1 maggio 1994 – 1 maggio 2014: 20 anni senza Ayrton Senna

di Redazione Italia DueMotori.com

1 maggio 1994 – 1 maggio 2014: 20 anni senza Ayrton Senna

Troviamo francamente superfluo citare qui nuovamente oggi, le innumerevoli gesta vincenti ed eroiche del campione brasiliano scomparso a Imola 20 anni or sono, lo fanno già tutti da quel terribile fine settimana che vide la F1 piombare nel suo momento più buio sotto molti punti di vista, non ultimo quello organizzativo.
  
L’omaggio che ci sentiamo di fare in onore di Ayrton è propositivo, riferito al momento attuale. Quando correva lui, l’uomo che riusciva ad unire religione e macchine da corsa, era tutto molto diverso e sebbene la sicurezza nelle gare fosse certamente inferiore, come ci ricordano i due piloti defunti al GP Imola 1994, la cosa incredibile ed a scapito dei piloti stessi e del buon senso è che verosimilmente, se aprissimo un sondaggio istantaneo tutti gli Over-30 e forse anche meno, questi gradirebbero rivivere proprio gare come quelle di allora, rimettere in pista esattamente le medesime cose, per avere una F1 più coinvolgente per chiunque, a misura d’uomo in tutte le sue espressioni, di pista, tecniche o regolamentari.


  
Umanità è un termine che si associa molto bene a Senna, poiché proprio quella sua parte interiore era quella che si esprimeva maggiormente una volta fuori dall’abitacolo delle sue monoposto e badate bene che nel suo vivere, la parte critica aveva un ruolo importante, rendendolo spesso un rompiscatole, uno che fa osservazioni e si comporta a modo suo quando non vede ragioni evidenti e giuste che lo debbano far cambiare, uno che esterna tutto quel che può e che altri non imiterebbero se non per lo stile di guida.
Proprio queste sue caratteristiche ci fanno presumere che non vedesse quel giorno la morte in agguato in quella curva, che poteva presumere si, ma non avesse modo di cambiare le cose, semplicemente faceva quello che aveva voluto e che doveva, pur con una tensione negativa superiore alla media e una fatalità imprevista che lo avrebbe definitivamente reso un mito.

Meglio scordarsi battaglie dialettiche su dati tecnici purtroppo ora irrilevanti, su falsità e sregolatezze perpetrate a celare eventuali colpe, certamente non volute.

Quel che è stato di tremendo può infatti servire ancor oggi, se ricordato nel suo signiicato più esteso e non solo in quello tecnico, magari qualcuno pensasse di seguire nelle proprie azioni un certo stile che rema anche contro il sistema. Noi qui non siamo nessuno, ma se potessimo istituiremmo un piccolo premio Senna, a partire anche da altre competizioni più pure della F1 attuale, omaggiando magari di un test alla McLaren il miglior ragazzo per purezza sia di guida in pista che di parole e idee esposte nelle sale briefing e stampa, qualcuno che pur sentendosi prendere in giro combini i risultati suoi a quelli che fa ottenere in trasparenza e buon senso alla categoria in cui corre. Probabile che Ayrton non avrebbe svettato anche nelle due sale sopra i box, se non avesse coltivato e spinto all’estremo le sue doti di velocità, ma parimenti non sarebbe divenuto quel che è usando solamente quelle in modo meccanico.

 

 
Fotogallery Senna sulla pagina Facebook di DueMotori.com.



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