferimento delle vibrazioni del motore alla scocca.


1.3 16v Multijet da 90 CV

Su Fiat Linea non poteva certo mancare il 1.3 16v Multijet – il più piccolo e avanzato tra i diesel a iniezione diretta “Common Rail” di seconda generazione – con una novità assoluta: infatti, per la prima volta, debutta una nuova versione dotata di un turbocompressore a geometria variabile. Con questa sovralimentazione, il 1.3 16v Multijet eroga ben 90 CV (66 kW a 4000 giri/min) di potenza massima ed una coppia di 200 Nm a 1750 giri/min. Non solo. La Fiat Linea equipaggiata con il 1.3 Multijet da 90 CV assicura performance eccellenti: ha una velocità massima di 170 km/h e impiega 13,8 secondi per passare da 0 a 100 km/h. Anche i consumi sono tra i migliori del segmento: 6,5 l/100 km nel ciclo urbano, 4,0 l/100 km in quello extraurbano e 4,9 l/100 km nel misto.

Oltre che per la diversa sovralimentazione, la nuova motorizzazione si contraddistingue per altri interventi. Il sistema di combustione è stato modificato aumentando la permeabilità dei condotti di aspirazione e scarico, riducendo la turbolenza in camera di combustione e variandone conseguentemente la geometria ed il rapporto di compressione da 18:1 a 17.6:1. Il sistema di controllo emissioni prevede una valvola EGR ad attuazione elettrica gestita direttamente dal sistema controllo motore, uno scambiatore per il raffreddamento dei gas di scarico in ricircolo (EGR) e un catalizzatore “close coupled”. Ciò consente di garantire il rispetto dei limiti emissioni CEE FASE 4.

In dettaglio, il 1.3 16v Multijet da 90 CV è un “4 cilindri in linea” di 1248 cm3, con un alesaggio di 69,6 mm e una corsa “lunga” di 82 mm. Le valvole sono quattro per cilindro e sono azionate direttamente da un doppio albero a camme in testa tramite bilancieri a dito con rullo. Non solo. Il 1.3 Multijet 16v è un vero e proprio capolavoro di tecnologia in miniatura: “vestito” di tutti i suoi accessori, pesa solo 130 kg; ha dimensioni contenute, è lungo meno di 50 centimetri e alto 65; ha un “layout” dei componenti studiato per il minimo ingombro.

Progettato seguendo i criteri della massima razionalità, efficienza e affidabilità, il propulsore è capace di ottimi rendimenti ed è praticamente “for life”: infatti, è stato realizzato per una vita di 250.000 km senza alcuna manutenzione dei componenti meccanici. In più, gli intervalli per il cambio dell’olio si allungano da 20 a 30.000 km (il 1.3 Multijet 16v usa un olio a bassa viscosità – quindi “fuel economy” – e rispettoso dell’ambiente).

Compatto e tecnologicamente sofisticato, dunque, il nuovo propulsore è anche un motore a vocazione ecologica, perché soddisfa i limiti di emissione Euro 4 anche senza la trappola del particolato. Il 1.3 Multijet 16v da 90 CV, quindi, rappresenta un vero e proprio balzo tecnologico che, per il cliente, si traduce in una riduzione dei consumi e delle emissioni.

E questo senza contare la maggiore silenziosità (dovuta alle “iniezioni multiple”); il miglior comfort (minori masse alterne significano meno vibrazioni); la dolcezza e la gradevolezza di guida (dovute all’ottima progressione di coppia, che a sua volta è garantita dalla possibilità di un migliore controllo della combustione); l’elasticità e la prontezza di risposta di un diesel che somiglia sempre più ai motori a benzina per la più vasta escursione del numero di giri (ad esempio, non si avverte più il “taglio” di combustibile poco sopra i 4000 giri/min); le caratteristiche ecologiche che consentono di migliorare ancora la principale dote del diesel sul fronte ambientale (il consumo) riducendo al minimo il principale difetto (l’emissione di particolato).


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