Formula 1
Hockenheim: Incidente a Liuzzi, prove sospese e terza pole di Vettel (Red Bull)
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Undicesimo GP della stagione di F1 ad Hockenheim questo week-end. Una delle migliori stagioni di tutta la lunga storia – 60 le annate del Mondiale – del massimo campionato. In tanti, tra addetti ai lavori ed appassionati, preferivano di gran lunga il circuito in vecchia configurazione, con la parte superveloce che si snodava nel bosco e, dopo, l’arrivo nella parte spettacolare (lì è piazzata la tribuna degli intenditori) del Motodrom, una curva con la fantastica opportunità di sorpassi e controsorpassi. Molti Gran Premi, a due e a quattro ruote, sono stati vinti o persi proprio all’ingresso di quella curva. Oggi, l’unica cosa che realmente si salva è la curva 6. Quel rampino offre la possibilità di sorpassare ed è potenzialmente in grado di garantire un certo spettacolo. Come spesso accade, l’estrema variabilità delle condizioni climatiche – una caratteristica tipica delle corse, qui in Germania – ha frustrato le aspettative dei team. Davvero poco, per loro, il tempo a disposizione per girare su asciutto. Ieri mattina, a fare le spese di questo tempo bizzarro è stato Lewis Hamilton (McLaren), che su pista bagnata e scivolosa è finito contro le barriere danneggiando tutta la macchina. Risultato: i meccanici della squadra hanno dovuto fare l’impossibile per rimettere a posto la scocca per la sessione successiva. In effetti, ha girato solo negli ultimi dieci secondi della seconda sessione di Libere, chiudendo settimo assoluto.
Stamane il circuito risultava ancora bagnato. In via di asciugamento ma – a detta di tutti i piloti – con la curva 6 pericolosamente scivolosa. Gli ultimi 10 minuti della sessione libera del sabato sono stati, come sempre accade in questi casi, una sorta di Fast and Furious alla tedesca, coi migliori 4 team (unica eccezione: Jenson Button) che completavano giri veloci su giri veloci mentre le condizioni della pista andavano migliorando ed il grip aumentava proporzionalmente. Le Red Bull sono sembrate girare - sia quella del vincitore di Silverstone Webber che quella del compagno di squadra Vettel – a pieno carico e coi serbatoi di carburante pieni, o comunque più pesanti delle vetture dei team loro concorrenti. Le qualifiche sono poi, finalmente, inziate, e con pista asciutta, ma dopo poco più di cinque minuti sono state interrotte con bandiera rossa a causa di quanto accaduto alla Force India di Tonio Liuzzi Quest’ultimo ha commesso il classico errore del principiante, mettendo le ruote, all’uscita dell’ultima curva, sull’erba artificale ancora bagnata. Ciò ha causato la perdita di controllo della sua Force India che è finita contro il muretto dei box. La ruota che si è staccata dall’avantreno, compreso il braccio della sospensione, è finita in pista, creando seri problemi ed attimi di paura a Timo Glock (Virgin), che evita di un soffio la collisione.
La sessione riprende con Lucas di Grassi subito fuori (problemi al cambio) e una bella battaglia fra Virgin e Lotus, ma il “Challenge Mercedes” promesso al mattino non si materializza.
La seconda parte della sessione è stata sempre intensa, con la possibilità di pioggia in nogni momento, e di tutti driver che optano per due run. Alcuni di loro che escono con mescola più dura per il primo turno. Sette driver non hanno centrato lo shoot-out. Mentre la sessione proseguiva, diventava subito evidente che è diventato evidente che la battaglia era circoscritta al trio tedesco - Rosberg, Schumacher e Hulkenberg -, con Hulkenberg a spuntarla e Michael Schumacher fuori per otto millesimi di secondo, dietro il suo compagno della squadra. Q3, la terza parte della sessione, era realmente emozionante con la minaccia della pioggia che non diminuiva. Tutti spingono sin dall’inizio per conquistare la pole, e Fernando Alonso che risulta essere un concorrente intenzionato, ed era ora, a fare sul serio. Alonso ha gettato giù il guanto di sfida con 13.93, seguito da Vettel su 13.96, gli unici due driver nel 13s tutta la sessione. Alla fine però, sia pure per una frazione infinitesimale (una distanza molto piccola, probabilmente impossible da vedere ad occhio nudo se le vetture fossero parallele) la spunta Sebastian Vettel (Foto, terza pole stagionale), che gioca in casa, con la Red Bull, davanti ai ferraristi Fernando Alonso e Felipe Massa. Mark Webber, con l’altra Red Bull, è quarto. Ad una precisa domanda nella conferenza stampa di fine prove, sulle polemiche che hanno caratterizzato il week-end di Silverstone dei due piloti Red Bull e sul fatto che le vetture siano differenti tra loro, Vettel ha risposto: “Certo che ci sono delle differenze. Io sono tedesco, lui australiano. Lui ha la vettura numero 6 io la numero 5. Niente è uguale nemmeno quando compri lo stesso modello di vettura di serie…”. La guerra in famiglia è già al punto di ebollizione?
Cosa vedremo domani? Tirando le somme di oggi, non ne abbiamo realmente idea. Il tempo è instabile, la tenuta dei pneumatici a mescola morbida è sconosciuta, i due che partono dalla prima fila hanno già commesso svariati errori quest’anno. A ciò aggiungiamo l’abilità che rasenta la ferocia di Hamilton (è una amministratore eccezionale delle sue capacità e delle gomme). Penso solo una cosa: vedremo probabilmente una grande corsa. Ed è quello che in definitiva importa.
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1 |
Ger |
5 |
1:13.791 | ||
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2 |
Spa |
8 |
1:13.793 | ||
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3 |
Brz |
7 |
1:14.290 | ||
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4 |
Aus |
6 |
1:14.347 | ||
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5 |
GB |
1 |
1:14.427 | ||
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6 |
GB |
2 |
1:14.566 | ||
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7 |
Pol |
11 |
1:15.079 | ||
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8 |
Brz |
9 |
1:15.109 | ||
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9 |
Ger |
4 |
1:15.179 | ||
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10 |
Ger |
10 |
1:15.339 | ||
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11 |
Ger |
3 |
1:15.026 | ||
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12 |
Jpn |
23 |
1:15.084 | ||
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13 |
Rus |
12 |
1:15.307 | ||
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14 |
Spa |
22 |
1:15.550 | ||
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15 |
Spa |
17 |
1:15.588 | ||
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16 |
Swi |
16 |
1:15.974 | ||
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17 |
Ita |
18 |
1:17.583 | ||
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18 |
Fin |
19 |
1:18.300 | ||
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19 |
Ger |
Adrian Sutil
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