Formula 1
Hockenheim: gli ordini di scuderia premiano Alonso. Ferrari multata di 100mila euro
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Oggi si è corsa l’ 11esima prova del Mondiale di Formula Uno sul circuito di Hockenheim, che si alterna con il Nurburgring per ospitare il Gran Premio di Germania. La pista del Baden è stata modificata nel 2001, togliendo la parte dell’alta velocità. Ancora oggi tale parte è visibile, guardando dall’alto dell’elicottero in mezzo alla foresta. Il tutto per motivi economici e pubblicitari.
Su quella pista, per la cronaca, hanno perso la vita diversi piloti. Il più famoso è Jim Clark, durante una gara di Formula 2 nel 1968. Poi Patrick Depailler nel 1980, durante una sessione di test con l’Alfa Romeo. Ci fu anche l’incidente che stroncò la carriera a Didier Pironi nel 1982.
Oggi ha vinto la Ferrari. Dopo la vittoria nella prima gara stagionale in Bahrain (grazie ai problemi sulla Red Bull di Vettel), il team di Maranello riesce a conquistare una seconda doppietta con Alonso (Foto) primo e Massa secondo. In verità doveva essere il contrario…
Massa fa un ottima partenza approfittando del fatto che Vettel era più impegnato a bloccare Alonso che a pensare all’altro ferrarista. Il brasiliano si porta così in testa alla gara. Ci resta fino al pit stop quando in testa si trova Jenson Button e dopo ritorna ad essere primo quando il britannico si ferma a cambiare le gomme dimostrando di nuovo una grande capacità di saper gestire le coperture. Fernando si avvicina e tenta di sorpassare approfittando dei doppiati. Non ci riesce e si allontana da Massa, prima di avvicinarsi di nuovo dopo aver risparmiato per alcuni giri le gomme. Al giro 49 succede il fatto che scatenerà di nuovo le polemiche e che costerà alla Ferrari una multa di 100.000 euro e un deferimento al World Motor Sport Council che valuterà se affibbiare altre sanzioni alla squadra di Maranello: Felipe viene sorpassato con una semplice manovra da Alonso e dopo si sente alla radio Smedley pronunciare un sorry che fa capire cosa sta succedendo. Inutile dire che questa situazione ricorda Austria 2002 (A1 Ring), quando Barrichello, che autorevolmente conduceva la gara, fu costretto a far passare Schumacher, quasi sulla linea del traguardo. In quella gara Schumacher ha fatto salire Barrichello sul gradino più alto e del podio e gli ha dato la coppa del vincitore. La sua faccia raccontava tutto: amarezza per una vittoria che meritava il compagno di squadra. Alonso invece - questione di stile - sorrideva, mentre Massa aveva una faccia scura e triste e, come Webber in precedenti occasioni, dirà che quella gara la poteva vincere lui. Queste manovre rovinano la Formula Uno. E’ uno sport dove ci sono 24 concorrenti e a tutti vanno concesse le stesse chance (chi di più, chi di meno) di vincere la gara. Quando ci si mette di mezzo tale pochezza sportiva, non c’è niente altro da dire: è la rovina.
Sebastian Vettel dopo aver strappato la pole ad Alonso per due millesimi non riesce a concretizzare i suoi sforzi e perde due posizioni. Solo verso la fine sembra recuperare sul demotivato Massa, ma si deve accontentare della terza posizione, mentre il suo compagno Webber perde prima la posizione contro Hamilton e dopo la perde contro il secondo pilota McLaren Button dopo la sosta ai box.
Il team di Woking riesce a conservare la leadership della classifica costruttori. Uno dei suoi piloti è in testa alla classifica conduttori, ma in questa gara non è riuscito a dare pensiero, neanche una volta alla Ferrari e alla Red Bull di Sebastian Vettel diventando oggi la terza forza mondiale. Gli aggiornamenti non riescono a produrre benefici e solo grazie all’aggressività di Hamilton ed alla capacità di gestione gomme di Button riesce a terminare la gara davanti ad una Red Bull.
Deludono Renault e Mercedes entrambe ad un giro di ritardo e molto lontane come velocità da Ferrari, Red Bull e McLaren. Splendida comunque la battaglia tra Schumacher e Kubica. Tutti i piloti sono andati a punti. Petrov riesce a racimolare un punticino, mentre sente il suo sedile per l’anno prossimo sfuggirli per andare in mano a un pilota più esperto e capace di portare punti.
Weekend nero per la Force India dopo l’incidente delle qualifiche nella Q1 per Liuzzi e la penalizzazione di cinque posizioni in griglia di Sutil non riescono a recuperare, ma sono costretti a tanti pit stop durante i primi giri del Gran Premio. Giornata no anche per la Lotus, che perde entrambe le vetture: Jarno Trulli, dopo aver dimostrato di essere più veloce del suo compagno di squadra in prova, viene fermato al secondo giro per problemi al cambio. Kovalainen si ritira dopo un contatto con De La Rosa.
La Williams non riesce a raggiungere la zona punti, come anche la Sauber che festeggia male i suoi 40 anni di attività e non riesce a portare a casa nessun punto nonostante la strategia differente sulle gomme.
Se l’episodio sopra è la tragedia, quanto succede alla Virgin è una commedia: riesce a portare un pilota al traguardo, ma penalizzato di cinque posizioni alla griglia di partenza e solo grazie alla sua capacità di guida e di non consumo di gomme, Timo Glock riesce a stare davanti a Lotus e Hispania, mentre il suo compagno Di Grassi dopo i problemi delle qualifiche si ritira anche in gara.
Alla Hispania invece è la farsa a farla da padrone. Si decide di sostituire di nuovo un pilota, ma questa volta è Chandock a lasciare il sedile a Yamamoto. Questa è una tipica mossa del manager Kolles. Già quando dirigeva la Spyker, nel 2007, sostitui prima Albers al Nurburgring con Winkellhock. Il tedesco (di casa all’Eifel) fu l’unico a capire in quella circostanza che la pioggia sarebbe stata più intensa del previsto e a cambiare le gomme. Riuscì a portare la piccola Spyker fino alla prima posizione e a partire in pole. Ovviamente prima di ritornare all’ultima e ritirarsi. Dopo toccò a Winkellhock essere sostituito, guarda caso da Yamamoto, che grazie alla madre paga il suo sedile in Formula Uno.
Bruno Senna si mostra superiore al pilota giapponese sia in prova sia in gara e riesce a portare l’Hispania al traguardo.
La prossima gara si svolgerà in Ungheria sul circuito dell’ Hungaroring vicino a Budapest. Anche lì come hanno ripetuto mille volte i telecronisti Rai, la Ferrari doveva dimostrarsi di nuovo forte, prima della pausa estiva.
Ormai le speranze di vedere una gara senza polemiche sembrano essere lontane. Ogni volta che lo starter apre la corsia box, si abbatte un colpo mortale verso la Formula Uno e questo fa ancora di più allontanare i tifosi.
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