Jarno Trulli: quando la sfortuna sta dalla tua parte

Jarno Trulli: quando la sfortuna sta dalla tua parte

Oggi voglio parlare del pilota del “resuscitato” Team Lotus: Jarno Trulli. Alla nascita i genitori lo fanno battezzare “Jarno” in onore del motociclista finlandese Jarno Saarinen, campione mondiale nella classe 250 nel 1972. Fu l’unico pilota finlandese a vincere un titolo (a parte Heikki Mikkola, ma nel motocross) e fu il primo pilota ad adottare lo stile di guida  che fa sporgere il ginocchio all’interno della curva percorsa. Perderà la vita insieme a Renzo Pasolini durante il GP delle Nazioni sul circuito di Monza, il 20 maggio 1973.

Jarno Trulli (Foto, il giorno del suo passaggio alla Toyota) comincia a correre in kart nel 1983 (a 9 anni) e, prima di passare alle auto, ha colleziona due Mondiali, un Europeo, un campionato nord – americano (quello WKA, sanzionato dalla Fia), quattro titoli tricolori e due successi nel Memorial Senna. Quindi il debutto nella F.3 tedesca nel 1995 guidando nel team KMS dove riesce a ottenere due vittorie sulle dodici gare che disputa. Arriva secondo al prestigiosissimo Gran Premio di Macao. Nel 1996 l’italiano vince la F.3 tedesca con 206 punti e viene messo sotto contratto dalla Benetton come collaudatore.

Nel 1997 debutta in F1 con la Minardi. Per il team faentino corre le prime sette gare. Poi, Olivier Panis ha un incidente al GP del Canada e la Prost ha bisogno di un rimpiazzo. Jarno si fa avanti, decidendo di sostenere un test con la squadra francese per il posto da titolare, in ballottaggio con Emmanuel Collard. Trulli fa segnare tempi inferiori ed il posto è suo, a dispetto della nazionalità del suo avversario interno, questione da tenere sempre in conto vista la mentalità dei dirigenti d’oltralpe.

Proprio in quell’ anno Jarno si mette in mostra durante il gran premio d’Austria (21 settembre, sull'A1Ring): scattando dalla terza posizione in griglia (la migliore qualifica dell’anno) parte bene e riesce a tenere la prima posizione per 38 giri: era dai tempi di Patrese che un italiano non rimaneva al comando per oltre mezzo GP. Al 59° giro dietro a Jacques Villeneuve, rompe il motore ed è costretto al ritiro. Quella sarà l’ultima gara dell’anno di debutto, ma si assicura un contratto con la  Prost per due stagioni. Il 1998 si rivela ricco di delusioni: l’auto non è competitiva e si susseguono ritiri a ripetizione. L’unico punto verrà segnato durante la gara di Spa, dove si classifica sesto a due giri dal leader Hill. Sarà il primo e unico punto per la Prost-Peugeot.

La stagione 1999 inizia in Australia, all’Albert Park, dove partendo in 12esima posizione sulla griglia riesce a risalire fino alla terza piazza, ma sarà costretto al ritiro intorno al 25° giro. I primi punti iridati della stagione arrivano durante il Gran Premio di Spagna, dove parte nono e guadagna tre posizioni arrivando sesto. Il primo podio della carriera in Formula Uno arriverà durante il GP del Nurburgring: giunge secondo dietro la Stewart di Johnny Herbert. Alla fine della stagione Jarno lascerà la Prost per andare alla Jordan.

La prima stagione del 2000 si rivela bersagliata dalla sfortuna. Due ritiri beffardi. AMontecarlo, dove partiva in prima fila accanto a Michael Schumacher, si ritira al 35esimo giro dopo aver difeso la sua seconda posizione contro Coulthard. A Spa si ritira a causa di un errore di Button mentre combattevano per la terza piazza). Ci si mettono anche gli errori dei dei commissari: durante il GP di Germania gli infliggono uno stop e go per un sorpasso fantasma (perché non c’era) in regime di safety car, togliendogli così la seconda posizione. Concluderà la stagione decimo con sei punti.

La seconda stagione in Jordan comincia con un ritiro in Australia durante il 33° giro mentre nei tre Gran Premi successivi (Malesia, Brasile e San Marino) arriva ottavo e due volte quinto. Quarto al GP di Spagna, dedica il risultato a Michele Albereto, morto il 25 aprile 2001 durante un incidente al Lausitzring, mentre effettua i collaudi delle nuove Audi R8 in preparazione della 24 ore di Le Mans. Dopo aver collezionato altri ritiri, giunge quinto nel Gran Premio di Francia, quarto negli Stati Uniti e ottavo in Giappone. Conclude al 12esimo posto a pari punteggio con Villeneuve ed Heidfeld.

La prima stagione con la Renault comincia con tre ritiri di fila (Australia, Malesia, Brasile), risultati fuori dalla zona punti (9° posto al Gran Premio di San Marino 10° posto nel Gran Premio di Spagna) e di nuovo un ritiro (Austria) prima di agguantare un quarto posto nel Gran Premio di Montecarlo, un sesto in Canada e un ottavo al Gran Premio di Europa. Conquisterà un altro quarto posto nel GP d’Italia e un quinto negli Usa. La stagione si conclude con l’ultimo ritiro in Giappone concludendo nella classifica ottavo con 9 ritiri su 17 gare disputate.

La seconda stagione in Renault (2003) comincia con tre gare sempre a punti (due quinti posti e un ottavo posto) per poi non accedervi per due gare (un 13° posto e un ritiro)  per poi di nuovo giungere a zona punti nelle due gare successive, prima di una sessione di ritiri (tre di fila durante i gran premi di Gran premio di Canada, Germania e Ungheria) per raggiungere il sesto posto in Inghilterra e nel GP successivo collezionare il suo secondo podio (se non c’era l’errore dei commissari nel 2000 sarebbe stato il terzo e primo in Renault) prima dell’ultimo ritiro della stagione e concludere con altri due piazzamenti a punti in Usa e Giappone.

La stagione 2004 ha un ottimo inizio, una serie di prestazioni a punti crescenti, prima di arrivare al terzo posto in Spagna e, poi, alla prima vittoria in carriera a Montecarlo, dove conquista anche la pole ed è quarto nella classifica generale piloti. Dopo un altro quarto posto in Europa e in Usa (con in mezzo il ritiro in Canada) arriva il fatto del Gran Premio di Francia che sarà usato come pretesto da Briatore: il sorpasso all’ultimo giro subito dall’italiano da parte di Rubens Barrichello per il terzo posto. La stagione 2004 si conclude con ritiri e arrivi fuori dalla zona punti e ultime due gare disputate con la Toyota, scuderia alla quale sarà legato fino al ritiro della casa automobilistica alla fine della stagione 2009.

Nel 2005 Jarno porta i primi podi alla Toyota e regala ai nipponici la prima pole position nel Gran Premio degli Stati Uniti. La gara però non verrà disputata dai team che montano le gomme Michelin  a causa di problemi di tenuta che avevano reso pericoloso il curvone sopraelevato. Corrono solo le due Ferrari, le due Jordan e le due Minardi; vetture che montavano gomme Bridgestone. Trulli prese lo stesso due punti in quanto autore della pole position. Conquista altri punti nelle gare successive, anche se le prestazioni della vettura cominciano a calare rispetto ai progressi fatti dagli avversari. Conclude settimo nella classifica piloti.

Le stagioni 2006 e 2007 si rivelano totalmente disastrose per Jarno, che conclude 12esimo e 13esimo nella classifica generale. Frutto di una pessima macchina. Il 2008 ha un inizio che ricorda quello di altre stagioni con un ritiro. Nelle due gare successive arriva quarto e in sesto, mentre in Spagna a causa di un errore dei tecnici Toyota (decidono di richiamarlo ai box al posto del compagno di squadra Timo Glock facendogli perdere due posizioni) conclude ottavo. Arrivando fuori nella zona punti nelle due seguenti gare, arriva prima sesto nel gran premio di Canada prima di giungere terzo e difende con  forza la terza posizione contro Heikki Kovalainen e dedica il terzo ad Ove Andersson, ex team manager della Toyota recentemente scomparso. In quella gara lo staff Toyota portava una fascia nera a lutto e così pure la vettura. Le altre gare sono caratterizzate da posizioni a punti, fuori dalla classifica e da due ritiri.

Australia 2009: entrambe le Toyota dopo le prove vengono retrocesse alle ultime 2 posizioni per l'uso di un alettore irregolare. Jarno riesce durante la gara a rimontare fino alla quinta posizione mettendosi davanti ad Hamilton. Dopo la toccata tra Kubica e Vettel Jarno si ritrova terzo in classifica e durante il regime di safety car in pista accade il fatto: Jarno fa una piccola escursione fuori pista e Hamilton lo passa a corsa neutralizzata. Jarno vedendo il pilota inglese rallentare di nuovo pensando che avesse un problema lo ripassa. Dopo la gara viene penalizzato di 25 secondi per aver sorpassato in regime di bandiere gialle. Viene poi rimesso al terzo posto della classifica finale del GP dopo l'esclusione di Hamilton per comportamento antisportivo.

Nel gran premio successivo, in Malesia, Jarno si classifica quarto e prende il punteggio dimezzato per non aver compiuto almeno il 75% della distanza, mentre in Cina si ritira. Nel GP del Bahrain riesce a conquistare la seconda pole per la Toyota dedicandola all’Abruzzo colpito dal catastrofico terremoto. La gara vede Jarno giungere terzo, dopo che nel primo cambio gomme si decide di montare quelle dure meno performanti di quelle morbide, così dando la possibilità a Button di vincere la gara e a Vettel di classificarsi al secondo posto. Secondo ritiro stagionale in Spagna, mentre il gran premio di Montecarlo vede entrambe le Toyota in ultima fila e Jarno riesce a risalire fino alla tredicesima posizione. L’ultimo podio con la Toyota arriva a Suzuka dove dopo essere stato battuto alla partenza da Hamilton, grazie al Kers riesce grazie ad ottimi giri veloci a riprendersi di nuovo la seconda posizione. La gara del Brasile si conclude in un ritiro per incidente con il pilota della Force India con cui avrà una discussione subito dopo l’incidente. Conclude l’avventura in Toyota con un settimo posto nell’ultimo gran premio che si è svolto sul nuovo circuito di  Abu Dhabi.

A 2010 abbondantemente già iniziato, Jarno si accorda col Team Lotus. Il team - di proprietà di una cordata anglo-malese capeggiata da Tony Fernandes - si propone quest’anno di essere il migliore degli nuovi arrivati, pur con un auto progettata (da Mike Gascoyne) avendo a disposizione poco tempo e con pochi test all’attivo.

Questa è, in sintesi, la carriera di Jarno. Ognuno ha il diritto di pensare qualsiasi cosa di qualunque pilota e di giudicarlo a seconda di quello che si legge qui o su qualsiasi altro sito che riporta la sua biografia. Vorrei lasciare io un mio commento personale su questo pilota. Seguo Jarno dal giorno del debutto in Formula Uno, sport che seguivo prima che lui arrivasse. Volevo cominciare a dire che quando ho saputo che non sarebbe andato in Nascar ero felice perché credo che come pilota Jarno ha ancora molto ancora da dimostrare. Come pilota non si è mai trovato su una macchina competitiva, ogni volta quando stava per fare un ottima prestazione con una macchina forte è stato bersagliato dalla sfortuna. Riesce a realizzare ottimi giri secchi con la macchina, quando si tratta delle qualifiche. Credo ancora oggi il potenziale di Jarno non sia uscito ancora completamente come pilota. Le ottime prestazioni ottenute quando non aveva problemi tecnici lo avvicinavano anche in pista a gente come Hamilton e Alonso. Mi dispiacerebbe vederlo lasciare la F1 senza essere mai salito su una vera top car e senza quindi potere verificare sino a che punto Jarno possa spingere. A mio personale parere, Jarno merita di essere campione, non solo perché è un bravo pilota, ma perché è riuscito a rimanere sempre sé stesso dentro all’ambiente della F1, a non cambiare, come solo altri pochi piloti hanno saputo fare. Inoltre, non si è mai arreso, nonostante la sfortuna lo abbia spesso scelto come bersaglio. Per me questo vale già abbastanza da dargli il titolo di campione.

Chiara Zaffarano

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