La Parabolica di Monza ha nuove vie di fuga in asfalto: pronti ad accogliere la F1

di Redazione Italia DueMotori.com

La Parabolica di Monza ha nuove vie di fuga in asfalto: pronti ad accogliere la F1


Sono iniziati ieri e procedono molto celermente anche stamane, i lavori in pista a Monza, ad opera di un’impresa italiana (il dialetto lombardo delle varie provincie è ben udibile a chi si rechi sulle deserte tribune, qualora porga l'orecchio verso gli operai al lavoro).

Entro poche ore si potrà osservare la nuova Parabolica già terminata, che mantiene inalterato il suo percorso sia chiaro, ma trasforma ampio spazio che prima era in terra battuta o erba, in asfalto e materiale sintetico reputato più sicuro, in caso di uscita.

Per gli spettatori poca differenza quindi, a parte il tono scuro al posto di quello chiaro e l'assenza di polvere in caso di uscita.

 
Sono parametri da rispettare questi che vengono messi in opera, voluti dalle federazioni per garantire la sicurezza e Monza si adegua in vista del GP F1 di settembre. Ai nostalgici ovviamente farà poco piacere vedere l’ennesimo pezzettino della vecchia Monza che se ne va via, dopo la vecchia Lesmo “da pelo”, il curvone con muro poco distante, o la prima variante disassata rispetto al traguardo; ora anche qui forse ci sarà meno selezione, tra chi vorrà osare per davvero, facendo la differenza, o chi ci proverà confidando di non fare danni e magari incappare solamente in una sanzione, per passaggio delle quattro ruote oltre una riga.

Tra i moltissimi esempi di uscita "con danno" alla parabolica possiamo citare anche quella dell'attuale (fresco di nomina) presidente ACI Milano Ivan Capelli, su una nota F1 rossa durante un caldo GP Italia, piuttosto che altri spettacolari "voli" di vetture che si sono puntate nel fondo morbido danneggiandosi rovinosamente prima di fermarsi. Parlando di moto, i meno giovani ricordano il grande King Kenny Roberts che pur forte di una veloce Yamaha, nel 1983 sbagliò e diede via libera al giovane Spencer che vinse poi quell'anno anche il Mondiale, per pochi punti, sulla leggera NS500. Erano gli Ottanta e i Novanta, gesta eroiche si mischiavano ancora a traumi seri, al giorno d'oggi si deve eliminare giustamente ogni rischio possibile e se nessuno abbandonerà più la gara per un "dritto", facendosi perdonare un errore come nelle piste più moderne e meno affascinanti di Monza, avremo almeno tutti la coscienza più serena.
  

 
SOPRAELEVATA. Con l’occasione dei lavori di questi giorni, anche parte del mitico anello velocità è stato "ricucito", togliendo pericolosi dissestamenti e addirittura ricoprendo interamente di nuovo cemento lunghe tratte ove transitano veicoli per test, o in occasione del Rally anche per vera gara.

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