L'installazione di un modulo aggiuntivo sull'impianto di iniezione diesel

L''installazione di un modulo aggiuntivo sull''impianto di iniezione diesel


Affrontiamo oggi quella che è una pratica abbastanza diffusa nel mondo del tuning motoristico, ovvero l'installazione di un modulo aggiuntivo sull'impianto di iniezione diesel al fine di incrementare le prestazioni del motore di una vettura. Ci avvaliamo della consulenza di F-Autronica, dove possiamo avere informazioni dettagliate ed imparziali al riguardo (non si tratta infatti di un diretto produttore / rivenditore di questi moduli).

Innanzitutto chiariamo che questo tipo di intervento è da realizzarsi secondo le varie precauzioni del caso, come le condizioni di buon funzionamento ed efficienza meccanica del motore stesso e valutando lo scopo ultimo dell'incremento cercato, ad esempio per una manifestazione od utilizzo in pista del veicolo.

Ci viene spiegato che i moduli esistenti sono molti e differenti fra di loro nel funzionamento; tendenzialmente vengono usati quando l'esigenza di variare la calibrazione della gestione motore (iniezione diesel) non può essere praticata attraverso la rimappatura della centralina iniezione di serie.

Il caso di Toyota è proprio uno di quelli in cui gli operatori spesso non sono in grado di variare i parametri della centralina originale (causa le caratteristiche HW/SW) e per colmare quindi eventuali esigenze, utilizzano questi moduli che fanno da correttori di portata del gasolio.

Nello specifico il modello che visioniamo oggi è una Avensis 2000 D-4D con motore euro4 115cv, l'elettronica di serie è di produzione Denso ed i moduli disponibili sul mercato sono tendenzialmente divisi fra:

-   correttori di portata in funzione di uno o più parametri in ingresso, nei quali la centralina secondo tali input modificati si trova a generare delle risposte differenti e viene attuato quindi quello che possiamo in termini semplici definire un'aumento o decremento di portata e pressione a seconda di come vengono variati questi valori base;

-    i moduli che interpongono il proprio funzionamento sul comando dell'iniezione stessa, in questo caso è proprio l'output del tempo iniezione che viene variato e pilotato differentemente rispetto a quanto "crederebbe" la centralina di serie, ottenendo comunque il medesimo scopo: la variazione della quantità di gasolio e di pressione nelle varie fasi di funzionamento del motore.

Non dilungandoci in troppi dettagli tecnici, vi diciamo che questi interventi oggigiorno, se fatti con le dovute cautele e con materiali di buon livello (non dimentichiamoci che si va ad interporre sull'impianto di serie, progettato e realizzato ai più alti livelli di standart automotive, un'elettronica aggiuntiva - diffidate quindi dai prodotti low-cost di dubbia provenienza e senza garanzie) possono dare risultati adeguati.

In questo caso seguiamo l'applicazione di un modulo correttore, che è agevolata dalla possibilità di Plug'n'Play sui cablaggi originali (o in altri casi richiede dei montaggi relativamente brevi su collegamenti dell'impianto).

Al termine dell'installazione il modulo digitale deve essere correttamente posizionato nel vano motore. Si prevede poi la possibilità di una sua calibrazione interna, in quanto il modulo ha esso stesso delle mappature che regolano il modo in cui interviene, in sostanza il quando e quanto ci si sposta dalla mappatura originale del veicolo; questa parte è sicuramente importante perchè essendo ogni veicolo leggermente diverso da un altro, pur a parità di impianto, necessita di una regolazione fine da attuare (meglio se su un banco prova potenza, qualora vi siano altre modifiche meccaniche e si cerca la prestazione pura, da confermare poi nell'utilizzo e guidabilità in movimento). Sia durante che al termine della lavorazione ci si avvale dell'assistenza di un'autodiagnosi che permette di verificare i valori letti dalla centralina e gli eventuali errori.

L'incremento prestazionale misurabile su questi motori (in questo caso nella versione senza filtro anti-particolato) varia da caso a caso, ma si possono teoricamente vedere variazioni sino anche a  + 25CV, arrivando quindi vicini ai 140CV ai rispetto ai 115CV di partenza. Al di là dei numeri, su circuito chiuso, possiamo apprezzare una differente risposta nella ripresa, specialmente nelle marce più lunghe e partendo dai bassi regimi. La possibilità di accensione e spegnimento del modulo permette infine di poter attuare o meno il suo funzionamento qualora desiderato.

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