Pneumatici invernali: analisi di prezzi e acquisti nel passato

di Idealo - Paolo Primi

Pneumatici invernali: analisi di prezzi e acquisti nel passato


Dal 15 novembre, anche quest’anno scatta l’obbligo delle gomme invernali. Il periodo obbligatorio si estende fino alla metà di aprile 2016. La normativa vigente prevede che gli enti gestori delle tratte stradali interessate – in particolar modo nelle regioni settentrionali e sulle tratte montane – abbiano facoltà di emettere ordinanze per imporre l’obbligo di montare pneumatici invernali o catene da neve sulle vetture.

Se è vero che il suddetto obbligo termina il 15 aprile, è bene precisare che nel caso le gomme invernali abbiano un indice di velocità uguale o superiore a quello indicato sulla carta di circolazione non è obbligatorio sostituirle al termine di questo periodo.

Molti automobilisti sono propensi a sfruttare l’occasione offerta dal cambio di pneumatici per sostituire vecchie gomme consunte e inefficienti con un treno di gomme nuove. E una guida ai prezzi può essere in questo caso un’utile risorsa.


idealo ha analizzato prezzi, marche, tipologie e categorie di costo delle gomme termiche o M+S allo scopo di fornire indicazioni rilevanti in merito all’acquisto di pneumatici invernali, al periodo più conveniente per comprare e ai modelli più popolari. In che periodo conviene pianificare l’acquisto degli pneumatici invernali per trovare i prezzi migliori? Quali sono i margini di risparmio reali offerti dagli pneumatici cinesi a basso costo? Qual è il livello di diffusione degli pneumatici economici provenienti dalla Cina nel mercato automobilistico italiano? Queste alcune delle domande cui abbiamo tentato di rispondere sulla base dei dati disponibili sulle piattaforme di confronto prezzi idealo.


Pneumatici invernali: prezzi stracciati da fine ottobre a fine novembre
Nel 2014 l’interesse all’acquisto di pneumatici invernali sui portali idealo ha registrato un graduale incremento da agosto a ottobre e ha raggiunto il suo picco nella settimana 43 (20-26 ottobre). Anche quest’anno è possibile rilevare un andamento analogo nella domanda – misurabile in termini di session e click-through rate – ed è dunque prevedibile una corsa al cambio gomme simile a quella dell’anno precedente.

La domanda di sviluppo pneumatici invernali



Per contro, i prezzi mostravano un andamento opposto rispetto a quello della domanda. Mentre la domanda continuava a crescere, i prezzi registravano complessivamente un calo. Sulla base del calo dei prezzi finora registrato, è possibile supporre che anche quest’anno il trend si riconfermerà. Si tratta di una evoluzione del mercato potenzialmente interessante per i consumatori online. Se in passato i prezzi degli pneumatici invernali manifestavano uno sviluppo per lo più parallelo rispetto a quello della domanda, con relativi incrementi nei periodi di maggior richiesta, attualmente la concorrenza nel segmento online cresce in maniera esponenziale e ciò determina una situazione di mercato caratterizzata da prezzi particolarmente vantaggiosi. Il trend favorevole per i consumatori si protrae tuttavia solo fino alla fine di novembre. Nel periodo successivo, invece, i prezzi tendono inesorabilmente ad aumentare.


Esempio: I consumatori che hanno acquistato online i loro pneumatici invernali nell’ultima settimana di ottobre del 2014 hanno risparmiato rispetto alla fine dell’anno circa il 7% spendendo, in media, circa 24 euro in meno per un set di pneumatici. Quindi ci sono buone ragioni per pianificare l’acquisto di nuovi pneumatici invernali tra fine ottobre e fine novembre. È bene comunque tenere d’occhio il meteo, secondo cui ottobre potrebbe essere caratterizzato da intense perturbazioni a partire dalla seconda metà del mese.

Pneumatici cinesi fino al 55% più economici
Risparmiare sull’acquisto delle gomme da neve e ghiaccio si può. E non solo scegliendo il momento giusto per comprare. Anche i cosiddetti pneumatici low-cost, generalmente di provenienza cinese, sono noti per i loro prezzi imbattibili. idealo ha calcolato il risparmio medio ottenuto scegliendo le alternative low-cost cinesi rispetto agli pneumatici europei nelle tre classi più diffuse. Il risultato è notevole. Gli automobilisti possono arrivare a risparmiare in media fino al 55% scegliendo il “made in China”. L’analisi mostra inoltre che il potenziale di risparmio è direttamente proporzionale alle dimensioni dello pneumatico.



Pneumatici invernali per piccole utilitarie (185/60 R15):
Pneumatici del tipo 185/60 R15 sono utilizzati sui veicoli di categoria utilitaria e monovolume come la Seat Ibiza o la Volkswagen Polo. Chi si affida ad un prodotto di produzione cinese risparmia il 19% sul prezzo di acquisto medio nella categoria. Si tratta di 9,43 € per ogni pneumatico e di 37,71 euro per un treno di quattro pneumatici.
Autovetture di classe intermedia (205/55 R16):
Per le vetture di classe intermedia il risparmio medio per i consumatori è di 13,83 euro a pneumatico, ossia del 22% rispetto al prezzo medio corrente. Questa classe di pneumatici è particolarmente frequente e viene utilizzata su veicoli di categoria berlina e compatta come una Ford Focus o una BMW Serie 1.
Autovetture di classe elevata (225/45 R17):
Pneumatici per vetture medio-grandi sono adatti ad esempio una monovolume compatta come la Opel Zafira. Il potenziale di risparmio di un pneumatico a basso costo è qui anche del 55%, corrisponde all’ammontare di di 55,38 euro per ogni pneumatico.

Pneumatici cinesi vs. europei: il prezzo della sicurezza
Spuntare il miglior prezzo per le gomme invernali è naturalmente solo uno degli aspetti che caratterizzano l’acquisto degli pneumatici. Quando si sceglie uno pneumatico invernale occorre considerare una varietà di fattori qualitativi quali la resistenza all’usura, l’efficienza e, in definitiva, la sicurezza alla guida. I dati relativi alla domanda di gomme termiche su idealo mostrano che, nonostante i prezzi notevolmente più bassi dei prodotti cinesi, la maggior parte degli automobilisti italiani continua ad affidarsi a gomme M+S di marchi premium.

Solo il 3% dei consumatori manifestano un interesse o una intenzione d’acquisto per i modelli di produzione cinese. Se è vero che la domanda di pneumatici a basso costo è leggermente salita rispetto alla stagione degli pneumatici estivi, complessivamente il 97% degli utenti di idealo interessati all’acquisto di gomme termiche manifesta una chiara preferenza per i noti produttori europei quali Continental, Michelin o Goodyear.



Uno sguardo alla distribuzione della domanda per marche/produttori conferma questa osservazione. Uno pneumatico invernale su cinque cliccato su idealo è della casa tedesca Continental. Notevole la distanza che separa i marchi cinesi dagli altri marchi europei, giapponesi e americani (Dunlop, Goodyear, Pirelli, ecc.). Insieme (!) il ‘made in China’ si classifica in dodicesima posizione nell’elenco dei marchi più apprezzati dai consumatori. La classifica mostra che per molti acquirenti il prezzo non è il fattore dirimente nella decisione d’acquisto. Quello che conta sembrano essere piuttosto criteri di qualità, come i risultati dei test.

 

Non è un caso che gli pneumatici Continental guidino la classifica, ottenendo regolarmente ottimi risultati ai test. I risultati del test ADAC sugli pneumatici invernali confermano anche quest’anno la qualità dei prodotti Continental, tra i quali il Continental ContiWinterContact TS 850 205/55 R16 91H è uno dei 5 pneumatici invernali che ha ottenuto il risultato “buono” tra i 35 prodotti testati.

Risparmiare in maniera assennata e guidare in modo sicuro
Chi aspetta il momento giusto per acquistare gli pneumatici invernali, può risparmiare parecchio – anche su pneumatici di marca. Le gomme economiche offrono tutto l’anno grandi margini di risparmio, tuttavia gli automobilisti preferiscono affidarsi ai risultati dei test e resistono alla tentazione dai prezzi stracciati. Naturalmente, pneumatici cinesi non è automaticamente sinonimo di qualità inferiore. Tuttavia, tenendo conto, oltre al prezzo di acquisto, anche della durata tendenzialmente più breve e del maggior consumo di carburante legato all’efficienza inferiore dei materiali, le gomme cinesi si dimostrano spesso sul lungo periodo un affare solo presunto.

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