WaterCar Python: il dominio degli elementi

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WaterCar Python: il dominio degli elementi


Trivella, automobile, motoscafo, elicottero, sommergibile: per una completa esplorazione dell'orbe terracqueo, sono tutti strumenti indispensabili. Ovvie ragioni di praticità suggerirebbero di concentrare in un unico mezzo di trasporto caratteristiche tecniche compatibili con la traslazione al suolo, la navigazione, l'immersione, lo scavo e il volo. Purtroppo, per ora, noi umani non siamo riusciti a realizzare niente di così eclettico.

Gli scettici, però, possono risparmiarci le loro presuntuose spallucce.

Chi, trent'anni fa, avesse detto che nel 2010 tutti noi avremmo avuto in tasca un telefono senza fili con incorporata una macchina fotografica a sviluppo istantaneo, una telecamera, un registratore, una sveglia, un'agenda, un'enorme enciclopedia, un sistema per l'invio di lettere e cartoline virtuali, un flipper, una bussola, un termometro e molto altro, sarebbe stato bollato come consumatore abituale di acido lisergico.

I californiani della WaterCar appartengono a quella élite di sognatori dalla mente vulcanica che trasformano in realtà le fantasie dei fumettisti. La loro ultima creatura è la Python, un'autovettura sportiva anfibia.

Molti di voi si domanderanno che c'è di nuovo. In effetti l'idea in sé non è freschissima, e da alcuni decenni veicoli galleggianti con ruote prestano servizio in tutto il mondo in ausilio a protezioni civili, vigili del fuoco, eserciti e polizie.

La novità è nella carena. Semplificando un tema molto articolato, possiamo suddividere le imbarcazioni in "plananti" e "dislocanti". Le imbarcazioni a carena dislocante (ad esempio i gozzi dei pescatori) garantiscono confort e buona tenuta del mare, a scapito delle velocità massime raggiungibili, forzatamente basse. La carena delle barche plananti (ad esempio gli off-shore) ha invece una forma tale per cui, all'aumentare della velocità, diminuisce la superficie di contatto con l'acqua; di conseguenza gli attriti si riducono significativamente ed è possibile ottenere prestazioni molto elevate.

Gli anfibi finora conosciuti (molto poco diffusi per attività diportistiche) hanno, salvo pochissime eccezioni, carena dislocante. La WaterCar Python vanta invece una originale carena planante molto efficiente che, abbinata al motore di una Corvette e ad una propulsione a idrogetto, le permette di sfiorare su una superficie liquida le sessanta miglia orarie, quasi cento chilometri all'ora. Un traguardo incredibile (come sa chiunque possieda una barca), che rappresenta l'attuale record assoluto per veicoli anfibi.

A questo si aggiungano performance terrestri di tutto rispetto (la pratica dello 0-100 km/h è liquidata in poco più di quattro secondi e mezzo) e un design che, sebbene non si possa definire aggraziatissimo, pare evidenziare lo sforzo fatto per realizzare un mezzo non soltanto efficace, ma anche piacevole. Il lato B della Python è chiaramente ispirato alla Corvette, e i suoi interni sono curati e lussuosi. Con circa duecentomila dollari potete portarvene a casa una. Un'alternativa gustosissima alle solite, dozzinali supercar. Il prossimo step? Un ibrido ottenuto shakerando la Python e la Terrafugia Transition...

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