Jaguar: settantacinque anni di storia

di Gabriel Pirini

Jaguar: settantacinque anni di storia

Quest'anno si celebra il 75° anniversario della Jaguar. “Settantacinque anni – dichiara Mike O'Driscoll, amministratore delegato della casa di Coventry - vissuti guardando sempre avanti, progettando e realizzando vetture che hanno sempre rappresentato l'eccellenza per quanto riguarda le innovazioni tecnologiche, la leadership nel design”. Ed i successi sportivi, aggiunge il cronista, anche se la discontinuità operativa della casa non ha quasi mai consentito di ottenere successi non episodici.

"Nel 2010 - continua O’ Driscoll durante la piacevole chiacchierata - celebriamo il nostro passato, e 75 anni di vetture progettate e realizzate che sottolineano l'arte di fare automobili. Inoltre, celebriamo un grande futuro scandito dall'introduzione sul mercato della nuova XJ. In appena tre anni abbiamo completamente rivitalizzato la gamma Jaguar con il lancio di tre vetture splendide e veloci".

TRADIZIONE FUTURO. Pochi anni fa, la Jaguar decise di dare una nuova immagine al marchio e di rinnovare la gamma delle sue vetture. Un processo iniziato nel 2008 con l'introduzione della nuova XF, una quattro porte-cinque posti con l'aspetto di una coupè e l'anima di una vettura sportiva. Nel 2009 Jaguar ha introdotto nuove motorizzazioni sulla XK Coupè e Convertibile, creando una delle più grandi vetture granturismo del mondo. Il 2010 vede anche l'inizio della commercializzazione della innovativa XJ, che racchiude in sè tutte quelle virtù che ne fanno un'autentica Jaguar.

LYONS. La casa fu fondata da sir William Lyons. All’epoca della fondazione (1922) si chiamava Swallow Sidecars. Continuò a creare sidecars ed automobili con il marchio “SS” negli anni Venti e nei primi anni Trenta. Quando giunse il momento di lanciare la nuova SS 100 nel 1935, sir William volle un nome nuovo ed evocativo per la sua azienda. Inoltre, come noto, la Gran Bretagna non era molto amica del regime hitleriano e chiamare una british car SS suonava più  meno come una bestemmia. Dopo essersi rivolto alla sua agenzia pubblicitaria, Sir William scelse “Jaguar”, e la SS 100 divenne la prima vettura col logo del giaguaro ruggente. Il nome era una scelta ideale, rappresentava la grazia e l'eleganza felina, la potenza e l'agilità che metteva le sue vetture ad una certa distanza dalle altre. Sir William una volta disse che un'automobile "è l’oggetto creato dall’uomo che più assomiglia a qualcosa di vivo"; un sentimento che ha resistito alla prova del tempo. Il nuovo nome del marchio catturava l'essenza di tutte le vetture create a partire da quel momento. Con il passare degli anni Jaguar ha realizzato alcune delle vetture più iconiche del mondo: la XK120, lanciata alla fine degli anni Quaranta, suscitò un'immediata sensazione e si affermò come la più affascinante auto sportive di quegli anni; le vetture da corsa C Type e D Type che seguirono, dominarono le gare automobilistiche negli anni Cinquanta; la E-Type, lanciata all'inizio degli anni Sessanta, è stata considerata la più bella automobile mai costruita ed ha caratterizzato un'intera generazione. Le vetture sportive sono sempre state la cifra distintiva della Jaguar, ma l'a marca britannica ha anche costruito alcune delle più indimenticabili berline, come la Mark II nei primi anni Sessanta e la celebre gamma XJ. Nel corso dell'anno, Jaguar festeggerà il suo 75° anniversario in alcune delle più affascinanti manifestazioni automobilistiche del mondo: al Festival della Velocità di Goodwood (una delle più affascinanti retrospettive da corsa del mondo); il Concorso d'Eleganza a Pebble Beach, negli Stati Uniti, ed alla Mille Miglia, in Italia. Jaguar, inoltre, come da duemotori anticipato alcune settimane fa, tornerà alle competizioni sportive con la sua nuova Jaguar RSR XKR GT2. Gareggerà nell’American Le Mans Series (ALMS) e tornerà, a distanza di venti anni dall’ultima delle sue sette vittorie, a gareggiare alla 24 Ore di Le Mans.

RACING. Con una Jaguar D, Duncan Hamilton e Ivor Bueb (Foto) vinsero la 12 ore di Reims del 1956. Sempre nel 1956 Bueb ed Hawtorn arrivarono sesti alla 24 Ore di Le Mans. L’anno prima lo stesso equipaggio aveva vinto la maratona della Sarthe, ma senza gioia alcuna: fu l’anno della tragedia con la Mercedes di Pierre Levegh che fu catapultata in fiamme sugli spettatori della tribuna centrale. A partire dal 1957 la casa inglese non partecipò più ufficialmente alle competizioni. Vi tornò nel 1983, conquistando il secondo posto (dietro alla Bmw) nell’Euroturismo. Nel 1984 le Jaguar ufficiali, sempre iscritte dal Tom Walkinshaw Racing, vinsero l’Euroturismo. L’anno successivo, alla gara canadese di Mosport, debuttò l’XJR-6 progettata da Tony Southgate per il campionato mondiale Sport. Nel 1987 le vetture inglesi vinsero il Mondiale a ruote coperte e nel 1988  l’equipaggio formato dall’olandese Jan Lammers e dagli inglesi Johnny Dumfries ed Andy Wallace, conquistò la 24 ore di Le Mans. L’impegno Jaguar nel Mondiale Sport continuò, con ottimi risultati, anche negli anni Novanta.  

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