Alitalia sponsor volante. I ricordi di Cesare Fiorio

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Alitalia sponsor volante. I ricordi di Cesare Fiorio


L’Alitalia sponsorizza l’Aprilia. Interessante ritorno alla sponsorizzazione nelle gare motoristiche, quello della nostra compagnia di bandiera. Finanziariamente, l’Aprilia non guadagna nulla (l’Alitalia è di proprietà dello stesso gruppo che possiede la Piaggio e tutti i suoi marchi), ma la compagnia dell’A tricolore dovrebbe ottenerne notevoli benefici d’immagine, quanto mai necessarii, in questo delicato periodo.

Rammentiamo che l’Alitalia sponsorizzò svariate volte la 12 Ore di Sebring (Foto1: notare l’incisione sul  trofeo dell’edizione 1961, vinta dalla Ferrari di Olivier Gendebien e Phil Hill) e fu due volte campione mondiale rally prima con la Lancia Stratos (1976) e poi con la Fiat 131 Abarth (1978). I colori Alitalia si videro anche sulla “cugina” della Stratos, la Lancia Beta Coupé iscritta a qualche rally del 1975 (Foto2: al Rally di Sanremo), sulla Fiat 127 Kleber preparata dall’Abarth nel 1978 per la Vuelta a la America-Sur e, per l’ultima volta, sulle Lancia Beta Montecarlo iscritte ufficialmente dalla casa torinese al giro d’Italia del 1979. Il Giro d’Italia auto era molto interessante. Si percorreva l’Italia da Nord a Sud e le prove speciali venivano disputate in autodromi. Al Giro del 1979 la Lancia iscrisse due Beta Montecarlo Alitalia per Rohrl-Geistdorfer e per Alen-Kiwimaki. Poiché le prove speciali si disputavano su autodromi, era tradizione affiancare ai rallymen un pistaiolo: alla coppia tedesca fu aggiunto nientemeno che Gilles Villeneuve, a quella finlandese, il padovano Riccardo Patrese. Il primo equipaggio citato vinse la corsa, ma fu squalificato in quanto fu dimostrato che durante un trasferimento Rohrl utilizzò un lungo tratto autostradale per limitare i danni di un ritardo. Alla fine dell’annata l’Alitalia si ritirò dalle competizioni, anche se fu lì lì per ritornare quando Mario Zodiaco, a quei tempi patron del Motor Show, si fece motore del tentativo del rientro della bolognese Tecno in F1.

Ma, poiché ci dicono che parliamo troppo, lasciamo la parola a Cesare Fiorio, ai tempi ds Lancia e Fiat. Questo il testo della sua email in risposta alla nostra domanda su cosa significò, a quell’epoca, farsi sponsorizzare dall’Alitalia.

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Mi si chiede di rammentare i tempi della sponsorizzazione Alitalia alla casa torinese. Anche in questa occasione la squadra corse Lancia precorreva i tempi e per la prima volta nella storia delle corse di automobili presentava in gara vetture totalmente identificate coi colori dello sponsor. Questa moda è poi stata via via adottata da tutti diventando in seguito una costante. Anche Alitalia in quell'occasione precorreva i tempi insieme alla nostra squadra  e inizialmente la squadra Lancia con la Stratos e successivamente la squadra Fiat con la 131, ripagavano questa fiducia con la conquista dei  titoli mondiali di quel periodo. Sicuramente si trattava di un approccio completamente nuovo delle sponsorizzazioni sportive che si dimostrarono talmente valide da essere poi universalmente adottate, anche se proprio  l'Alitalia, che insieme a noi aveva aperto questa nuova strada, non raccoglieva quanto seminato lasciando il mondo dei motori nonostante il grande successo che questo aveva portato loro.

Cesare Fiorio, ex direttore sportivo Lancia e Fiat

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