Marchionne parla delle strategie Fiat per i prossimi anni

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Marchionne parla delle strategie Fiat per i prossimi anni

Sono 51, tra nuovi e refresh, i modelli del Gruppo Fiat - marchi Fiat, Lancia (certa la sinergia con il marchio Chrysler), Alfa-Romeo - che troveremo nei prossimi cinque anni sul mercato.

FIAT.

Proporrà ai clienti dieci nuovi modelli e l’aggiornamento di altri sei. L’anno prossimo ci sarà il lancio della futura Panda «Un modello - spiega in un incontro con la stampa Sergio Marchionne (Foto), gran capo della Fiat Auto - chiave per mantenere la leadership nel segmento mini in Europa». Nel 2012 arriverà un nuovo modello per il segmento B (che sarà esportato negli Usa) e saranno sottoposte a ’refresh’ sia la Cinquecento che la Cinquecento convertibile. Nel 2013 sarà presentata una nuova city-car e la Punto Evo, lanciata lo scorso settembre, sarà sostituita da una nuova versione.

LANCIA. «Il marchio Lancia - continua Marchionne - avrà le maggiori ricadute dall’alleanza con Chrysler. Le due gamme di prodotto saranno completamente integrate. Il piano prevede il lancio di otto nuovi prodotti, di cui sei basati su modelli di alta gamma Chrysler ed uno sarà un refresh». Tra le novità maggiori c’è la nuova Ypsilon cinque porte che arriverà nel 2011 e una berlina e una compatta che saranno presentate l’anno successivo.

ALFA ROMEO. Sette invece i nuovi modelli Alfa Romeo: alla Giulietta, che arriverà nelle concessionarie a maggio, si affiancheranno a partire dal 2012 la Giulia berlina e quella station wagon, che saranno commercializzate anche negli Usa, in Canada e in Messico. Alfa si espanderà anche nel segmento ’suv’, nel 2012 con un modello di medie dimensioni e due anni dopo con una versione più grande. Entrambi saranno prodotti da Chrysler e saranno commercializzati anche nel Nafta. La Mito sarà poi rivista nel 2012 e nel 2013 sarà prodotta (e venduta anche in Usa) una versione a cinque porte. Tra le novità degli altri marchi del Gruppo ci sono tre nuovi modelli della Jeep in Europa e altri cinque veicoli commerciali della Fiat Professional. «Per le autovetture - ha detto Marchionne - e i veicoli commerciali leggeri, tra nuovi modelli e refresh, stiamo parlando di un totale di 51 prodotti per un periodo di cinque anni. Il piano prodotto rappresenta un significativo impegno ad investire per assicurare alla nostra clientela scelta, qualità e tecnologia d’avanguardia».

PUNTI VENDITA IN PIÙ. Il Gruppo ha poi intenzione di aumentare i propri canali di vendita: «Utilizzando l’esistente rete Chrysler - ha spiegato Marchionne - il nostro canale di vendita aumenterà di più di 1.600 punti vendita entro la fine del 2014. Questo rappresenta una grande oportunità di sinergie di distribuzione per migliorare la copertura geografica e qualitativa sul mercato».

NUOVI MERCATI. Lo sviluppo internazionale è un altro punto principale del piano: in particolare in Cina, ove, tra l’altro, in questi giorni è in svolgimento il salone dell’auto. Marchionne è certo del successo: «Il primo prodotto Fiat verrà introdotto nel 2012 seguito da un secondo modello nell’anno successivo». Ovvio che dovrà trattarsi di auto dei segmenti alti. La classe media in Cina non esiste e i salari degli operai locali non consentiranno mai loro di acquistare un’auto. In Russia gli analisti Fiat, dopo il crollo di domanda del 2009, prevedono una forte ripresa (da tenere in debito conto la notevole concorrenza locale). Secondo i top manager della casa torinese anche l’India rappresenta una delle più importanti economie asiatiche in via di sviluppo.  

STABILIMENTI. Nei prossimi cinque anni tutti gli impianti industriali della Fiat subiranno una profonda riorganizzazione, perchè secondo Marchionne «un impianto può funzionare correttamente solo se è in grado di operare in modo spedito e se vi è stretta collaborazione tra tutte le parti coinvolte». Gli stabilimenti sono quelli di Mirafiori, Cassino, Melfi, Pomigliano d’Arco; unitamente alle fabbriche di Tychy (Polonia) e di Kragujevac (Serbia). Una parte significativa del piano è dedicata in modo specifico all’Italia. «L’abbiamo denominata - continua il capo di Fiat Auto - Progetto Italia per sottolineare il fatto che le radici industriali del nostro gruppo sono e rimarranno in Italia e che queste radici intendiamo rafforzarle». L’obiettivo, secondo la dirigenza Fiat, è quello «di incrementare gradualmente i volumi di produzione di autovetture nei nostri impianti italiani fino al 2014, quando raggiungeremo 1,4 milioni di unità, più del doppio delle 650.000 prodotte nel 2009».

MERCATO CHE CAMBIA. Sergio Marchionne ha chiuso l’incontro dicendo: «Dobbiamo essere in grado di rispondere con rapidità ed efficienza ai cambiamenti della domanda di mercato così che opportunità preziose non vengano perse. Il piano rappresenta un’opportunità unica affichè il nostro complesso industriale compia un significativo passo in avanti», ha aggiunto. Questa è una di quelle occasioni che capitano una volta sola».

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