Formula 1
Nuove regole: campione 2009 chi vince più gare - tetto di spesa da 33 mln. di euro dal 2010
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Dopo la grave crisi che ha colpito il circus La FOTA (Formula One Team Association), aveva presentato delle richieste per migliorare alcuni aspetti regolamentari della F.1 ed oggi la FIA, attraverso il consiglio riunitosi a Parigi, ha accolto parte di esse. In particolare riassumiamo i tre punti fondamentali:
1) Il Consiglio ha respinto la variazione del sistema di attribuzione dei punti richiesta (erano stati proposti 12 punti al primo, 9 al secondo e 7 al terzo); introdotta invece una nuova regola che assegna il titolo di Campione del Mondo al pilota che vincerà più Gran Premi nel corso della stagione. I punti serviranno comunque per la classifica generale, per quella dei costruttori (quindi invariato il metodo per questo titolo) e soprattutto in caso di parità di GP vinti dai piloti. "Se due o più piloti terminano la stagione con lo stesso numero di vittorie il titolo verrà assegnato al pilota che ha ottenuto il maggior numero di punti". Se così fosse stato nel 2008, il titolo sarebbe andato a Felipe Massa. E' stato rifiutato anche il sistema "olimpionico" con le medaglie (proposto inizialmente da Bernie Ecclestone per premiare il vincitore di più "ori").
2) Viene introdotto per il 2010 un nuovo tetto di spesa complessiva per i team: 33 milioni di euro a stagione (escluse le sanzioni che potrà dare la stessa FIA ed alcune strutture come i motorhome). Max Mosley si è dichiarato molto favorevole a questo limite, che potrebbe dare chances di vittoria non solo ai più ricchi ma anche ai più intelligenti, a suo dire. "Le auto saranno meno raffinate - dice n°1 della FIA - perchè i team non potranno perdersi in ingenti costi sui dettagli, mentre dalla tribuna gli appassionati non vedranno cambiamenti sostanziali. Trenta milioni di sterline costituisono sempre una cifra importante. Queste nuove regole premieranno i team con le idee migliori e con gli ingegneri più bravi. Noi dobbiamo essere sicuri che un team generi profitti reali e sufficienti per coprire i dividendi. Il tetto riguarderà ogni tipo di costo, anche lo stipendio dei piloti".
Su questa regola ci sarà molto da discutere, soprattutto sul come la FIA la farà rispettare e quali metodi di reale valutazione dei costi si potranno applicare, in un mondo dove anche i bilanci delle più famose società di consulenza o revisione internazionali, hanno evidenziato falsità macroscopiche. In ogni caso Mosley pare abbia agito nella direzione giusta questa volta, secondo chi scrive. Evidenziamo da tale norma che la FIA, come auspicabile, sottolinea a tutti il fatto della necessità di saper fare revenue per un team di F.1, dimostrandosi quindi come una vera impresa che crea valore in trasparenza (ciò non è sempre accaduto in passato, altrimenti non sarebbero sparite delle scuderie mentre al contempo molti manager incrementavano i loro patrimoni).
Non è facile ma la lotta da fare pensiamo sia proprio questa per l'immagine di una F.1 da troppi anni vista come distante dalla realtà delle altre competizioni e dell'industria automobilistica stessa: dimostrare che non è un mondo dove si divorano risorse altrui (sponsor interessati a vario titolo) per la sola immagine, ma un contesto dove si può vivere di una sana gestione finanziaria, come dovrebbe fare una qualunque azienda che si rispetti. "Se una squadra ha buoni risultati finanziari - prosegue Mosley - può pagare dividendi agli azionisti, tra i quali potrebbero esserci anche un capo ingegnere, un team principal o anche un pilota. Ogni team potrà decidere se gareggiare o no con un budget predefinito. Potrebbero decidere di spendere 20 milioni di sterline per il motore, ma poi avrebbero a disposizione solo 10 milioni per tutto il resto. Possono anche spendere tutto per jet privati e alberghi, ma devono sempre rimanere nei limiti". Le squadre che aderiranno a questo limite finanziario avranno incentivi tecnici che le spingeranno a farlo: possibilità di usare ali mobili ed avere motori non soggetti al congelamento dello sviluppo.
3) Novità per le prove e gli sviluppi fuori dalle gare: a fine stagione i team potranno fare girare per tre volte un pilota emergente che non abbia corso più di due GP nei 24 mesi precedenti; solo otto i test aerodinamici consentiti tra il primo gennaio e la fine del campionato.
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