L'Auto Gp passa alle gomme Khumo e alla doppia mescola per il 2012. Il costruttore coreano fornirà due tipi di gomme, "prime" e "option", che avranno una diversa durata e prestazione. In stile Formula 1, i team dovranno utilizzare entrembe le mescole durante i weekend di gara, con libera scelta del momento in cui utilizzarle.
Questa novità rappresenterà una grande sfida per i team e per i piloti che dovranno sfruttare occasioni e stabilire strategie diverse rispetto allo scorso anno.
Enzo Coloni: "Fin dalle prime fasi delle nostre discussioni con la Kumho è stata evidente la loro volontà di dare all'Auto GP il massimo supporto punto di vista tecnico, un approccio che ho ritenuto fondamentale e stimolante. Non solo hanno accolto con entusiasmo la nostra proposta di adottare due mescole diverse, ma hanno dato la loro disponibilità a un lavoro di sviluppo da portare avanti insieme all'organizzazione e alle squadre nel corso della stagione, dando vita a un progetto
tecnico unico nel panorama dei monomarca."
Steve Thompson (Kumho Tyres Europe): "Siamo felicissimi di essere coinvolti nell'Auto GP, ed eccitati al pensiero di aumentare ancora il nostro coinvolgimento con piloti che nel futuro hanno grandi probabilità di ritrovarsi in F.1, un programma che abbiamo iniziato anni fa con il supporto alla F3 Euro Series e ai vari Master di F3. Attraverso queste piattaforme abbiamo assistito nella loro crescita piloti che poi sono diventati star dei Gran Premi come Sebastian Vettel, Lewis Hamilton, Nico Rosberg e Paul Di Resta, tra gli altri. L'Auto GP è il campionato ideale per dare seguito a questo progetto, mostrando al contempo la continua evoluzione delle nostre capacità tecniche. Proprio dal punto di vista tecnico, questo nuovo impegno ha rappresentato una bella sfida per noi. In primo luogo abbiamo dovuto creare un nuovo tipo di gomma che potesse gestire tanta potenza, altissime velocità e il carico verticale creato dalla downforce che queste monoposto sono in grado di produrre. In seconda battuta, abbiamo poi dovuto lavorare su due mescole: una che potesse fornire una buona prestazione su lunghe percorrenze, e un'altra che pur essendo più performante inizialmente, mostrasse poi un degrado più evidente col passare dei chilometri, fornendo quindi ai team la possibilità di adottare diverse strategie. Il primo caso è stato affrontato senza difficoltà dal nostro reparto progettazione, mentre il secondo ha richiesto considerazioni e prove più approfondite"