Fratelli da corsa: la storia di Pedro e Ricardo Rodriguez

di FalcediLuna

Fratelli da corsa: la storia di Pedro e Ricardo Rodriguez


Poco più di 50 anni fa, due fratelli messicani irrompono nella scena agonistica internazionale, lasciando al loro passaggio un’eredità che ancora oggi vive nel cuore degli appassionati del mondo delle corse motoristiche: si tratta di Pedro e di Ricardo Rodriguez.
 
Pedro era più grande di Ricardo di due anni e i due fratelli venivano da una famiglia benestante, il padre, Don Pedro Rodriguez, ex acrobata motociclista, era a capo della pattuglia motorizzata della polizia messicana. Entrambi cominciano prima con la bicicletta diventando campiona nazionali, passando poi sulle moto, diventando parimenti campioni e successivamente, fecero il loro debutto nel mondo delle quattro ruote, a 14 anni.
  
Ricardo era conosciuto nel suo paese come “El Chamaco”.

Viene definito da tanti tifosi ed esperti come una delle più grandi “supernova” del mondo delle corse, dopo la scomparsa prematura nel primo Gran Premio del Messico a soli 21 anni e dopo aver impressionato il mondo con le sue performance con la Ferrari in Formula 1. Divenne il più giovane pilota a prendere parte ad un Gran Premio (il suo record fu poi battuto prima da Mike Thackwell e dopo da Jaime Alguersauri).

 
Pedro, forse, non aveva lo stesso talento del fratello minore, ma durante la sua carriera riuscì a passare con disinvoltura dalle ruote coperte alle ruote scoperte e, dotato di una guida spettacolare sul bagnato, facendosi conoscere come un ottimo pilota, versatile e veloce. A nove anni dalla morte del fratello, Pedro perse la vita al Norisring, in Germania, durante una gara di interserie mentre guidava una Ferrari. DueMotori ripercorre la carriera dei due fratelli messicani.
  
  
RICARDO RODRIGUEZ
Ricardo Rodriguez nasce il 14 Febbraio 1942 a Città del Messico, due anni dopo il fratello maggiore Pedro, anche lui pilota.
Ricardo segue le orme del fratello: comincia con la bicicletta diventando campione nazionale, dopo passa alla moto, correndo e vincendo diverse gare in Messico e continuando fino ai 14 anni, età  in cui comincia la sua avventura a quattro ruote, con una Fiat Topolino.
Nel 1957 fa il suo debutto internazionale, al Riverside, battendo tutti i suoi avversari nella classe 1,5 litri, con una Porsche RS e poi ha vinto di nuovo la sua classe con una Porche, Spyder, al Nassau Tourist Trophy.
Nel 1958, a sedici anni, gli viene rifiutata l’iscrizione alla 24 di Le Mans (insieme al fratello), perché considerato troppo giovane per partecipare alla manifestazione. Dopo questa falsa partenza, i due fratelli possono partecipare insieme alla gara nel 1959, a bordo di una OCSS 750 senza riuscire a terminare la gara.
 
Insieme al fratello partecipa con il team NART ad alcune gare europee, grazie al legame con Luigi Chinetti, la cui squadra era la migliore con le sportive Ferrari non ufficiali. Nel 1960 partecipa con il fratello alla 12 ore di Sebring, gara in cui si ritirano, per poi riprovare l’impresa alla Targa Florio, dove arrivano settimi al traguardo, ma primi della loro categoria. Segue poi un ritiro alla 1000 km del Nurburgring, mentre al Nasseu Trophy arrivano secondi.
Ricardo riprova quindi a partecipare alla 24 ore di Le Mans, non in coppia con il fratello, ma con André Pilette sulla Ferrari 250 TR59 della NART, vettura con cui si piazza al secondo posto diventando il più giovane a salire sul podio nella gara francese.
Nel 1961 partecipa ancora con il fratello ad altre gare, con la scuderia NART: alla 12 ore di Sebring arriva terzo, alla 1000 km di Nurburgring è secondo e vincono nella 1000 km di Monthley. Di nuovo la partecipazione, questa volta con il fratello, alla gara di Le Mans: i due sono stati costretti al ritiro.
Il giovane pilota, notato da Enzo Ferrari, farà il suo debutto nel Gran Premio d’Italia di F.1 diventando il più giovane pilota ad partecipare alla gara (sarà battuto poi solo da Mike Thackwell e recentemente da Jaime Alguersauri); nelle qualifiche fa segnare il secondo tempo e si alterna alla prima guida con Phill Hill e Richie Ginther, fino a quando un guasto alla pompa benzina non blocca la sua corsa e lo costringe al ritiro.
Nel 1962 partecipa con il fratello alcune gare con la scuderia NART: corre alla 12 ore di Sebring dove è costretto al ritiro, arriva secondo alla 1000 km del Nurburgring e insieme al fratello vince la 1000 km di Monthley. Di nuovo partecipa con il fratello maggiore alla 24 h ore di Le Mans ma è costretto al ritiro.
Intanto Ricardo diventa pilota ufficiale della Ferrari, nonostante il momento difficile: si ritira al gran premio di Olanda, arriva quarto al Gran Premio del Belgio conquistando i primi punti, e diventando il più giovane pilota a totalizzare punti (sarà battuto da Jenson Button e dopo da Sebastian Vettel).
Dopo aver saltato il Gran Premio di Francia e di Gran Bretagna, partecipa al Gran Premio di Germania dove conquista un sesto posto e all’ultima gara valida per il mondiale di Formula Uno a cui partecipa arriva ottavo. Quando non ha partecipato alle gare di Formula Uno, Ricard  ha corso nella Targa Florio, vincendola in coppia con Mairesse e Gendebien.
Dopo che Ferrari decise di non partecipare alle gare extra-europee (per evitare figuraccie), Ricardo pensa di partecipare lo stesso alla gara (non valida per il mondiale di Formula Uno) del Messico: guida per il team Rob Walker, che schiera una Lotus. Nel tentare di battere il giro veloce di John Surtees durante il primo giorno di prove, la sua vettura si schianta contro il terrapieno alla terribile curva Peratalda, forse per un cedimento della sospensione, o forse a causa dell’inesperienza del pilota nell’affrontare tale difficile passaggio.
  
  
PEDRO RODRIGUEZ
Pedro Rodriquez nasce il 18 gennaio 1940 a Città del Messico, come il fratello minore Ricardo, anche Pedro sviluppa fino dalla tenera età una passione per il mondo delle corse. Comincia a 10 anni con il ciclismo, di cui diventerà campione nazionale, passa così a 12 anni alle corse motociclistiche dove comincia con una Adler 125cc. Alla stessa età partecipa con una Ford nei Rally e passa rapidamente di categoria: Zundapp 250 e BSA 350, a 13 anni è campione nazionale e si ripete nel 1954.
A 14 anni il padre gli regala una Jaguar XK120 e alla Carreda Avàndaro Internazional, conquista la vittoria nella prima gara di velocità a cui partecipava; questo gli da ancora più la fama di bambino prodigio. Dopo aver partecipato ad un evento di rilievo internazionale a Nassau, a 17 anni, al volante di una Ferrari 500 TR-58 dove si ritira, partecipa al Gobernor´s Trophy, dove conquista un nono posto.
Nel 1958, a 18 anni, viene chiamato dall'importatore Ferrari, Luigi Chinetti, per guidare a Le Mans con la 250 Testa Rossa. Dopo che gli organizzatori hanno rifiutato di iscrivere Ricardo, perché avendo 16 anni era considerato troppo giovane, si trovò quindi a fare squadra con José Behra, fratello di Jean Behra, arrivando quinto. Parteciperà per altre quattordici volte di fila alla competizione francese.
Pedro corre di nuovo con la scuderia NART, ottenendo i seguenti risultati: al Gobernor´s Trophy arriva quarto, alla Ferrari Classic arriva secondo e di nuovo a Nissau ,dove arriva secondo.
Torna nel 1959 a Le Mans, questa volta partecipando con il fratello minore sulla OCSS 750 senza terminare la gara.


Spesso i due fratelli hanno corso insieme negli Stati Uniti, sempre con la NART di Luigi Chinetti con cui hanno corso entrambi fino alla morte di Ricardo. Pedro ottiene con il team ottimi risultati: arriva secondo al Circuito del Mora, mentre alla 12 ore di Sebring con compagno di squadra Paul O'Shea, è costretto al ritiro. Al Riverside Kiwanis GP si ritira, al Gobernor´s Trophy arriva terzo, al Nassau arriva tredicesimo, al Gran Premio di Cuba arriva secondo. Partecipa a tutti questi eventi con una TR59. Alla 12 ore di Sebring partecipa invece con la Dino 196S e si ritira.
Sempre nel 1959 comincia la sua partecipazione sporadica alla serie Nascar e nella prima prova di questa specialità, a Treton, ottiene con la sua Ford un sesto posto.
  
Nel 1960 partecipa di nuovo a le Mans e nel 1961 con la Ferrari TRI60 (in coppia con Scarfiotti) prima di abbandonare la gara era più avanti rispetto al team Ferrari ufficiale, formato da Phil Hill, Gendebien, Ginther e Von Trips.
Insieme al fratello partecipa alla 12 ore di Sebring, evento in cui si ritirano. Sempre con il fratello, su una Dino 196S, partecipa anche alla Targa Florio, dove arriva settimo, ma primo della sua categoria.
Con la TR59/60 partecipa ad altri eventi e il rapporto con la scuderia NART durerà, fino al 1970. Nella gara del Gobernor's Trophy abbandona, alla Nassau Trophy in coppia con il fratello arriva secondo e partecipa anche alla 1000 km del Nurburgring, dove si ritira.
  
Nel 1961 partecipa alla 12 ore di Sebring (TRI59/60) in coppia con il fratello arrivando terzo e secondo alla 1000 km del Nurburgring (TRI/60), mentre nella 24 ore di Le Mans è costretto al ritiro sulla TRI/61. Dopo aver vinto il I° Gp Indipendence, con la CAL 250 GT SWB, partecipa al GP Sport Canada con la TRI/60, dove conquista un secondo posto. Insieme al fratello Ricardo conquista la vittoria nella 1000 km di Monthley, con la 250 GT SWB e si ripete nel Gobernor's Trophy con la TR1/60; nel Nasseau Trophy arriva terzo.
    
Il 1962 è come l'anno precedente ma al posto del fratello, trova Grossman Cornell, con la Dino 146S è costretto al ritiro. Con il fratello arriva invece secondo alla 1000 km del Nurburgring (SP 268); si ritira a Le Mans sulla SP 246.
In solitaria, con la 330 TRI/LM, alla Double 400 Bridgehampton conquista la vittoria e alla 1000 km di Montlhley conquista quella che sarà l'ultima vittoria al fianco del fratello, sulla 250 GTO.
La morte del fratello Ricardo (che aveva 20 anni) nelle prove del Gran Premio del Messico, sembra mettere fine alla carriera di Pedro; decide però nel 1963 di tornare a correre prendendo parte alla 3 ore di Daytona, nel mondiale marche. Partecipa di nuovo alla 12 ore di Sebring, in coppia con Graham Hill, concludendo terzo; mentre di nuovo si ritira alla 24 ore di Le Mans con la 330 TRI / LM, in coppia con Roger Penske; alla Gobernor's Trophy e Nasseau Trophy arriva secondo con la 250P. 
In quell'anno partecipa per la prima volta al campionato di Formula Uno, in due gare con la scuderia Lotus: il Gran Premio del Messico e il Gran Premio degli Stati Uniti, in entrambi gli eventi si ritira.
 
Nel 1964 replicò la vittoria a Daytona con Phill Hill, partecipa inoltre alla 12 ore di Sebring con compagno John Fulp, sulla Ferrari P330, abbandonando la gara, e si ritira anche alla 24 ore di Le Mans con la P330 in coppia con Hudson.
Nella 12 ore di Reims conquista un undicesimo posto con la 250 GTO, mentre alla Player's Quebec conquista la vittoria, con la P 275; nella Double 500 Bridgehamston conquista un secondo posto. Arriva una nuova vittoria al GP Canada Sport, con la P330 e dopo la 1000 Km Montheley con la 250GT, conquista la vittoria a Goakes Field arriva settimo (vittoria di classe); al Nassau Tourist Trophy è sesto (primo della sua classe) e al Governor's Trophy quarto e primo della classe; sempre al Nassau Trophy con 330 GT conquista il terzo posto e secondo nella classe.
  
Di nuovo partecipa ad una gara di Formula Uno con la Ferrari, nel Gran Premio di casa: qui ottiene un sesto posto che gli vale il primo punto conquistato nella massima categoria e nella classifica generale sarà 22°.
 
Nel 1965 nella Continental 2000 K Daytona con la Ferrari 330P, in coppia con Susteen, è costretto al ritiro; alla 12 Ore di Seabring partecipa con la 330P e Graham Hill dove è costretto al ritiro. A Le Mans, con la 350 P2 con compagno di squadra Vacarella, arriva settimo ma primo della sua classe e vince la 12 ore di Reims in coppia con Guichet e nella Double 500 Bridghamston con la 250 GP arriva secondo, ma primo della sua categoria. Con la 352 P2 partecipa anche alla Gp Canada Sport dove arriva terzo.
Di nuovo con la Ferrari partecipa a due prove del mondiale di Formula Uno, il Gran Premio degli Stati Uniti dove conquista il quinto posto e il Gran Premio del Messico dove arriva settimo. Con due punti conquistati si classifica quattordicesimo.
 
La stagione 1966 comincia con la 24 ore di Daytona correndo con la 365 P2 arriva quarto condividendo l'auto con Andretti; nella 12 ore di Sebring sempre in coppia con Andretti si ritira. Con la Ferrari Dino 206 S corre alla 1000 km del Nurburgring con Ginther arriva terzo, si ritira alla 200 M Bridgehamtom, alla 200 M di Laguna Seca arriva diciottesimo e arriva settimo, ma primo della sua categoria, al Nassau Trophy. In coppia con Guinter con la 330 P3 partecipa alla 24 ore di Le Mans dove è costretto al ritiro. Con la 275 GTB / C al Governor's Trophy arriva settimo, ma primo della classe.
In Formula Uno guida di nuovo per il team Lotus per tre gare dove si ritira in tutte e tre: Gran Premio di Francia, Gran Premio degli Stati Uniti e Gran Premio del Messico.
 
La stagione di corse nel 1967 comincia con la 24 ore di Daytona con la P412 in coppia con Guichet arrivando terzo e insieme partecipano alla 12 ore di Sebring con la 206 S, si ritira e alla 1000 km di Monza P412 conclusa con un ritiro. Si ritira di nuovo alla 24 ore di Le Mans in coppia con Baugetti e ritiro nella 12 ore di Reims, con la Dino 206 S in coppia con Kold.
Partecipa in maniera effettiva al campionato di Formula Uno guidando con la Cooper-Maserati, vincendo la prima gara del campionato grazie alla fortuna: John Love che conduceva la gara è stato costretto a rientrare ai box per un rabocco di carburante, per limitata capacità del serbatoio. Conquista un quinto posto a Montecarlo e si ritira al Gran Premio d'Olanda. Conquista un nono posto al Gran Premio del Belgio, e di nuovo a punti in Francia (sesto) e Gran Bretagna (quinto) prima di un ottavo posto in Germania. Dopo aver saltato Canada, Italia e Stati Uniti, torna a correre nell'ultima gara in Messico, dove conquista un sesto posto concludendo la stagione al sesto posto con quindici punti.
 
Nel 1968 partecipa alla 24 ore di Daytona con la Dino 206S in coppia con Kold dove si ritira e arriva secondo nel GP di Brands Hatch, con la Ferrari 275 arriva quinto in coppia con Pierpoint.
Vince la 24 ore di Le Mans con la Ford GT40 del team Wyer-Gulf con compagno di squadra Lucien Bianchi.
La stagione di Formula Uno con la BRM comincia con tre ritiri in Sud Africa, Spagna e Monaco e dopo riesce ad andare due volte sul podio nel Gran Premio di Belgio con un secondo posto e terzo nel Gran Premio d'Olanda. Si ritira in Francia e in Gran Bretagna, conquista il sesto posto in Germania, si ritira nel Gran Premio d'italia e conquista un altro podio nel Gran Premio del Canada, per ritirarsi nel Gran Premio degli Stati Uniti e in Messico conquista un quarto posto. Conclude al sesto posto con 18 punti.  

La stagione 1969 comincia con il ritiro alla 12 ore di Sebring, con la 330 P3 in coppia con Parsons è costretto al ritiro. Nella 6 ore di Brands Hatch conquista con la 312P il quarto posto in coppia con Amon; in coppia con Schetty alla 1000 km di Monza si ritira; conquista un secondo posto alla 1000 Spa Francorchamps in coppia con Piper, quinto alla 1000 Km del Nürbugring con Amon. Ritenta di nuovo la 24 ore di Le Mans con Piper ma si ritira e alla 200 M Bridgehamton si ritira.
La seconda stagione di Formula uno con la BRM non ha buoni risultati: di nuovo ritiro nelle prime tre gare, salta il Gran Premio d'Olanda e quello di Francia, tornando a correre in Gran Bretagna dove si ritira. Dopo aver saltato la gara di Germania, torna a correre in Itala dove conquista il primo punto della stagione con un sesto posto, in Canada è costretto al ritiro. Nel Gran Premio degli Usa due punti raccolti con il quinto posto e arriva settimo nel Gran Premio del Messico. Con tre punti è quattordicesimo in classifica generale.

La stagione 1970 comincia a bordo della Ferrari 512S nella 200 Miglia Mid Ohio, dove arriva undicesimo e la 200 M Elkhart Lake con la P512, dove arriva quinto. Dopo queste due gare, decide di continuare nel campionato Marche con il team John Wyre, sulla Porsche 917, e trova come compagno per l'intera stagione Leo Kinnunen. Conquista la vittoria nella 24 di Daytona, e a Brands Hatch, una gara dove Chris Amon, rientrato ai box Ferrari disse "Qualcuno vuol dire anche a Pedro che sta piovendo?" 1000 Km di Monza e Watkins Glen. Conquista un secondo posto nella Targa Florio e un quarto nella 12 ore di Sebring. La Porsche è campione marche.
La Stagione di Formula Uno comincia con un nono posto al Gran Premio inaugurale del Sud Africa, nel Gran Premio Spagna si ritira e conquista un sesto posto nel Gran Premio del Monaco. Nel Gran Premio del Belgio conquista una vittoria, lottando nell'ultimo giro contro Amon su March e vincendo alla media di 241 km/h. Dopo la vittoria Spa arriva un decimo posto in Olanda, e si ritira per tre Gran Premi di fila (Francia, Gran Bretagna e Germania) nel Gran Premio d'Austria conquista un quarto posto e di nuovo si ritira in Italia. Conquista punti nelle ultime tre gare: quarto in Canada, secondo nel Gran Premio degli Stati Uniti e sesto nel Gran Premio del Messico. E' settimo con 23 punti.
 
La stagione 1971, con la Porsche, comincia con un secondo posto a Buenos Aires in coppia con Jack Oliver, poi 1° alla 24 Ore di Daytona, 4° alla 12 ore di Sebring, primo alla 1000 Km di Monza e a Spa Francorchamps. Con Muller partecipa alla Targa Florio, dove si ritira, con Jack Oliver corre alla 1.000 Km del Nürburgring, dove conquista un secondo posto e partecipa di nuovo alla 24 ore di Le Mans, dove conclude diciottesimo. Con Attwood ottiene l'ultima vittoria a Zeltweg.
L'amico svizzero Muller (con cui aveva guidato alla Targa Florio) gli offrirà una Ferrari 512M per guidare in una gara Interserie, al Norisring in Germania. L'undici Luglio 1971, quella Ferrari durante la frenata della chicane, forse anche per il cedimento della sospensione e del pneumatico anteriore destro, ha un incidente. Ricardo fu lanciato contro il muro e la vettura prese fuoco, l'auto tornò in pista dove fu poi tamponata da Kurt Hild, che rimase immune. Pedro raggiunge il fratello minore.

In Formula Uno, prima della morte, partecipò a cinque gare: in Sud Africa si ritirò, in Spagna conquistò il quarto posto, a Monaco è nono e in Olanda fu protagonista di un duello sul bagnato contro Jacky Ickx ed arrivò secondo; nell'ultima gara in Francia si ritirò. Fu decimo con nove punti e la Porsche è di nuovo campione Marche (in seguito, un altro pilota Porsche perderà la vita: Jo Siffert).

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