Test e prove su strada
Panda 100 HP: quando le city cars si arrabbiano
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Ha smesso di piovere all’alba e ora l’asfalto viene asciugato da un caldo sole. La temperatura è alta già di primo mattino e sembra di essere in una foresta della Nuova Guinea tanta è l’umidità. Una giornata perfetta per mettere alla prova il fisico e la nuova Panda; insieme ad un amico, decido di giocarci per tutto il giorno.
Giocarci, già, perché quando ti metti alla guida della piccola Fiat sembra di pilotare una macchina telecomandata che si agita in mezzo al traffico: è ottima per fare il tempo al mattino quando la sveglia ha deciso di tradirci, scatta molto bene ai semafori ed è un piacere dare la paga agli altri metropolitani.
Nessuno scampa alla vitaminizzata pandina, anche perché ormai chi abita nelle grandi città è abituato a vedere flotte di panda condotte da guidatori di ogni età riempire i corsi e le vie, mosse però da tranquille motorizzazioni a metano o 1,3 multijet.
E dunque chi si aspetterebbe una Panda con doti da go-kart?
Ad un semaforo brucio una BMW serie 3 diesel, complice anche il guidatore distratto che, colto impreparato, ha dovuto lasciare spazio alla piccola Fiat; poco dopo mi affianco ad una Astra 1,9 con a bordo il tipico zarro con un paio di occhiali da sole giganteschi e con un impianto stereo da fare invidia al Cocoricò di Riccione.
Guarda la macchina con aria interessata, poi si sofferma su di me e con piglio di sfida, biascica qualche frase incomprensibile infarcita da intercalari poco fini. “Ecco un altro che sottovaluta la 100 Hp”, penso. Decido di togliere l’ASR. Scatta il verde e le mie ruote pattinano sull’asfalto umido; prima, seconda, terza, siamo affiancati, ma poi l’agilità della Panda nel traffico ha il sopravvento sulla più goffa Astra. La giornata si prospetta divertente.
L’auto è agile e con ingombri veramente contenuti che le permettono di sgattaiolare ovunque, la ripresa è ottima (complice il peso ridotto) e il tiro è lineare e continuo fino al limitatore. Merito del nuovo propulsore Fire, marchio di fabbrica dei benzina Fiat, di 1.4 litri con 100 cv e 131 Nm; derivato dal 1.4 da 95 cv, differisce per il disegno dei condotti d’aspirazione, per un lieve incremento di pressione e per una differente mappatura della centralina.
A coronare l’indole sportiva ci pensa un inebriante tasto “SPORT” posizionato sulla plancia, che una volta premuto migliora la risposta dello sterzo e innervosisce l’acceleratore; in città però risulta scomodo perché rende l’auto troppo nervosa, quasi da valium. Dove è finita la paciosa e servizievole panda che ci portava a fare la spesa? Sparita.
Nonostante salga velocemente di giri, è però anche estremamente docile e facile da guidare: la si può tranquillamente condurre in modalità economy snocciolando una marcia dopo l’altra senza che il motore ne soffra; anche nella zona bassa del contagiri l’auto risponde bene e non patisce (la potenza massima viene erogata a 6000 giri/minuto mentre la coppia massima, di 13,4 Kgm, già a 4250). E questo può essere solo un bene considerando i consumi non certo contenuti: siamo partiti da poco e già la lancetta del carburante ha incominciato a muoversi.
Quando si tratta di cercare un parcheggio, non vengo colto dalla solita disperazione viste le sue dimensioni contenute. La posizione di guida alta e l’ampia vetratura, penalizzata solo posteriormente dai cristalli scuri, rendono gli ingombri facilmente visibili; è facile trovare un parcheggio ed è ancora più facile parcheggiarla: alle basse andature lo sterzo diventa molto leggero, quasi una piuma, anche se mi sarei aspettato un raggio di sterzata più ampio.
Mi ritrovo nuovamente immerso nel traffico e mi rendo conto di come la frizione sia morbida, ben modulabile, con la corsa piacevolmente corta ed è quindi facile guidare senza singhiozzi. Il cambio, un sincero sei marce, è in una posizione veramente comoda, con un’escursione limitata ed innesti secchi e precisi. I freni sono potenti e pronti, fin eccessivi nel caos cittadino ( 257 mm di diametro all’anteriore e 240 mm al posteriore), ma rumorosi e ogni tanto fischiano creando in retromarcia una fastidiosa risonanza.
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