Saluti e ringraziamenti

di Omar Fumagalli

Saluti e ringraziamenti

Molte volte “la fantasia” non viene anche perché interiormente esiste un freno tirato rispetto una determinata cosa, che eppure è parte della normale evoluzione delle circostanze che noi stessi creiamo. Con questo testo e un po’ di umore grigio per l’affetto che mi lega a DueMotori.com ne abbandono il ruolo di responsabile, lasciandomi dietro molti ricordi intensi, di vario tipo, alcuni davvero emozionanti come solo la passione per le quattro ruote e la possibilità di viverla tramite questo ruolo oggettivamente privilegiato sanno dare. Eventi di ogni genere legati alle auto, al prodotto e ai servizi, fino alle competizioni più blasonate in Italia e all’estero: tutte attività stupende raccontate con fiumi di parole scritte, talvolta troppe, talvolta imprecise, persino perse.

Devo ringraziare innanzitutto Marco Dabizzi, per avermi dato prima la possibilità di alimentare poi addirittura di coordinare il magazine, in questi per me lunghi anni.

Una relazione quasi a due, dopo la scomparsa del compianto Gabriel Pirini, che mi ha preceduto fino al 2011 e i cui preziosi insegnamenti mi sforzo sempre di ricordare. Una relazione tra uomo e prodotto di quella tecnologia disponibile a tutti che quando ero bambino non esisteva nemmeno, dove avremmo potuto anche fare di più, se… Ma non sono i se quelli da usare ora. Nella speranza che chi possa occuparsene in futuro faccia cose gradevoli a se stesso, ai collaboratori, agli utenti e ai partner, come deve e fortunatamente è potuto essere in passato, saluto Tutti. 


Un ringraziamento anche a quelle Case, piccole aziende di settore e agenzie che ci hanno in qualche modo supportato, agli enti che ci hanno accreditato dove un tempo DM non era nemmeno presente e infine, ma non per importanza, un abbraccio a chi mi ha fatto sentire utile nel coordinare un insieme di persone che quando potevano univa la propria opera appassionata, sempre divertendosi: Giorgio, Gianfranco, Elisa, Andrea, Juri, Antonio… Tanto per sbagliare citandone solo alcuni.

Guidare un’auto o anche solo ammirarla, piuttosto che conoscerla tutta smontata a pezzi risulta poca cosa, rispetto alla grandezza della vita e dell’animo umano, ma proprio con le auto si può spender parte di tempo della prima alimentando il bene del secondo.

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