Tra un mese il primo GP d’India

di FalcediLuna

Tra un mese il primo GP d’India


Il prossimo 30 settembre, mancherà solo un mese alla prima edizione del Gran Premio dell’India che si disputerà sul Buddh International Circuit, situato a Greater Noida, nella regione del Uttar Pradesh.
Il circuito progettato da Hermann Tilke, è lungo circa 5.140 metri, formato da 16 curve e durante la sua costruzione è stato modificato sotto suggerimento dei team per favorire i sorpassi.
  
PRIMI PASSI
L’ingresso dell’India in Formula 1 è una storia vecchia, cominciata nel lontano 1997, già in quella data si era parlato di un Gran Premio vicino alla città di Calcutta e nel 2003 in India c’erano due circuiti permanenti: uno a Chennai (Irungattukottai) ed il Kari Memorial Speedway, a Coimbatore.
Nel 2003 furono messi in esame due terreni di 243 ettari, siti nelle vicinanze dell'aeroporto di Bangalore.

Inoltre, nello stato di Andhra Pradesh, il primo ministro Chandrababu Naidu mise a disposizione circa 600 ettari vicino all'aeroporto di Hyderabad e nello stesso anno, venne firmato un pre accordo, della durata di sette anni, per la disputa di un Gran Premio a Hyderabad nel 2007.

Nel 2004 entrò anche in competizione Mumbai per spostare il tracciato da Hyderabad nella nuova locazione, ma entrambi i progetti fallirono e furono cancellati nella metà del 2004.
 
TRAVAGLIO
Nel 2007, cinque siti rimasero in corsa per l'organizzazione di un Gran Premio dell'India: Bangalore, il distretto di Gurgaon nello stato di Haryana, un circuito permanente vicino New Delhi, un circuito stradale a New Delhi proposto da Vijay Mallya ed un sito a Lucknow, Uttar Pradesh.
 
Dopo mesi di negoziati, il Comitato Olimpico Indiano (IOA) e Bernie Ecclestone annunciarono, nel giugno 2007, un accordo preliminare con il quale l'India avrebbe ospitato il suo primo Grand Prix nella stagione 2009 della Formula 1; alla fine si decise di ospitarlo a Gurgaon, su progetto di Hermann Tilke. Verso la fine del 2007, la IOA annuncia che la gara si sarebbe disputata nel 2010, ma dopo consultazione per la costruzione del circuito si è deciso di rinviare nel 2011 la data per disputare il Gran Premio.
  
Questo nuovo appuntamento nel calendario si sta lentamente trasformando in un remake di quello che è successo l’anno precedente con il Gran Premio della Corea. Vi racconto gli ultimi due avvenimenti nell’ordine cronologico.
Nel mese di agosto, scoppia la rivolta di 300 contadini che minacciavano di smantellare il circuito. All’origine della rabbia c’era il modo in cui le loro terre erano state tolte e acquisite dalla Jaypee’s Formule One; si sono uniti sotto la Bhartiya Kisan Union e hanno minacciato di smantellare il circuito se il governo non accettava di devolvere dei soldi per migliorie l’industria locale. 
 
Altra notizia giunta pochi giorni fa dal quotidiano spagnolo Marca, ha sottolineato che il circuito non era ancora completo, ma sarebbe molto indietro con i lavori esattamente come l’anno scorso in Corea del Sud e le foto provenienti dal web mostrano ritardi nel completamento di molte strutture e manca l’asfalto sulla superficie della pista. 
Whiting aveva dichiarato di essere “fiducioso che il GP d’India raggiungerà il livello di successo sperato” ad inizio settembre.
 
Oltre al circuito sorgono altri due problemi: quello delle tasse e del visto per accedere nel paese dove si disputa la gara.  
Le autorità locali volevano far pagare un tassa ad ogni team, che veniva calcolata sul reddito perché la gara non era vista come un avvenimento sportivo di interesse nazionale, ma sono come uno spettacolo. Questo problema sembra essere stato risolto dagli organizzatori che hanno pagato la tassa al posto delle squadre.
L’altro problema riguardo il visto, che le autorità non hanno ancora rilasciato a tutti gli uomini della Formula 1 (alcune voci dicono che persino Nico Rosberg non ha il visto per accedere in India) e quindi si rischia che metà degli addetti che fanno parte del circus, non possano accedere nel paese per la gara.
 
RAPPRESENTANTI LOCALI
L’india viene rappresentata da una scuderia e da due piloti, nella sua gara. La prima è la Force India che dopo i due ottimi risultati durante il Gran Premio del Belgio (con il secondo posto di Fisichella che è ancora oggi il suo miglior risultato) e dopo il quarto posto di Sutil nel Gran Premio d’Italia, ha confermato una forte crescita che quest’anno sta continuando con i due piloti titolari Sutil e di Resta.
 
Per i piloti che rappresentano il Paese organizzatore ci sono Narain Karthikeyan, che ha confermato di prendere parte alla gara grazie al sostegno economico di un nuovo sponsor (ritornerà nelle prime libere di Singapore) e Karun Chandhok, che dovrebbe correre al posto di Kovalainen con il Team Lotus.
 
L’india è rappresentante oggi di un’economia in crescita e fornisce un ottimo spunto economico per molte case automobilistiche, che sperano con la gara di incrementare i loro guadagni, rischiando però di commettere gli stessi errori del passato. 

 

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