Universitari affamati un tempo: collezionisti soddisfatti oggi?

di Redazione Italia DueMotori.com

Universitari affamati un tempo: collezionisti soddisfatti oggi?


Correva più o meno l’anno 1997, quando nei paraggi di un blasonato istituto universitario milanese, qualche ragazzo ancor fresco di patente e di intensa vita da capoluogo lombardo, poteva ammirare in strada due tra le più ambite vetture Mercedes di allora, almeno per un giovane pieno di energia e voglia di partecipare a certa vita sociale che solo Milano sapeva e sa offrire, sotto alcuni punti di vista. Due solide coupé, sportive ma non troppo, di classe tedesca, simili nel nome e in molti elementi tecnici, ma ben diverse nella sostanza: CLK ed SLK.

Parliamo delle serie W208 e R170, rispettivamente. Oggi quelle vetture “fanno molto anni Novanta” a vederle, con le forme squadrate e anche a guidarle, così razionalmente semplici e quasi spartane nei sistemi, forse anche rischiose, rispetto al tumulto elettronico di network e di assistenze alla guida attuali; ma allora quelle macchine facevano più semplicemente “molto figo”, o come si dice proprio a Milano un po’ “ganassa” oltre che benestante, visti i prezzi di listino oltre la cinquantina di milioni in lire. Automobili talvolta definite da rappresentanza o addirittura da vecchio, le Mercedes proprio a partire da allora avrebbero conquistato buono spazio nei gradimenti di giovani e utenza femminile, grazie a modelli sempre meno staticamente classici o da viaggio, ma più vicini alle tendenze urbane e moderne, come fu la classe A 168 prima e poi a seguire le altre “piccole” che le succedono in gamma.


Ma venendo a quel top di gamma anni Novanta, dalla configurazione coupé, piuttosto che cabrio (la CLK con capote in tela, la SLK con tetto rigido); la battuta malriuscita dello studente ruspante di allora, stordito all’uscita da una lunga lezione, era: “Che bella la CLK… O è SLK?”. Beh, facile confondersi quando le si vedono poco e solo sui giornali, o in una movimentata metropoli come Milano, quando sono fresche di debutto, quando non vi si può essere al volante. I ventenni italiani del passato mai avevano storicamente troppo gradito, o tantomeno posseduto, Mercedes, eppure quei modelli erano abbastanza accattivanti per una nicchia di giovani, anticipando quello che sarebbe poi avvenuto con le generazioni future della grande Casa. La prima CLK solo nell’immaginario in realtà, dato che vettura con DNA più adulto: una 2+2 apprezzata come vendite reali da un’utenza non propriamente fatta di ragazzi, poiché dotata di ampi volumi esterni come interni, da gestire, pur se le portiere sono solo due. Parente della classe C contemporanea, usava e ha usato sino a fine carriera, nel 2010, motori anche volti alle alte percorrenze, diesel di grande cilindrata, esistendo però anche nell’accattivante versione Cabriolet. Molto più purista invece la due posti secchi dal tetto metallico retrattile SLK. L’impatto comunque forte di entrambe era dovuto all’effetto novità, di modelli sino ad allora mai esistiti in gamma che rompevano gli schemi della berlina o familiare Mercedes classica, come della grande coupé ultra lussuosa e di cubatura proibitiva.

A distanza di quasi un ventennio, quelle due vetture che per un ragazzo di oggi vogliono dire mediamente poco, possono scaldare le discussioni di qualche over35 e over40. Prendiamo in particolare il caso della SLK, ancor oggi modello presente in gamma Mercedes, al contrario della CLK che ha gradualmente ceduto il posto a diverse declinazioni di altre serie, come la nuova E. Proprio nel capoluogo lombardo se ne vedono più che altrove e di tutte le varie generazioni, con la grande differenza del valore economico tra le vecchie e le nuove. Se le Mercedes più grandi o le berline manifestano alla lunga più o meno il medesimo effetto invecchiamento, le coupé e cabriolet godono di vita più lunga nell’indice di gradimento, mantenendo anche maggiori valori residui sul fronte dell’usato. Esempio principe per gli amatori e i nostalgici del passato sono addirittura le poderose SL: imponenti e costosissime top di gamma alla nascita, da vecchie spopolano tra gli amatori e magari ex-ragazzi del tempo di debutto. Chi non ricorda la mitica SL 450 della serie TV anni Ottanta Dallas? Senza andare sullo storico da collezione anche le successive serie, come la più moderna R129, si vedono ogni tanto per le vie del quadrilatero milanese o delle periferie lombarde, senza sfigurare quando ben tenute, anzi, con quotazioni però oggi ben più popolari che ai tempi. La più commerciabile ed eventualmente gestibile, senza oneri esagerati, rimane però la piccola SLK.
 


SLK IERI E OGGI. Tre lettere dal significato univoco e coerente all’indole della vettura, dal tedesco: Sportlich, Leicht e Kompakt, ovvero sportiva, leggera e compatta. Tre, come le punte del simbolo stellato sul frontale, ma qui sono a identificare una vettura unica e un po’ speciale, da nuova non per tutti, gradita da chi ami stile unito a sportività in tono raffinato e immagine singolare, pur senza troppi sacrifici di comfort, rimanendo in due. L’attuale SLK R172 è un riferimento per chi possa entrare nella fascia alta del suo genere, ma non gradisca gli estremi molto vistosi o impegnativi di alcune sue concorrenti parimenti blasonate. Già sulla carta e al primo sguardo, supera tutte le lacune della precedente serie R171 incarnando in chiave contemporanea gli spunti azzeccati della gloriosa R170 e arricchendosi di molte caratteristiche d’avanguardia, come il Magic Sky Control e l’Attention Assist, piuttosto che alcuni particolari estetici derivanti dalla Mercedes SLS. Partendo da una cilindrata relativamente contenuta, non espone a costi fissi esagerati, pur essendo esageratamente curata e fascinosa. I puristi non accettano ancora del tutto l’avere gasolio ad alimentare una bella roadster d’indiscusso fascino, che si guida con capelli al vento e orecchie sintonizzate sui giri motore, grazie a un tetto retrattile che, volendo, può essere in cristallo. La più esclusiva sotto ogni punto di vista è la versione AMG, che combina il motore otto cilindri a V con tutto quanto fornibile dalla Casa, in termini di ausili elettronici come di finiture, a un prezzo che però “doppia” quello della versione d’ingresso gamma. Già con la 200, pur senza cambio automatico e assetto sportivo assistito, si ha il feeling unico della trazione posteriore con motore anteriore. Sono molte le possibilità di gratificazione: osservandola poiché ottimamente curata nel design, ma anche alla guida, con le innovative doti degli allestimenti combinate agli optional includibili nei molti pacchetti proposti. Rispetto alla instabile e ruvida R170 sono tante e varie le innovazioni per cui poco si vedono eventuali punti migliorabili, anche sul fronte sicurezza (lacuna questa ormai sbiadita rispetto alle precedenti serie).
 


La nuova SLK in vendita dal 2011 è degna erede della mitica prima generazione che nel 1996 stupì tutti aprendo il proprio abitacolo e trasformandosi da coupé in cabriolet in meno di trenta secondi. Non è mai stata reputata, giustamente, una pura sportiva nemmeno con le motorizzazioni più spinte, ma con questo modello Mercedes ha aperto un filone importante, che vide come in altre occasioni il marchio tedesco essere precursore, piacendo oltretutto anche a parte del pubblico femminile. L’ingresso sul mercato è avvenuto in sostituzione della precedente R171 del 2004, la meno riuscita delle tre generazioni prodotte, non certo per difetti o limiti reali, ma solo perché pur degnamente diffusa sul mercato, non ha svettato tra amanti del genere quanto chi la ha preceduta, rispetto a una concorrenza (es. BMW Z4 o Audi TT) che si era nel frattempo svegliata. Le apparizioni in gara più note al grande pubblico di una SLK, sono verosimilmente quelle nel ruolo di Safety Car donatogli da parte della FIA, in alcune stagioni passate della F1.

USATO. A livello d’investimento, anche qualora invecchi, la struttura e l’immagine SLK non rendono mai quest’auto totalmente fuori moda e il mercato dell’usato tiene sempre un livello minimo di valore per questa due posti apribile. Il teorico ramo d’iperbole della quotazione scende non poco alla lunga, specialmente per le motorizzazioni più esagerate, arrivando a livelli molto popolari rispetto alla nicchia di quando nuova. Anche qualora uscita di produzione non tende però mai a divenire, come altre vetture di medesimo marchio, adatta per essere condivisa e farvi salire indistintamente chiunque. Diviene però un piccolo sogno possibile, magari per chi da nuova la poteva solo osservare ma non possedere. Si “comprano bene” come si suol dire, ma si vendono anche a malincuore, se sono ben tenute. Qualora non si badi alla fresca serie R172, è quindi facile oggi per chi da studente poteva quasi sempre proferir commento, giusto o sbagliato, senza goder della sostanza, dare rapidamente un occhio al più ricco e riconosciuto portale di auto usate fruibile sul web per farsi un’idea di cosa potrebbe più agevolmente di quel tempo acquistare, godendo del piacere più ponderato di conoscere quei mezzi tanto affascinanti, perché ancor figli di un concetto veicolistico puro, non deviato da ambizioni elettroniche e di rete esagerate, ma al contempo solido, affidabile e divertente, specialmente con il tetto apribile. Con un occhio alla integrità meccanica quindi, tra le varie piazze nazionali, proprio Milano è quella che offre più scelta di usato, con ben oltre seicento annunci stimabili a brevissimo raggio dalla “Madunina”, per i soli modelli di cui vi abbiamo parlato. Ben sotto i cinquemila euro già si trova parecchia varietà di allestimenti e motorizzazioni in decoroso stato. Certo, riferendosi a ex-studenti anni Novanta oggi, una volta aperta la capote i capelli da lasciare al vento per qualcuno saranno forse meno, o nessuno, ma la risposta lievemente attardata di quei primi DBW (acceleratore con farfalla a comando elettronico, primizia Mercedes del tempo) da sempre una bella sensazione e fa niente se il rombo non è di un pregiato V6, V8, o di un Kompressor: grazie ai ricordi le sensazioni possono sempre brillare, come e più delle finiture tirate a lucido dei nuovi modelli in consegna alle concessionarie.
  

 
  

comments powered by Disqus

Articoli precedenti su DueMotori.com

GP Malesia 2015, Sepang: Anteprima

GP Malesia 2015, Sepang: Anteprima
in Formula 1

Nuova Suzuki Vitara 2015: il video

Nuova Suzuki Vitara 2015: il video
in Auto 4x4