Auto d'epoca e storiche
Come nasce un Museo – Impresa: la sorprendente storia del Museo Nicolis di Villafranca
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E’ possibile, nella società moderna, coniugare sogni personali e visione imprenditoriale, passioni e business?
Non tutti ci riescono ma tante storie di imprese eccellenti nascono invece così, da un sogno, da una intuizione, da una passione che diventa sfida e si trasforma in risultati tangibili, dimostrabili, spesso sorprendenti - Ne è una testimonianza il
Le collezioni di auto storiche, moto, biciclette, macchine per scrivere e fotografiche, strumenti musicali – tutti perfettamente funzionanti - che visitatori di tutto il mondo ammirano nella avveniristica sede del Nicolis raccontano non solo la storia dei trasporti, della musica, o della fotografia ma l’evoluzione stessa dell’uomo e della società nei secoli della modernizzazione
Eppure la storia di questo Museo, oggi riconosciuto come esempio eccellente di Impresa culturale e autorevole esponente di Museimpresa – l’ Associazione dei Musei e degli archivi d’impresa promosso da Confindustria e Assolombarda, è indissolubilmente legata al sogno di un ragazzino di 6 anni.
A quell’età Luciano Nicolis, noto imprenditore veronese nel settore cartario (sua
Oggi un’automobile, domani un organetto, il giorno dopo una bicicletta o una macchina fotografica, Luciano Nicolis fa crescere la sua passione accumulando conoscenze, esperienze e l’invidiabile patrimonio culturale che definisce i grandi collezionisti.
L’adesione a Museimpresa, istituzione confindustriale che attraverso la conservazione e valorizzazione di oggetti, macchinari, documenti e materiale iconografico testimonia la storia dell’impresa e i suoi protagonisti, mette in luce un nuovo soggetto nel panorama imprenditoriale e culturale italiano e cioè l’Impresa che con la propria attività promuove sapere e cultura mettendo a disposizione di tutti il proprio patrimonio di esperienze e competenze.
Il sogno del ragazzino in bicicletta è oggi un luccicante palazzo di vetro e acciaio alle porte di Verona che svela ai visitatori meraviglie di ogni genere. Insieme alle auto, alle moto, agli organetti, ai juke box, il fil rouge della carta è palpabile e attraversa l’intero Museo, raccontando la straordinaria vitalità di un materiale che non si esaurisce mai, che non si spreca, che si recupera e si rigenera contribuendo a dare vita e a perpetuare la storia dell’uomo e del suo ambiente.
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