Novità auto

Il bioetanolo, l'ibrido e le fuel-cell

21 novembre 2006

Se le pile a combustibile restano l’obiettivo finale delle ricerche del gruppo General Motors, l’ibrido ed il bioetanolo sono soluzioni già praticabili.

Oggi la Terra ha 6,4 miliardi di abitanti. Nel 2020 saranno 7,5 miliardi. Nello stesso arco di tempo la percentuale dei proprietari di autovetture salirà dal 12% al 15% della popolazione. Questo vuol dire che il numero degli autoveicoli in circolazione nel mondo passerà dagli attuali 775 milioni ad oltre 1,1 miliardi nel 2020. Ridurre consumi ed emissioni è quindi un imperativo. Il gruppo General Motors è assolutamente consapevole delle sue responsabilità e, grazie alla tecnologia delle fuel-cell ad idrogeno, ha un’idea ben precisa di una futura mobilità ad emissioni zero. GM ed Opel hanno già investito più di un miliardo di Dollari in questa tecnologia. Lo studio delle fuel cell sta procedendo rapidamente e nell’arco di soli sette anni, GM ha aumentato la densità di potenza di un blocco di pile a combustibile di un fattore 14.

Opel HydroGen3: maratoneta, rallysta e veicolo per le consegne

Opel HydroGen3 è la dimostrazione concreta che questo sistema alternativo di propulsione è passato dal laboratorio alla strada. Un prototipo di questo tipo è oggi sottoposto ad una serie di prove pratiche in collaborazione con IKEA. Al tempo stesso il veicolo GM Sequel, presentato per la prima volta al Salone di Detroit del 2005, ha ridotto i tempi verso la produzione in serie di automobili fuel-cell.

Il prototipo HydroGen3 è il successore dell’altro prototipo HydroGen1, presentato nella Primavera del 2000 e realizzato anch’esso sulla base di Opel Zafira. L’energia elettrica necessaria al suo movimento è prodotta da 200 fuel-cell collegate in serie in un blocco posto sotto al cofano. Queste pile a combustibile alimentano il motore elettrico di HydroGen3. Il gruppo propulsore ha una potenza di 82 CV (60 kW), una coppia massima di 21,9 kgm (215 Nm) e permette al veicolo di raggiungere una velocità di 160 km/h ed i 100 km/h con partenza da fermo in circa 16 secondi nel più assoluto silenzio. Nel corso della Fuel Cell Marathon, che si è svolta nell’Estate del 2004, HydroGen3 ha percorso 9.696 chilometri attraversando 14 Paesi europei senza lamentare problemi tecnici rilevanti, nell’aprile dell’anno seguente ha vinto il Rallye di Monte Carlo per veicoli fuel-cell.

In questo momento GM sta acquisendo ulteriori esperienze nell’utilizzo quotidiano della tecnologia fuel-cell anche attraverso un programma di prove realizzato in collaborazione con il gruppo svedese IKEA. Una HydroGen3 viene infatti impiegata presso il magazzino IKEA di Berlino-Spandau per le consegne delle merci alla clientela. Le persone che scelgono di farsi consegnare a casa i mobili acquistati restano regolarmente sorprese vedendo che queste sono effettuate con un veicolo alimentato ad idrogeno liquido.

Le prove sono effettuate nell’ambito del progetto CEP (Clean Energy Partnership Berlin), promosso dal governo tedesco, nel corso del quale viene studiato il comportamento di 17 veicoli ad idrogeno in situazioni di utilizzo pratico. Sempre nella capitale tedesca, è stata aperta nell’autunno del 2004, la più grande stazione di rifornimento di idrogeno del mondo. La stazione di Messedamm è aperta al pubblico che può qui rifornirsi indifferentemente di benzina, gasolio, metano ed ovviamente di idrogeno liquido (un’altra è stata aperta un paio di settimane fa).

Saab BioPower Hybrid Concept: il primo ibrido a bioetanolo
Il prototipo BioPower Hybrid Concept è la più recente evoluzione dell’innovativa combinazione Saab delle tecnologie BioPower ed ibrida. Questo veicolo unico, realizzato sulla base di una Saab 9-3 Cabriolet, unisce per primo la capacità di funzionare con un carburante di origine non fossile come il bioetanolo (E100) alla propulsione elettrica, sfruttando l’avanzato sistema ibrido bimodale che il gruppo General Motors sta sviluppando in collaborazione con DaimlerChrysler e BMW Group. Saab BioPower Hybrid Concept non emette CO2 di origine fossile, garantendo al tempo stesso alte prestazioni e minor consumi.

Il motore 2.0 turbo BioPower da 260 CV (191 kW) ed i tre motori elettrici da 148 kW assicurano a Saab BioPower Hybrid Concept una coppia motrice molto superiore a quella di un equivalente propulsore a benzina. Pur potendo funzionare a bioetanolo puro (E100), il motore 2.0 BioPower in alluminio resta un propulsore assolutamente “flex-fuel” che può cioè essere alimentato a benzina ed a bioetanolo in qualsiasi combinazione.

Il motore BioPower funziona insieme ad un sofisticato sistema di propulsione elettrica incluso nella trasmissione ibrida bimodale, ad un gruppo motrice posteriore (RDU), ad una batteria da 300 Volt ed un sofisticato sistema di gestione elettronica. All’occorrenza questo complessivo fornisce la spinta motrice dei motori elettrici, fa risparmiare carburante spegnendo/riaccendendo il motore in modo opportuno, recupera l’energia frenante, cambia marcia senza soluzione di continuità e mette a disposizione anche una modalità di funzionamento elettrica “Zero Mode” per i trasferimenti urbani. Si stima che Saab BioPower Hybrid Concept possa raggiungere i 100 km/h con partenza da fermo in appena 6.8 secondi: un evidente vantaggio rispetto ai 9.5 secondi di un corrispondente motore a benzina da 210 CV con trasmissione automatica di tipo convenzionale.


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