Centraline ed elettronica

Centralina aggiuntiva per impianti con iniettori piezoelettronici TDR

03 gennaio 2008

Centralina aggiuntiva per impianti con iniettori piezoelettronici TDR

La TDR Lancia nel mercato italiano l’elaborazione ai motori diesel UIS (Unit Injector System) con iniettori piezoelettrici, svelando i segreti e sfide
affrontate.

La tecnologia piezo rappresenta l’ultima frontiera per il pilotaggio degli iniettori nei moderni motori sia diesel che benzina. L’iniettore piezoelettrico offre vantaggi tecnici come la rapidità di risposta del sistema, rendendo precisa la quantità di carburante iniettata. Nella configurazione UIS la pressione d’iniezione è stata portata a 2200 bar, quindi la necessità di un attuatore rapido è stata un’esigenza vincolante per poter pilotare e dosare in maniera precisa l’iniezione del carburante.

L’opportunità di offrire centraline aggiuntive di elaborazione per motori che adottano il suddetto
sistema, ha indotto le aziende produttrici ad una ricerca e sviluppo mirata per quanto riguarda la
tecnologia da utilizzare. La TDR grazie ai suoi tecnici e ingegneri specializzati ha saputo affrontare egregiamente la sfida, gestendo come di seguito descritto le innovazioni e le differenze tecniche.

Il pilotaggio dell’iniettore piezo avviene tramite tensioni maggiori rispetto al normale solenoide, e la necessità di interfacciarsi a tale voltaggio in maniera precisa e bilanciata (per non provocare sbalzi di livello dannosi) ha portato allo sviluppo di un hardware di potenza complesso, ma efficiente.

La rapidità con cui avvengono i pilotaggi dell’iniettore, ha richiesto l’utilizzo di microprocessori più performanti e potenti con maggiori frequenze di funzionamento, cosi da poter seguire senza problemi e/o ritardi l’andamento originale del motore. Il firmware sviluppato è stato collaudato a banco grazie a simulatori di motore, e i diversi aspetti quali l’affidabilità e la velocità d’esecuzione, sono stati duramente messi alla prova per fornire una centralina performante efficiente e “robusta”.

L’adozione del filtro FAP, con successivo ciclo di rigenerazione, ha inserito processi e cicli di gestione del motore differenti dal normale utilizzo, quindi l’elaborazione durante tale fase è stata manipolata in maniera del tutto similare al processo originale per non pregiudicarne il buon funzionamento ed esito.



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