Anfia: "Gli incentivi statali devono continuare", dichiara il presidente Razelli

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In occasione dell’annuale assemblea pubblica dell’ ANFIA – l’associazione dei fabbricanti italiani di automobili e componentistica -  il presidente Eugenio Razelli (Foto) ha discusso la situazione del comparto insieme al Ministro della Pubblica Istruzione, Mariastella Gelmini, a Sergio Marchionne, amminustratoire delegato del gruppo Fiat, alla presidentessa di Confindustria Emma Marcegaglia.

Era presente anche Stefano Saglia, sottosegretario allo Sviluppo Economico. Mancano tre mesi dalla conclusione del 2009, e la filiera automotive italiana tira le fila di un anno difficilissimo, segnato dalle conseguenze di una crisi economica internazionale innescata proprio un anno fa dal tracollo dei mercati finanziari e di cui, dalle prime avvisaglie, non era possibile prevedere né la portata né la durata. Dopo un 2008 in calo del 13,3% rispetto al 2007, il mercato dell’auto ha registrato una pesante contrazione nei primi mesi del 2009. Tra il 2007 e il 2009 le vendite complessive di auto sono calate di circa 500mila unità. Ad arginare queste perdite, sono intervenuti gli eco-incentivi introdotti lo scorso 7 febbraio, grazie ai quali il trend ha incominciato a migliorare, recando i primi effetti tangibili nel mese di marzo e con una forte concentrazione degli ordini sulle vetture ad alimentazioni ecologiche. Dall’entrata in vigore degli incentivi alla fine di agosto, l’86,6% degli acquisti con eco-incentivi ha riguardato vetture con cilindrata molto ridotta e per definizione più ecologica. Nello stesso periodo, la penetrazione delle auto ultra ecologiche (Metano e GPL) sul mercato è passata dal 9,4% delle nuove immatricolazioni al 25%. Grazie a questi positivi effetti, si prevede una chiusura d’anno attorno ad almeno 2.040.000 nuove unità (-5,6%), quindi con circa 200.000-300.000 veicoli aggiuntivi attribuibili agli ecoincentivi. ‘‘I benefici economici e ambientali - ha dichiarato Razelli - legati agli ecoincentivi sono innegabili. Occorre perciò mantenerli in vigore, come faranno quasi tutti i governi dei principali paesi europei, e questo per permettere un adeguamento del mercato alla ripresa economica. Chiediamo anche di mantenere gli incentivi per le vetture ultraecologiche (Metano e GPL, ndr) per un arco di tempo sufficiente a consentire una stabilizzazione di tutta la filiera e, in particolare, in modo da stimolare la creazione di una rete di distribuzione ad oggi ancora insufficiente’’. Considerando la profondissima crisi in cui si trovano i veicoli industriali, che ad oggi non hanno beneficiato di alcuno stimolo, l’ANFIA ritiene prioritario includere il settore trasporti, come già da tempo richiesto dall’associazione, tra i beneficiari della Legge Tremonti ter e del decreto relativo agli ammortamenti anticipati sui beni strumentali d’impresa a risparmio energetico. Provvedimento che, come confermato dal sottosegretario Saglia, il Ministero delle Finanze si appresta ad adottare. L’ANFIA chiede, inoltre, di proseguire nel dialogo avviato con le istituzioni sui tavoli dedicati al monitoraggio degli incentivi e dell’occupazione e di ricevere risposte concrete al tavolo della componentistica e a quello della ricerca, ormai in fase di avvio, e durante il quale l’associazione dei costruttori presenterà una dettagliata proposta.  “Il Costruttore nazionale (il gruppo Fiat, ndr) – ha continuato il presidente ANFIA - e il nostro indotto sono gli unici, nell’ambito dei principali Paesi costruttori, a non aver ad oggi beneficiato di alcun aiuto diretto o aiuto di Stato, come invece nel caso di Francia, Germania, Spagna, Regno Unito, oltre agli Stati Uniti, ma solo di incentivi al consumo analoghi a quelli adottati in quasi tutti i Paesi europei, anche in seguito anche alla richiesta formale della Commissione europea nel suo EU Recovery Plan. Per evitare di distorcere la concorrenza in un momento di grave crisi mondiale come l’attuale, è quindi necessario che tali aiuti di Stato vengano adeguatamente monitorati a livello nazionale e comunitario, in modo da limitarne gli effetti distorsivi sui Paesi e sui produttori che non ne hanno beneficiato. In questo contesto di profondo calo della domanda è inevitabile affrontare il tema delle capacità produttive nelle varie aree del mondo, ma è fondamentale anche affrontare il tema del ricerca. Gli strumenti oggi disponibili sono migliorabili per l’innovazione incrementale, ma assolutamente insufficienti per i veri ‘salti tecnologici’. E’ importante che tutti gli attori che concorrono a determinare l’efficacia di un’innovazione condividano obiettivi e scopi, coordinandosi in azioni di sistema e convergendo su progetti selezionati, condivisi e chiari. Occorre, inoltre, che il settore pubblico, attraverso i suoi Ministeri, diventi un attore protagonista della ricerca del Paese, lavorando in direzione di una valorizzazione e gestione del capitale intangibile”.

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