80 candele per Tino Brambilla: mito vivente del motorismo monzese e non solo

di Redazione Italia DueMotori.com - OF

80 candele per Tino Brambilla: mito vivente del motorismo monzese e non solo


Molti campioni del passato sono citati e intervistati dai media frequentemente, conosciuti e ammirati oggi anche da quei giovani che non ne hanno mai osservato le gesta in pista, un pochino idealizzati in certi casi, altri invece vivono la loro vecchiaia (perdonami Tino, se uso questo termine, ndr.) rimanendo lontani dai riflettori, per scelta. Alla seconda categoria appartiene il "signor Brambilla del motorismo sportivo": lui, Ernesto detto Tino, fratello maggiore del più celebre (ma solo a livello internazionale!) Vittorio, vincitore in F1 con la March negli anni Settanta.
 
MITO VIVENTE Potremmo spendere bene tutte le pagine di testo di cui dispone DueMotori.com per un singolo articolo, se ci mettessimo a raccontare le sue gesta e il contenuto umano che contengono, sia in ambito moto sia per le auto, ma ci auguriamo che prima o poi lo faccia qualcuno che è più bravo e più visibile di noi, magari in un libro...

Quello che nonostante qualche tentennamento, il festeggiato ottantenne dovrà approvare finchè ha buona memoria, perchè non se lo merita solo lui, ma tutti quelli che vogliono rivivere e conoscere le piccole e grandi imprese, spesso eroiche, ancor più spesso rischiose, che han caratterizzato la vita di un uomo che è stato ai vertici del motorismo sportivo su pista in quegli anni dove non facevi gran clamore e denaro a livello globale, ma diventavi un idolo comunque, per chi ti conosceva e aveva modo di misurare quanto davi su una moto, o una macchina.


80 ANNI. Ogni volta che osservo la foto di me bimbo messo a gattoni sull'asfalto nel parcheggio del "bar di stùpitt" (il locale dei malati di motori monzesi e brianzoli, fino agli anni Settanta e poco oltre), fatta dal Tino per innervosire mia madre e ancor più mio padre ("Varda chi il to bagai.. Se t 'el lasatt in màn al to homm"), mi sovviene il suo carattere tosto, mai silenzioso o pacato, con quell'aria pronta a creare azione ovunque, meglio se intorno a un motore o una vettura, meno bene per chi era nelle vicinanze se si era invece suoi avversari. Se penso a quel suo modo di andare in moto, per come lo si sentiva raccontato da chi ci andava faticosamente insieme, mai battendolo, o a quel casco (si, in gara lo metteva, ndr) tinta unita in versione non certo integrale, rosso come le Ferrari che ha potuto guidare in gara, portandone una molto speciale per il commendatore alla prima vittoria internazionale in F2... Beh, non mi viene proprio di associarlo a un pacato ottantenne, eppure è così. Non si scorge più quello sguardo del secolo scorso, così tonico e fiero da esser pungente, quasi di sfida, che suscitava spesso o un sorriso o un amichevole diverbio, ma per fortuna, anche se non lo si vede spesso e gli appassionati non lo possono ascoltare in TV, è ancora qui a farci presente che faticando, qualcosa che vale si ottiene nel tempo e non lo si mette su un conto corrente o lo si registra a proprio nome presso un albo, ma lo si legge negli sguardi di chi ti conosce, si chiama rispetto e ammirazione: auguri Tino.
 


FESTEGGIAMENTI PUBBLICI. Una volta tanto le istituzioni valorizzano anche il motorismo di un tempo e ieri sera, nel corso di una bellissima ed affollata serata che si è tenuta presso Binario 7 a Monza, gli amici, i colleghi, i rappresentanti delle Istituzioni monzesi e la cittadinanza hanno festeggiato l’80° compleanno di Tino Brambilla, grande pilota e personaggio monzese che in una carriera durata più di 2 decenni, a cavallo tra anni ’50 e ’60, ha dato lustro allo sport motoristico di Monza.
Davvero lunghissimo l’elenco di piloti e di sportivi intervenuti: Giacomo Agostini, Fabrizio Pirovano, Virginio Ferrari, Andrea De Adamich, Bruno Giacomelli, Nando Cazzaniga, Patrizio Cantù, Gimax, Wainer Mantovani, John Gentry, Pino Pica e Peo Consonni, quest’ultimo oltre che discepolo ed amico del Tino anche suo meccanico fin dai tempi della cosiddetta “Università della Birona”, dal nome della via in cui era situata la mitica officina dei fratelli Brambilla nel quartiere Cazzaniga di Monza. Presente anche il giornalista Guido Meda, appassionato di Rally e voce del campionato MotoGP. Erano poi presenti il Sindaco di Monza, Roberto Scanagatti, accompagnato dal consigliere comunale Silvano Appiani, mentre l’Automobile Club Milano era rappresentato dai Consiglieri Bruno Longoni ed Enrico Radaelli, quest’ultimo anche delegato CONI e presidente dell’Associazione Amici dell’Autodromo e del Parco. Non poteva certo mancare una delegazione dell’Autodromo Nazionale Monza, rappresentato dal Dott. Alfredo Grandi, direttore Comunicazione e Immagine della pista monzese e dall’Avv. Federico Bendinelli, che ha anche portato a tutti i presenti ed in primo luogo al festeggiato i saluti del Presidente dell’Automobile Club Milano Carlo Edoardo Valli e dell’Amministratore Delegato della SIAS Fabrizio Turci.
 
Nel corso della serata sono stati proiettati video e immagini originali, che sono stati anche spunto per una carrellata di ricordi e di aneddoti per i quali Tino e Vittorio Brambilla, insieme al loro gruppo di amici, andavano famosi in tutta la città. Ancora oggi vengono infatti ricordate alcune delle loro “imprese” extrasportive, a cominciare da quando il Tino se ne partì da Monza con una Guzzi V7 con Doro Lucchesini praticamente seduto sulla targa posteriore, per andare a vedere il fratello Vittorio che correva a Vallelunga in Formula 2. Inutile dire che il circuito romano fu raggiunto in meno di 3 ore e mezza. E la serata è filata via così, veloce tra un ricordo e l’altro, tra un racconto ed una testimonianza di quella che è stata un’epoca d’oro per lo sport monzese e italiano, una velocità che è stata una scelta di vita ed una filosofia che Tino Brambilla non ha mai tradito, neppure per un istante. Del resto, a dargliene atto ed a rendergliene merito è stato il grande affetto con cui i suoi amici e la sua città hanno voluto essergli vicini per festeggiare questo ulteriore, importante traguardo della sua vita, amici che Tino ha ripetutamente ringraziato con commozione, soprattutto ricordando le avventure condivise con il fratello Vittorio, prematuramente scomparso qualche anno fa. Certamente Tino ha rappresentato al meglio un mondo dei motori un po’ guascone, ed incline a quelle che oggi verrebbero considerate delle “bravate”, ma che allora assumevano un sapore completamente differente, un atteggiamento candidamente liberatorio e controcorrente.
Ma non va dimenticato che Tino Brambilla, anzi i Brambilla erano anche dei grandi professionisti, le cui doti e le cui competenze erano ampiamente riconosciute ed apprezzate da tutti i più grandi costruttori di automobili, a cominciare da quell’Enzo Ferrari che teneva in grande considerazione i pareri del pilota monzese circa le auto da corsa che uscivano da Maranello, o dal Conte Agusta che lo volle pilota ufficiale e per il quale Tino corse 6 anni, raccogliendo numerosi successi e titoli iridati.
 

 
E puntualmente queste sue doti gli sono state ancora riconosciute nei messaggi di auguri che sono stati letti ieri sera, e che sono stati inviati da personaggi del calibro di Frank Williams e di John Surtees, pluricampione del Mondo di motociclismo e Campione del Mondo di Formula 1 nel 1964, con la Ferrari, anch’egli, come Tino, ugualmente bravo a destreggiarsi sia con le due che con le quattro ruote.
Anche l’intervento del Sindaco Roberto Scanagatti ha evidenziato la carriera sportiva di Tino Brambilla, e del fratello Vittorio, accomunati anche nell’aver saputo portare e valorizzare nel mondo il nome di Monza.
E’ stata poi la volta di alcuni regali, consegnati a Tino da parte degli amici dell’”Università della Birona”, da parte del Ferrari Club di Vedano al Lambro, dell’Autodromo Nazionale Monza e della Ferrari, che ha fatto giungere un augurio del Team Principal Stefano Domenicali.
Il tradizionale spegnimento delle candeline ed il taglio della torta hanno coronato nel modo migliore una serata di intensa amicizia, suggellata da un brindisi con lo spumante ufficiale delle premiazioni dell’Autodromo Nazionale Monza, il prosecco Dirupo.
 







comments powered by Disqus

Articoli precedenti su DueMotori.com

Nuova VW Polo 2014

Nuova VW Polo 2014
in Novità auto

Museo Porsche, La prima costruzione Porsche al mondo: la P1 elettrica

Museo Porsche, La prima costruzione Porsche al mondo: la P1 elettrica
in Auto d'epoca e storiche