Formula 1
Gioco di squadra al GP Cina - Ferrari si e Bmw no: si scandalizza ancora qualcuno?
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Nell'ultimo GP di Cina, corso domenica 19 ottobre, si è vista un'ottima prestazione del probabile futuro campione del mondo Lewis Hamilton: la condotta di gara perfetta ed una volta tanto non criticabile del giovane inglese (esente da esuberanze nella guida o mancato rispetto degli altri, come spesso gli capita), si è accompagnata da una certa noiosità per il pubblico, data la carenza di lotta per le posizioni del podio, già definite in breve dopo la partenza.
Concluso il primo pit-stop era chiaro che c'era poco da fare, con la McLaren più veloce ed i ferraristi che si concentravano nel portare a casa il miglior risultato possibile per il team, invero non riuscendo a metterere mai la pressione sufficiente sul pupillo di Ron Dennis per indurlo all'errore: solo un episodio esterno e fortuito come un contatto, una rottura tecnica od un'uscita di pista, avrebbero potuto invertire i ruoli, consentendo di rinvigorire le speranze di Felipe Massa e della Ferrari per il titolo 2008.
In ogni caso, dal punto di vista sportivo, dietro ai primi tre si sono viste delle buone prestazioni anche da parte degli altri piloti, e bene hanno fatto i vari Alonso o Webber, a dar battaglia continua per le proprie posizioni, senza risparmiarsi. E' stato un GP che ha inoltre visto la Renault confermarsi come terza miglior vettura in questo momento (pur se è e finirà quarta in campionato) e fra gli altri, anche il "vecchio" Rubens Barichello ha condotto degnamente la sua Honda (nei limiti del possibile).
Fra tutti gli episodi significativi che si sono verificati negli oltre 90 minuti del GP però, al termine della gara, vinta da Hamilton, qualcuno si è focalizzato su un argomento in particolare, domandandosi ancora quanto sia sportivo e soprattuto regolare, nel mondiale di F.1, l'effettuare gioco di squadra.
La Ferrari lo ha fatto nel modo più trasparente possibile: poco prima della fine il ritmo di Raikkonen, per tutta la gara secondo dietro ad Hamilton, si è affievolito lievemente e Massa, che era sempre stato terzo dietro di lui, lo ha passato in una manovra simile ad un doppiaggio. La cosa era tanto attesa quanto limpida, lo stesso Raikkonen (è pur sempre un pilota, con lo spirito di competizione dentro di sè) non lo ha certo negato in conferenza stampa, dicendo chiaramente di aver lavorato nell'interesse del team, come per giustificare parzialmente il suo risultato, che in ogni caso non lo soddisfa. Già, ma l'interesse del team dal punto di vista del campionato costruttori è rimasto inalterato, scambiando i fattori la somma non cambia; mentre il favore è più che altro per Massa, che rimane in lotta per il titolo piloti 2008, ovvero il Mondiale normalmente più riconosciuto dal pubblico (e quindi gratificante anche per la squadra e gli sponsor).
Non entriamo nel merito degli episodi attuali, volendo guardare si sarebbe potuto scegliere di mantenere Raikkonen secondo a far pressione davanti fino agli ultimi due giri, sperando in un cedimento di Hamilton. La stessa situazione, a ruoli invertiti, era accaduta lo scorso anno in Ferrari, a favore del finlandese però; così come mille altre volte nei tempi passati in F.1 o qualunque altra categoria automobilistica.
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