Veicolo autonomo? Nel 2020 la Renault NEXT TWO

di Redazione Italia DueMotori.com

Veicolo autonomo? Nel 2020 la Renault NEXT TWO


Ma siamo pazzi? No: farsi trasportare da un veicolo autonomo rappresenta un “reale progresso per la mobilità del futuro, in una prospettiva di sicurezza assoluta” secondo alcuni dei più lungimiranti costruttori, tra cui Renault; certo, era invece una cosa fuori dal normale e un po’ assurda  per la maggior parte delle persone, se si torna anche solo 50 anni indietro rispetto alla data di uscita prevista, diciamo quindi a cavallo tra i Sessanta e i Settanta, dove la frase di fronte alla sola idea di un tale oggetto sarebbe stata quella della nostra apertura, per chi è abituato a "dominare" manualmente il veicolo meccanico che lo trasporta.

La visione cambia, grazie alle tecnologie disponibili e oggi il prototipo NEXT TWO Renault presenta la visione di un veicolo autonomo per il 2020, che associa delega della guida e connettività, per restituire tempo agli automobilisti, migliorandone parallelamente la sicurezza. 
«Con il prototipo di veicolo autonomo NEXT TWO, Renault intende posizionarsi fin da subito su tecnologie di avanguardia, per un’ipotesi di commercializzazione che si può immaginare intorno al 2020.

Con NEXT TWO, Renault sceglie di associare delega della guida e connettività: la delega della guida per rafforzare la sicurezza e restituire tempo al conducente, e la connettività per permettergli di fruire di questo tempo ritrovato, accedendo a nuovi servizi tra cui la videoconferenza, l’acquisto on line, le informazioni turistiche, ecc.». - Carlos Ghosn, Presidente Direttore Generale di Renault.


Grazie a tecnologie semplici e intelligenti di percezione dell’ambiente circostante, NEXT TWO libera l’automobilista dalla guida per offrirgli del tempo, in condizioni ben precise però: 
- Delega della guida in situazioni di traffico rallentato fino a 30 km/h su strade a scorrimento veloce.
- Funzione parcheggiatore automatico che assicura il parcheggio dell’auto in completa autonomia, dalla ricerca di un posto libero, alla manovra in strutture adatte ai veicoli autonomi.
Grazie ad un sistema di connettività aperto sul mondo, NEXT TWO capta tutte le reti disponibili (3G, 4G, Wifi…) ed è compatibile con il 100% dei sistemi operativi. A bordo, i passeggeri hanno accesso a tutto ciò che possono trovare a casa o in ufficio.
  

 
CONTESTO. Nel mondo, esistono tre principali impostazioni in tema di automazione della guida: 
- Alcuni Paesi, come il Giappone, la considerano un sistema per permettere il più a lungo possibile di guidare a una popolazione che invecchia; di conseguenza, tutto ciò che può contribuire a tale obiettivo è ben accetto. 
- Altri Paesi, tra cui i Paesi Bassi, si interessano alla guida automatica per altre ragioni, essenzialmente correlate alla regolazione del traffico. Considerano che gli automatismi potrebbero favorire una migliore fluidità del traffico, permettendo, ad esempio, a tutti i veicoli presenti su una stressa corsia di viaggiare in modo omogeneo, partendo e fermandosi nello stesso tempo, in modo sincronizzato – si parla di “platooning”. 
- Infine, altri Paesi ritengono che l’automazione della guida possa migliorare la sicurezza stradale. L’Europa dovrebbe quindi rendere obbligatori alcuni sistemi di assistenza alla guida – rilevazione di pedoni, frenata di emergenza, segnalazione di superamento della linea di carreggiata, ecc.– che potrebbero condurre progressivamente alla delega della guida. Gli Stati Uniti sono stati i primi ad autorizzare, in determinate condizioni e in alcuni Stati, dei test di veicoli autonomi su strade aperte.
COME FUNZIONA
Elaborato sulla base di una Renault ZOE, il prototipo NEXT TWO rappresenta una prima tappa, è equipaggiata con telecamera, radar e una cintura a ultrasuoni, che creano una bolla protettiva intorno al veicolo, garantendo la sicurezza dei suoi passeggeri. 
«NEXT TWO è un prototipo realistico, che integra tecnologie sufficientemente mature per poter essere collocate, nel medio periodo, a bordo dei modelli di serie», continua Frédéric Mathis. «Utilizza al meglio le tecnologie accessibili, nell’obiettivo di favorirne un’ampia diffusione». La delega della guida è fondata, in particolare, sugli equipaggiamenti ADAS, che saranno commercializzati dal 2014. 
Semplice ed efficace, il sistema utilizza due sensori principali, che consentono di analizzare l’ambiente in cui si trova il veicolo: un radar collocato sul paraurti anteriore e una telecamera piazzata a livello del supporto del retrovisore centrale. Il sistema è completato da una cintura di ultrasuoni intorno al veicolo. Tutti questi sistemi sono pilotati da un supervisore, che ha il ruolo di direttore d’orchestra.
 
Il radar è utilizzato per individuare il veicolo che precede, calcolandone la distanza e la velocità. La telecamera rileva le linee di segnaletica laterale, per ben piazzare l’auto nella corsia di circolazione. A tale riguardo, Renault lavora in cooperazione con il Laboratorio sulle interazioni veicolo-infrastruttura-conducenti (LIVIC), un laboratorio di ricerche dell'INRETS, specializzato nei sistemi avanzati di assistenza alla guida. "Questo laboratorio ci aiuta a definire le strategie di guida in funzione del grado di affidabilità delle informazioni correlate alla segnaletica orizzontale", spiega Frédéric Mathis, Capo progetto NEXT TWO.

SUPERVISORE. I dati provenienti dal radar e dalla telecamera sono trasmessi a un supervisore, che dialoga con le centraline del servosterzo elettrico, del motore elettrico e della frenata con pedale disaccoppiato. Per seguire il flusso del traffico, adatta le consegne del motore e del freno; analogamente, per restare nella corsia di circolazione, invia all’impianto sterzante una consegna relativa all’angolo da rispettare. La centralina deve accertarsi costantemente dell’assenza di contraddizioni tra le istruzioni inviate ai tre organi per evitare, ad esempio, che l’auto acceleri in piena curva, oppure freni bruscamente a causa di una rilevazione tardiva. «Abbiamo particolarmente curato anche il modo in cui il conducente potrà riprendere il controllo», precisa Frédéric Mathis. È questa intelligenza a bordo che distingue nettamente la funzione delega della guida di NEXT TWO dalle funzioni ADAS* dissociate, quali il Regolatore della distanza di sicurezza e l’Allarme per superamento della linea di carreggiata, che esistono già oggi. 

SOLA SI MA NON SEMPRE. Perché NEXT TWO passi in modalità “delega della guida”, l’auto deve trovarsi su una strada “protetta”, tipo superstrada senza pedoni né ciclisti, in situazione di rallentamento con velocità non superiore a 30 km/h, senza cambiamento di corsia. Infine, la durata della delega non può essere inferiore a cinque minuti. Nel caso in cui tali condizioni siano verificate, NEXT TWO propone al conducente di selezionare la delega della guida: l’auto si gestisce da sola, permettendogli di dedicarsi ad altro. 

COMANDI. La delega della guida costituisce una svolta non soltanto tecnologica ma anche psicologica, perché bisogna accettare l’idea di affidarsi a un sistema automatico. Una delle principali sfide consisteva quindi nel creare le condizioni per favorire un passaggio dei comandi al veicolo ben compreso e realizzato con la massima fiducia. «Abbiamo fatto in modo che il funzionamento del sistema fosse chiaro, comprensibile e prevedibile», sottolinea Frédéric Mathis, capoprogetto NEXT TWO. 
In modalità automatica, l’HMD (Head Middle Display), uno schermo traslucido disposto nella parte superiore della plancia, diventa blu quando l’auto subentra ai comandi, in modo da creare una sorta di riflesso associato nel cervello del conducente: modalità automatica = blu. 
«Abbiamo auspicato qualcosa di decisamente binario, per evitare qualunque ambiguità su chi guida l’automobile in un determinato momento», precisa Frédéric Mathis. 
Durante la guida automatica, il dialogo tra conducente e automobile avviene tramite il visualizzatore head medium display e lo schermo del quadro strumenti, secondo una logica precisa.

«Su NEXT TWO le frecce vengono a sovrapporsi su un video in tempo reale della scena stradale, proiettato sull’HMD. Diventa così facile dirigersi in ogni circostanza, poiché le frecce si sovrappongono alla scena stradale reale. Il sistema rileva anche i pannelli di segnaletica che hanno un impatto sull’avanzamento dell’auto (precedenza a destra, passaggio pedonale, curva pericolosa …), ma non gli altri, per evitare di sovraccaricare inutilmente l’attenzione del guidatore», continua Frédéric Mathis. 
In modalità guida automatica, il conducente può distogliere lo sguardo dalla strada. In questo caso, il display HMD serve per visualizzare informazioni che consentono di rassicurarlo sul comportamento dell’auto in ogni istante. Ad esempio, se NEXT TWO misura la sua posizione longitudinale rispetto a un veicolo target che la precede, quest’ultimo sarà identificato da una sottolineatura. Inoltre, la qualità della rilevazione della segnaletica orizzontale viene visualizzata in modalità “delega della guida”: se NEXT TWO considera che la qualità non è più sufficiente e chiede al conducente di riprendere il comando, quest’ultimo ne conoscerà immediatamente la ragione con un semplice sguardo all’HMD.

In posizione centrale, si ritrova un grande schermo multimediale, che offre un’interazione “multimodale”, nello stesso tempo tattile, vocale e gestuale. Grazie ad una barra a infrarossi situata nella parte superiore, il sistema è in grado di individuare alcuni movimenti elementari, tipo alto/basso, destra/sinistra o viceversa. È semplice ma basta perché il conducente possa, con un gesto della mano, far scorrere degli elenchi verticalmente (i contatti, ad esempio) o orizzontalmente (serie di foto, frequenze radio), senza bisogno di sollevarsi dallo schienale del sedile per andare ad appoggiare il dito sullo schermo. 
Questa «bolla d’interazione» permetterà anche di fare uno zoom o aprire un “pop-up”, ad esempio. Sempre con un semplice gesto, il conducente potrà anche trasferire una foto o un documento dallo schermo centrale ai tablet portatili degli altri passeggeri. 



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