Uniques Special Ones '11: il commento

di Alessandro Saetta Vinci

Uniques Special Ones ''11: il commento


Circa tre anni fa conoscevo un tizio di nome Jonathan. Durante una visita al Reina Sofia di Madrid Jonathan mi indicò un quadro e mi disse che valeva circa 150.000 euro. È importante sottolineare che il quadro in questione consisteva in una tela bianca con una, letteralmente solo una, riga blu che “tagliava” la tela a metà. Nient’altro.
 
Mi è stato detto che il valore era inestimabile e il prezzo era in proporzione addirittura basso, mi è stato detto che l’autore, di cui ovviamente non ricordo il nome, era tra i più famosi e rispettati.

Famosi per chi e rispettati da chi non è dato saperlo. Mi è stato detto anche che il valore era dato dal concetto e dal lavoro che c’era dietro.

 
Provo spesso a controbattere che anche l’auto è una forma d’arte. Prendiamo la Maserati Granturismo. Costa approssimativamente 150.000, appartiene al gruppo Fiat, ed il gruppo Fiat deve tutto ai meriti di uno degli uomini più rispettati e famosi nel campo automobilistico e non solo, il compianto Gianni Agnelli. Il lavoro che c’è dietro? Milioni di euro d’investimento, ingegneri, stilisti, manodopera e geni del marketing. Il tutto per mettere insieme quella che per alcuni è solo lamiera e fari. Eppure sfido chiunque a guardarla una vota sola senza perdersi nelle curve pazzesche di quest’auto.
 
Così come per me quel dipinto era solo tela e spreco di inchiostro o pennello o vernice blu. O qualunque cosa fosse. Solo che un quadro lo guardi, un’auto eventualmente la guidi. Ti porta in giro nei posti dove vuoi andare. E uno dei posti dove consiglio di andare se avete modo di farlo è la città di Firenze. Con precisione vi consiglio di visitare, il prossimo anno ormai, la mostra Uniques Special Ones che quest’anno si è tenuta presso il Giardino della Gherardesca del Four Seasons Hotel di Firenze.
Noi di DueMotori.com c’eravamo.
 
Accolti da pioggia e caldo umido e serviti da gentiluomini in vestito bianco che servivano vini d’autore e buffet pantagruelico c’eravamo noi, collezionisti, giudici e altri giornalisti da tutto il mondo.
 
La collezione di auto presente era da far invidia a Pebble Beach e Villa d’Este. Rarissimi “one-off” e prototipi con carrozzeria modificata Zagato, auto d’epoca tenute in maniera maniacale come Fiat V8 e Bentley ante-guerra. Fino ad arrivare alle più recenti Rolls Royce Silver Seraph Estate e Mercedes SL300 Gullwing. Per non parlare della parte moderna con Alfa 8C Spider, Bugatti Veyron Hermes, arrivando fino all’auto con gli interni tra i più grandiosi di sempre, la Spyker C12 Zagato e l’auto più bella attualmente in produzione: l’Aston Martin Rapide.
 
Sono arrivato alla mostra direttamente dalla Versilia, dopo essermi fatto una doccia in fretta di prima mattina e senza aver chiuso occhio la notte precedente, ma guardate le foto e capirete come mai nonostante questo fossi ben sveglio. La vincitrice assoluta? Un’Italiana, ovviamente: la Ferrari 250 GT Berlinetta Zagato del 1956 di David Sydorick.
 



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