Fondazione Aci "Filippo Caracciolo": presentata l'opera omnia sull'auto in Italia

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Fondazione Aci

E’ stato presentato oggi a Roma nella sede dell’Automobile Club d’Italia il libro “L’Automobile: un secolo di evoluzione legislativa, sociale, culturale”, realizzato dalla Fondazione ACI “Filippo Caracciolo”. Con la prefazione del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli (nella Foto, al centro, durante il suo discorso) il volume racconta in 294 pagine la storia del Paese attraverso uno dei principali simboli del ‘900.

IL LIBRO. E' suddiviso in due parti: “Un secolo di evoluzione legislativa” (l'era dell'automobile; i primi regolamenti della strada; il Codice del 1959 e del 1992) e “Un secolo di evoluzione sociale” (la mobilità dall'Unità d'Italia al 1919; dal fascismo al 1945; dalla crisi petrolifera ai giorni nostri). Il lavoro è completato dall’analisi sulle linee di sviluppo delle politiche di trasporto. Alla presentazione sono intervenuti il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli; il presidente dell’Automobile Club d’Italia, Enrico Gelpi ed il segretario generale dell’ACI, Ascanio Rozera Ha fatto gli onori di casa il direttore della Fondazione ACI “Filippo Caracciolo”, Michele Giardiello.

CARACCIOLO. La Fondazione Filippo Caracciolo è il centro Studi dell’Aci. Spazia su tutti gli argomenti che abbiano anche solo di sguincio a che fare con l’automobile. La fondazione -  attualmente diretta da Michele Giardiello e presieduta da Ascanio Rozera – è intitolata a Filippo Caracciolo (principe di Castagneto). Chi era? Un diplomatico che poi fece la resistenza e fu membro de Cln. Nel dopoguerra, fu nominato dapprima commissario straordinario dell’Aci. Ne divenne presidente (seguirono la medesima strada, tra gli altri, Giulio Onesti al Coni, Ricci del Riccio alla Federmoto, etc.) nel 1951, mantenendo la carica sino al 1965. Fu anche presidente della Fia (dopo di lui: Pierre Ugeux, il principe Metternich, Balestre, Mosley e Todt). Fu lui a spingere per fare diventare l’Aci una federazione di Automobile Club provinciali più o meno indipendenti e fu sotto la sua presidenza che acquistare un’auto e viaggiarvi iniziò ad essere un fenomeno di massa. Due curiosità: era il padre di Marella, moglie del signor Fiat per antonomasia, Gianni Agnelli, ed a lui era dedicata la 1000 Km. di Monza, la corsa che anni ed annorum (altri tempi…) fa rivaleggiava col GP di F1 in quanto a popolarità. Ma torniamo alla presentazione del volume.

MATTEOLI.  “L’automobile – ha dichiarato alla presentazione il ministro per la mobilità italiana - rappresenta un tassello imprescindibile per capire le moderne società post-industriali e comprendere i mutamenti sociali ed economici nel corso degli anni. Questo volume è interessante anche per l’approccio positivo nel riconoscere le grandi possibilità che la scienza offre all’uomo nel suo rapporto con la natura”.

ACI. E’, come noto, l’ente che ha come fine statutario la difesa e la tutela degli interessi dell’automobilista. Dichiara il presidente Gelpi: “La prima automobile nel nostro Paese appare nel 1893 (intestata a Gaetano Rossi, imprenditore di Piovene Rocchette, nel vicentino) ed appena cinque anni dopo nasce l’Automobile Club d’Italia, del quale il volume evidenzia l’impegno istituzionale. Un impegno che oggi emerge ancora con più forza con la promozione della cultura della mobilità sicura, efficiente e rispettosa dell’ambiente”.

ROZERA.  “L’auto - ha evidenziato il segretario generale dell’Automobile Club d’Italia, Ascanio Rozera - è un paradigma dell’evoluzione dell’uomo ; al punto da sconvolgere il modo di vivere e di pensare dell’individuo. Tuttavia i primi anni della sua comparsa non sono stati caratterizzati da vittorie scontate: agli inizi, l’automobile si è dovuta scontrare con realtà preesistenti, più economiche ed altrettanto innovative. Ma l’auto, come strumento di libertà e di indipendenza, si è imposta come mezzo preferito degli italiani. Per il XXI secolo si preannuncia una grande sfida economica, ambientale e di sostenibilità energetica”.

 

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