La tradizionale 6 Ore di Dakar, gara internazionale per vetture sport, si è svolta quest’anno sull’appena costruito impianto permanente “Dakar-Baobabs”, anziché sulle strade della capitale senegalese. Alla gara inaugurale dell’autodromo ha assistito anche Jacky Ickx, leggenda dello sport automobilistico internazionale che partecipò anche alla locale 6 Ore nel 1980.
«C’è voluto un quarto di secolo - dichiara Jean André Collard, che ha disegnato l’impianto - ma finalmente il sogno di Paul Libens, imprenditore belga operante in Senegal da oltre 27 anni è divenuto realtà». In effetti della prima idea di un autodromo in Senegal si trova traccia nei dossier della FSSAM (Fédération Sénégalaise des Sports Automobile et Motocicliste) sin dal 1975, quando Pierre-Henri Delmas - presidente delle assicurazioni CSAR (ora gruppo Axa) - presentò lo schizzo ufficiale della pianta dell’autodromo di Dakar, che avrebbe dovuto essere finanziato dallo stesso gruppo CSAR e da altri investitori francesi. Non se ne fece nulla e il progetto rimase nel cassetto per anni ed annorum. Recentemente Paul Libens ha rotto gli indugi: ha acquistato 80 ettari di terreno a Sindia (60 chilometri a sud di Dakar) ed ha incaricato Jean André Collard di disegnare l’autodromo e Roland Bruynseraede (anche lui belga, già ispettore per la sicurezza dei circuiti della FIA) di tenere i rapporti con le autorità sportive. «L’autodromo - spiega ancora Collard - si sviluppa su 4700 metri e risponde già, per quanto possibile, alle norme internazionali FIA. Parlare di F1 è senz’altro prematuro, ma si tratta comunque del primo impianto permanente dell’Africa Ovest. Nei prossimi mesi vedrà la luce una torre di controllo ultramoderna ed una pit-lane di circa 800 metri. A queste saranno aggiunti i box, l’infermeria, un grande parcheggio ed una “cafeteria”. Contiamo comunque di ospitare gare internazionali di un certo peso già nel 2009». La larghezza minima del nastro d’asfalto è di 12 metri, quella massima di 15. Le curve sono 21. L’area sulla quale sorge l’impianto ha una caratteristica particolare ed allettante per team e piloti: è completamente esente da formalità doganali; il che facilita molto trasportarvi le vetture ed il materiale da corsa (non vanno compilati i carnet ATA, croce e delizia di tutti i direttori sportivi e dei loro assistenti). Jacky Ickx, presente alla gara inaugurale del 22 giugno, ha espresso un parere estremamente favorevole sul nuovo circuito. E se lo dice lui, che ha corso (e vinto) ovunque, con qualunque mezzo a motore ed in qualsiasi condizione atmosferica, c’è davvero da crederci. GT3, Fun Cup e gare turismo (magari ci si potrebbe esportare la serie belga Procar) sono sicuramente nel taccuino degli organizzatori e della federazione auto-motociclistica senegalese. Quest’ultima, dopo l’annullamento della “Parigi-Dakar” (va bene: ultimamente partiva da Lisbona, ma il marchio è ormai incancellabile), è alla spasmodica ricerca di un po’ di visibilità e quindi vede di buon occhio certe iniziative più o meno internazionali. Per la cronaca, la 6 Ore di Dakar 2008 è stata vinta dall’equipaggio Gérard de Ville-Goyet e Gérard Marcy, su Porsche.