Auto d'epoca e storiche
Restauro della Peugeot Tipo 3 di Gaetano Rossi: l'orgoglio di 'Essere i Primi'
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Per il restauro conservativo della prima auto circolante in Italia (la Peugeot Tipo 3 di Gaetano Rossi) il Club Storico Peugeot Italia ha utilizzato tre fonti di riferimento:
La ricerca storica, per valutare la veridicità dei dati e dei fatti;
L’iconografia ed i documenti tecnici reperiti presso soprattutto gli archivi di Aventure Peugeot;
Le tracce reperite sulla vettura, che era stata sottoposta a precedenti restauri e verniciature, non sempre fedeli, negli anni Cinquanta e Novanta.
Alcune fasi del restauro
Dai carotaggi iniziali, effettuati con carte abrasive di grana finissima, è emerso che erano verniciati di nero telaio, cerchi, carrozzeria, parafanghi, portatablier.
A questo punto, si è proceduto alla rimozione manuale della vernice della carrozzeria. Questa operazione ha evidenziato che, nel tempo, alcuni legni erano stati sostituiti con altra essenza, riconoscibile dalla venatura più larga.
Durante la lavorazione di ripristino (per quanto possibile) della vernice e dei filetti bianchi originali della carrozzeria, è emerso su molte componenti della vettura il numero 25, a testimonianza che essa è effettivamente la venticinquesima prodotta da Armand Peugeot.
Due curiosità: su un cerchio è inciso il numero 11 e sullo sterzo il numero 3, identificativo del modello Tipo 3.
Una volta smontata la carrozzeria, è stato possibile, a telaio nudo, procedere prima alla pulizia delle morchie interne poi alla protezione nel tempo delle singole parti. Bulloni e viti originali sono stati, ovviamente, recuperati. Anche in questa fase del restauro sono stati rintracciati diversi numeri di riferimento.
Alcune parti della carrozzeria risultavano deteriorare, come gli attacchi della capote. Queste sono state consolidate con colla naturale, chiodi in ottone e morsetti.
Le parti di ferramenta dopo la pulizia sono state ricollocate con attenzione alla simmetria del taglio delle viti. E’ interessante notare che tutta la ferramenta risultata “in opera”, in quanto sotto le cerniere, i fissaggi ed i rinforzi non sono state trovate tracce del colore nero originale.
Dopo la preparazione strutturale della carrozzeria, la vettura è stata rimontata per la verifica dimensionale e la conformità degli aggiustaggi. Sul bordo superiore della seduta dei passeggeri è emersa l’incisione NINM: probabilmente erano le iniziali dell’operaio che ha realizzato il manufatto.
La vernice del telaio originale è stata, per quanto possibile recuperata rimuovendo quella, sempre nera, del restauro degli anni Cinquanta. Il telaio è stato poi protetto definitivamente con resina epossidica.
Il ponte posteriore è stato smontato per renderlo funzionante di nuovo, salvando la nichelatura originale coperta dalla vernice degli anni Cinquanta.
L’imbottitura dei sedili era in fibra vegetale, non conforme all’originale. E’ stata sostituita con crine animale per ottenere la consistenza e l’originalità anche dove non visibile.
Difficile la scelta della vernice, che doveva essere del tipo a base olio. Si è, infine, scelto di usare la vernice delle gondole di Venia, la cui composizione si è evoluta poco nel corso del tempo.
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