Auto ecologiche
Test comparativo: la BMW 520d consuma meno della Toyota Prius
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Un percorso fra Londra e Ginevra, che simula decisamente bene l'utilizzo medio di una vettura e ne evidenzia il vero consumo. Città, traffico, autostrade, strade provinciali. Insomma, una vasta gamma di strade che permettono di verificare quello che è il consumo reale di un auto, al di là delle (a volte fin troppo trionfalistiche) dichiarazioni delle case.
Ed a percorrerlo due vetture decisamente diverse fra loro: la Toyota Prius, dallo stile tanto orrendo che è diventata uno status symbol nel mondo del cinema e dei VIP, tanto ansiosi di poter affermare di avere una vettura ecologica mentre salgono sulla scaletta del loro jet privato, e la BMW 520d.
Dal lancio nel 1997, Toyota ha venduto ben un milione di Prius, una cifra enorme per il tipo di vettura che la rende l'ibrido più di successo sul mercato. Negli Stati Uniti gode dell'immagine di auto più parca nei consumi, ma non mancano voci di dissenso su un dato tanto importante: il consumo medio effettivo. Anche in Gran Bretagna la Prius consente ad esempio di non pagare la tassa di ingresso a Londra, oppure di pagare meno tasse di una vettura con le stesse emissioni, grazie alla sua classificazione come "veicolo a carburanti alternativi".
I dati ufficiali parlano di 3,6 litri per 100 km per la Toyota Prius, nell'utilizzo misto. Un dato eccellente, ma un'indagine del Sunday Times ha mostrato molte lettere scritte dai lettori possessori di Prius che stentavano ad arrivare a poco meno di 5 litri per 100 km, un dato sempre buono ma alla portata di moltissime auto diesel attualmente sul mercato che non godono di benefici fiscali come la Prius.
Da qui la prova: portare la Toyota ibrida - insieme alla BMW 520d - su un percorso di diverse centinaia di km, e verificare il consumo reale, compiendo comunque molti km in un ambiente urbano, dove la Prius può dare il meglio di sè.
La BMW invece non gode dell'immagine di veicolo ecologico, anche se diversi accorgimenti tecnologici la rendono estremamente efficiente per quello che riguarda il consumo di carburante e le emissioni inquinanti. Innanzitutto il motore a quattro cilindri, lo stesso utilizzato sulla Serie 3, eroga la bella potenza di quasi 180 CV, nonostante una cilindrata di soli 1995cc. Il consumo dichiarato è di 4,3 litri per 100 km, un valore eccellente, con emissioni di CO2 di soli 136 g/km.
Insomma, sembrerebbe impossibile per la BMW consumare quanto la Prius, che è spinta da un motore a benzina (ma perchè a benzina e non diesel?) da 1.5 litri che eroga 77 CV accoppiato ad un motore elettrico che genera l'equivalente di 67 CV aggiuntivi.
Il peso è un'altro fattore importante in questa sfida, visto che Toyota ha cercato in ogni modo di ridurrlo nella Prius per ottenere i migliori consumi, e che la differenza fra le due vetture è di oltre 280 kg.
Ma già poco dopo la partenza da Londra, il test sembra mettersi male per la Prius: nonostante l'aerodinamica affinata ed il peso ridotto, sull'autostrada la Toyota consuma ben oltre 5 litri per 100 km, un valore alla portata della maggioranza delle vetture diesel sul mercato, ed alla fine il consumo medio totale è stato di 4,9 litri per 100 km, nonostante il tester abbia guidato sempre pianissimo, con la massima attenzione ai consumi e senza mai accendere l'aria condizionata o addirittura lo stereo!
E la BMW? Una media di meno di 4,7 litri per 100 km, con un comfort decisamente maggiore, l'aria condizionata accesa e la musica dello stereo a rinfrancare il guidatore durante il viaggio...
Dunque, su un percorso composto per il 40% da autostrade, per il 40% da strade extraurbane e per il 20% da percorsi cittadini, una grossa e pesante berlina tedesca con un normale motore turbodiesel consuma meno di un'orrenda saponetta giapponese che fra l'altro comporterà qualche problema al momento della rottamazione per lo smaltimento delle batterie aggiuntive.
Ma allora, questi ibridi servono per fare immagine o per risparmiare realmente carburante?
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| bulletta Italy Avezzano | del 28 marzo 2008 Gli ibridi *attuali* servono per fare immagine. Il risparmio vero, nell'immediato, verra' dall'alleggerimento e dalla massima sofisticazione dell'elettronica, con start/stop automatico, spengimenti di pistoni, smagrimenti mirati, e robe simili. Il tutto insieme al downsizing unito al turbo e all'iniezione diretta. Per i benzina, pero', perche' secondo me i diesel sono gia' quasi al top, e con l'Euro 5 potranno solo peggiorare, a causa della necessita' di montare sistemi di "pulitura" dello scarico piu' soffocanti, costosi e pesanti. Comunque, lo stesso test, fatto ribaltando le percentuali, cioe' col 40% di citta' e strade extraurbane, e il 20% in autostrada, e usando un cambio automatico anche sulla BMW (dubito che il mezzo in prova ne fosse dotato), secondo me avrebbe portato a risultati sensibilmente diversi.... Rispondi |
| cicciopasticcio Italy Treviglio | del 18 luglio 2008 ... in effetti un test su "40% da autostrade, per il 40% da strade extraurbane e per il 20% da percorsi cittadini" sembra un pò una forzatura. Per il 90% degli automobilisti italiani le percentuali reali forse potrebbero essere 50% cittadino, 40% extraurbano, 10% autostradale... Non so voi, ma io faccio in media 40 Km al giorno impiegandoci in totale circa 1,5 ore. Inoltre: provate ad andare in autostrada sulla A4 negli orari di punta, poi mi dite se consuma di meno la Prius o la BMW 520. Rispondi |
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