GP Italia F1 2015, Monza: la genuinità della moto con Petrucci ai box

di redazione Italia DueMotori.com

GP Italia F1 2015, Monza: la genuinità della moto con Petrucci ai box


Tra i tanti o pochi VIP (dipende dai gusti) extra-settore auto presenti nel paddock monzese in questi giorni, anche un protagonista delle MotoGP, italiano: Danilo Petrucci. È stato per noi un piacere incontralo, anche perché protagonisti veri della moto un po’ ci mancavano qui (per gare, ormai ferme da tempo, o sole ospitate), qui dove invece non mancavano un tempo anche poco lontano (basti ricordare la coppia d’assi di qualche anno fa: Mick Doohan e Kenny Roberts ospiti Red Bull a scaldare i cuori di chi ha amato la 500 2T degli anni d’oro).

Petrucci è oggi al suo massimo di popolarità, in ascesa, grazie al recente ed eroico secondo posto al GP di Silverstone dietro al mito vivente Valentino Rossi.

Per sua parola la visita odierna era già programmata e non frutto del bel risultato ottenuto sotto la pioggia.


“E’ bellissimo vedere la F1 dal vivo, ho solo un lontano ricordo, proprio legato a Monza, di quando venni da bambino con mio padre”. Danilo rivela all’istante la sua genuina personalità, come si addice al mondo delle moto, un po’ distante dall’ambiente della F1 moderna. “Mi hanno fatto stare nel box Ferrari e vedere un po’ di cose da vicino: non mi posso proprio lamentare!”.

Gli chiediamo se farebbe cambio tra una bella sessione di guida della rossa di Maranello con una stagione su quella, a due ruote, ufficiale, di Borgo Panigale. “Beh, questa è bellissima la vorrei provare ma… Magari non sono capace, come pochi sarebbero capaci di guidare bene una MotoGP senza conoscerla”. Il Petrux preferirebbe quindi certo concretizzare il suo percorso professionale in sella, che provare l’emozione per pochi di una F1. Anche qui rivela la sua trasparenza e umiltà, contrariamente al buon 90% delle persone che lo circondano a pochi metri dei motorhome di Mercedes e Ferrari.



“Dubito sia facile senza conoscerle, guidare queste monoposto. Come avviene per noi nelle moto”. Ma come, tanti a dire che una volta ci voleva il manico, il cuore, il fegato e la pazzia? Quasi quasi tanti addetti ai lavori vorrebbero levarsi lo sfizio (partendo certo cauti, ma… pensando di sfruttare l'elettronica) della MotoGP. “Sì, ma freni e gomme di una MotoGP attuale nulla hanno a che vedere con le moto classiche. Se non sai bene come coordinarti a freddo puoi essere davvero in difficoltà alla prima curva, dove ti ritrovi in un attimo; se poi sbagli e prosegui senza riscaldare bene il tutto, quelle che vengono dopo sono anche peggio ed è davvero facile cadere”. Ve bene, bravo e saggio Danilo che lo ribadisce; sulla F1 almeno si resterebbe tranquilli in abitacolo, ad andar comunque piano rispetto ai mestieranti.

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