Monza vuole ricordare Vittorio Brambilla

di Redazione Italia DueMotori.com

Monza vuole ricordare Vittorio Brambilla


Si è mossa di recente in quel di Monza un’iniziativa per ricordare in modo concreto e permanente un concittadino che fu grande protagonista nel mondo della F1 negli anni Settanta. Un Uomo, in pista e fuori, con un “cuore grande così!” di quelli di un tempo che sposavano la passione per i motori con la sola vita semplice e genuina, senza molto altro di artificiale o superfluo, come accaduto invece nei tempi più recenti, per seguire più il business che lo sport. Parliamo di Vittorio Brambilla il quale ha rivestito nell'ambito motoristico molti ruoli, oltre a quello di vincitore di un GP in F1.
 
PILOTA A 360° Il primo amore di Vittorio furono le due ruote.

Un amore mai dimenticato, passando in sella a moto italiane: detiene tuttora un record mondiale sulle 24 ore, ottenuto con una Moto Guzzi proprio a Monza, quando già brillava la sua carriera nel mondo delle  monoposto. Tra le sue maggiori gesta automobilistiche, dopo le gare sui kart, nel 1972 giunge il titolo di campione Italiano F3, alternandosi alla guida di una Brabham motorizzata Ford e di una Birel motorizzata Alfa Romeo. L'anno successivo partecipa al Campionato Europeo di F2 ed i buoni piazzamenti ottenuti in avvio di stagione, attirano l’attenzione della Beta Utensili, che lo sponsorizza acquistando per lui una nuova March 732-BMW: Vittorio da quel momento comincia ad ottenere risultati sempre più sorprendenti e conquista due vittorie, a fine stagione, al Salzburgring e ad Albi in Francia. Sempre la Beta Utensili, dei fratelli Ciceri, gli permette di debuttare, nel 1974, nella massima serie sportiva a bordo di una March della squadra ufficiale. Il 1975 fu il suo anno migliore in F1: riuscì sempre più spesso in prova ad avvicinarsi ai primi e ad Anderstorp, arriva a conquistare la pole position. Sotto la pioggia, quando la differenza fra i top team e le piccole squadre si assottiglia, Vittorio si trasforma in un “mago” ed appunto sotto un diluvio vince la sua prima e unica gara di F1: il  Gran Premio d'Austria. Nel 1977 lascia la March e corre a bordo della vettura del Team Surtees.

Non va dimenticato che Vittorio era anche uno dei piloti dell'Alfa Romeo nel campionato mondiale sport prototipi e, grazie a questo, quando la casa di Arese decide di progettare una monoposto interamente sua, gli affida tutti i collaudi e proprio in base e alle sue indicazioni riesce a realizzare una valida vettura.
Il 10 settembre 1978, nel GP d'Italia, Brambilla rimane gravemente ferito nello stesso incidente che costò la vita a  Ronnie Peterson, rimanendo in serio pericolo di vita a causa di una frattura al cranio. Viene dimesso dall’ospedale solo ad inizio ottobre e nonostante la lunga degenza, riesce a riprendersi e l'anno seguente torna a correre, questa volta con l’Alfa Romeo F1. I risultati di questa sua ultima esperienza sono però deludenti e nel settembre 1980, Vittorio annuncia il suo ritiro, affermando che l'abilità del pilota non era più essenziale, date le nuove tecnologie. 
 
UNA VIA PER BRAMBILLA. Quello che in concreto si sta realizzando è il far si che venga dedicato “al Vittorio” come era conosciuto nella sua Brianza fino a quando ci ha lasciati, nel 2001, uno spazio pubblico a lui intitolato. Molte firme sono già state raccolte e verranno presentate all’amministrazione comunale entro fine anno. In occasione dell’inaugurazione ufficiale dello spazio che la municipalità di Monza deciderà di dedicargli, nel 2014 avrà luogo una grande festa, prevista per la prossima primavera, alla quale parteciperanno numerosi nomi noti (qualcuno notissimo, stando alle indiscrezioni) del mondo delle corse del recente passato. Ad essa saranno invitati tutti coloro che avranno dimostrato il loro affetto per Vittorio, aderendo alla Petizione.
  

 
PETIZIONE. Per partecipare alla Petizione c’è tempo sino al 15 dicembre p.v.. Le modalità sono molto semplici: giusto il tempo per inviare una mail all’ Organizzatore, Walter Pozzi (indirizzo: walterpozzi@alice.it), nella quale si specifichi il proprio nome, cognome, indirizzo, compreso di CAP, e l’autorizzazione all’inserimento dei dati nella Petizione stessa.
   
Noi della redazione, che appoggiamo l’iniziativa, abbiamo anche creato un evento condivisibile sul social network Facebook, qui.
 
 

 
 

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