Alfa Romeo 147 Distinctive 1.9 MJT 120 CV: la classe dell'aggressività

Alfa Romeo 147 Distinctive 1.9 MJT 120 CV: la classe dell''aggressività


di Niccolò De Pisi

Nonostante l’età si faccia sentire e l’anno del suo debutto in società sia ormai lontano, la piccola di gamma Alfa Romeo rimane sempre una delle più affascinanti medie sul mercato.

Dall’estate del 2000, quando è stata presentata al pubblico, ha catturato gli sguardi per la sua eccezionale unione di linee dolci e aggressive, di eleganza e sportività.

Il recente restyling (autunno 2004) l’ha resa ancora più ammiccante: il muso con i suoi due grandi occhi affilati e lo scudetto cromato le danno un tono grintoso, quasi volesse graffiare l’asfalto.

La linea di cintura abbastanza alta e i cerchi in lega leggera multiraggi da sedici pollici la rendono aggraziata, con il posteriore dell’auto caratterizzato da fari a sviluppo orizzontale e dal lunotto a V, tipicamente Alfa.

All’interno l’auto accoglie il guidatore con una delicata stoffa, morbida e piacevole al tatto, con il classico disegno a cannelloni, altra peculiarità della casa del biscione.

L’Alfatex beige della versione provata dona luminosità e raffinatezza all’abitacolo, ma risulta facile da sporcare.

Una volta saliti la ricerca della posizione di guida ideale è estremamente semplice, complici le ottime regolazioni del sedile ed una seduta sufficientemente bassa, un chiaro rimando alla sportività di questa auto, ulteriormente confermata dallo splendido cruscotto a fondo bianco e illuminazione rossa. Altra delizia siglata Alfa Romeo sono le lancette del contachilometri, del contagiri e degli indicatori del livello carburante e della temperatura acqua che, a quadro spento, sono tutte rivolte verso il basso, con l’astina perfettamente verticale. Alle informazioni analogiche si aggiungono poi quelle del computer di bordo, dalla grafica ricercata, che permette di avere sotto controllo le funzioni del veicolo e di conoscere ogni particolare su consumi, chilometraggio, funzioni della radio e temperatura esterna (quando si scende sotto i 3 gradi, a fianco alla temperatura, compare persino l’immagine stilizzata di un fiocco di neve che ci ricorda il pericolo di un possibile manto stradale ghiacciato).

La plancia ha una grafica piacevole e particolare e i materiali impiegati non deludono al tatto, nonostante si notino cadute di tono, come alcune viti a vista che fissano i pannelli della plancia. Anche gli accoppiamenti non sono sempre ottimali e si riscontra, ad esempio, qualche imperfezione nel fissaggio della radio e del coperchio degli airbag. L’auto provata, con già alle spalle una discreta percorrenza, non è esente da alcuni scricchiolii e da noie elettriche, come alcune spie un po’ troppo zelanti, oppure l’illuminazione del pannello radio o del climatizzatore che varia anarchicamente di intensità.

La disposizione dei comandi non è sempre congeniale, con riferimento ai tasti, molto piccoli, dei fendinebbia e retronebbia posti sulla consolle, quindi distanti dal devioluci e non rapidamente raggiungibili. Fendinebbia anteriori che hanno come obbiettivo principale l’estetica e non sicuramente la funzionalità, visto il loro scarso fascio luminoso.

Osservando con maggiore attenzione il lato funzionale degli interni, si nota che il cassettino di fronte al passeggero è ben progettato, rivestito di morbida moquette e dotato di luce di cortesia; fortunatamente risulta anche abbastanza capiente, essendo uno dei pochi vani in cui riporre gli oggetti a bordo. Le alette parasole sono di buona fattura ma prive di illuminazione, una piccola pecca su un’auto borghese come la 147.

La vita a bordo è addolcita da un impianto audio dalla resa più che soddisfacente (tuttavia se si ricerca la purezza del suono è giusto prendere in considerazione l’impianto opzionale Bose, con subwoofer, amplificatore, 4 tweeter e 4 altoparlanti) e dal climatizzatore bi-zona, di serie sulla versione Distinctive, gradevole nell’estetica, abbastanza intuitivo e sufficientemente potente, anche se in quanto efficienza non è uno dei migliori. Le bocchette, con una forma originale e ben regolabili, sono distribuite razionalmente nell’abitacolo e assicurano una portata d’aria ideale per il comfort dei passeggeri.

Sulle razze del volante, impreziosite da inserti in simil alluminio, trovano posto i comandi replicati della radio, che gratificano il colpo d’occhio e aiutano la sicurezza di marcia.

Lo sterzo è servoassistito idraulicamente per accentuare la sensibilità di guida. La precisione del volante è infatti chirurgica: è diretto e trasferisce con discreta fedeltà ogni imperfezione del manto stradale. Non a caso rappresenta un punto di riferimento per la categoria, anche se lo si può trovare leggermente duro da azionare in manovra.

Il cambio a cinque rapporti è rivestito in pelle, ha una buona manovrabilità, si impunta di rado ed è ben rapportato e preciso negli innesti, ma con una corsa non particolarmente corta.

Sul tunnel centrale si trova un bracciolo comodo e spazioso, posizionato sopra la leva del freno a mano, sfortunatamente non rivestita in pelle, ed il tasto per disattivare l’ASR (mentre l’ESP non è escludibile).

L’abitabilità è sufficiente, anche se inferiore alla media delle concorrenti, soprattutto in larghezza; come molte delle sue antagoniste, lo spazio per i passeggeri posteriori è soddisfacente solo per due, in quanto il terzo passeggero si trova seduto sulla parte alta del divanetto, scomodo e con poco spazio per le spalle.

Come sulla Grande Punto, anche sulla 147 il bagagliaio può essere aperto solo dall’interno, premendo il pulsante sulla consolle, oppure con la chiave: si sente la mancanza di una serratura e una maniglia esterna. Il bagagliaio non brilla per spaziosità e non ha una forma regolare a causa dell’ingombro dei duomi delle sospensioni. Ciononostante una vacanza al mare non deve preoccupare, a meno che non si voglia partire per due settimane con tre figli, una moglie e tre quarti di casa appresso…

IL MOTORE E LA MECCANICA

Il propulsore è il noto otto valvole made in Fiat, quattro cilindri in linea, con una potenza di 120 cavalli (88 kW) a 4000 giri e una coppia di 280 Nm disponibile a 2000 giri/min, anche se a 1750 ne è già fruibile circa il 90%. La sua grande generosità è da imputare al continuo calcolo della centralina e al lavoro degli iniettori: questi ultimi lavorano in sinergia con ‘la mente’ elettronica eseguendo iniezioni multiple nella fase di compressione e sfruttando così in modo più efficace la camera di combustione; come conseguenza diminuiscono sensibilmente il rumore e le emissioni, e vengono garantite in più grandi doti di elasticità di marcia. È un motore gradevole e pronto in tutte le condizioni di guida, che assicura prestazioni di tutto rispetto, con consumi contenuti, a patto di non avere velleità sportive. Rispetta le normative Euro 4 poiché sfrutta una valvola elettrica (EGR) gestita dalla centralina e può essere dotato di DPF, il filtro antiparticolato che intrappola grazie ad un elemento meccanico le particelle inquinanti. È la centralina del motore che, in base all’utilizzo del propulsore, si accorge quando il filtro deve essere rigenerato, pulendolo dagli accumuli di particolato. Il DPF rende quindi l’auto meno dannosa per l’ambiente e non necessita neppure di ordinaria manutenzione.

Il telaio è eccellente nella guida più spinta e le sospensioni sono ottime. All’anteriore è montato un quadrilatero alto con sezione cava che, rispetto alla vecchia serie, mantiene uguali doti di rigidezza pur perdendo 1,7 kg; questo tipo di sospensione indipendente permette un ottimo comfort, diminuendo l’isteresi in presenza di carichi laterali, e un ottimo controllo del camber. Al posteriore invece troviamo l’ormai consolidato schema McPherson a bracci asimmetrici.

La 147 in prova calza di serie Pirelli P-zero Rosso con sezione da 205 mm: una dotazione di rilievo che porta a un deciso carattere dinamico.

ALLA GUIDA

Si apprezza da subito la posizione di guida comoda e leggermente infossata, con i fianchetti contenutivi. Il volante è ben regolabile, il cambio è in una posizione confortevole, specialmente quando lo si manovra con il braccio appoggiato sul bracciolo.

In città la macchina si comporta egregiamente: confortevole, abbastanza sicura (il progetto è oramai datato e la macchina vanta solo 3 stelle EuroNCAP), scattante, ha una buona visibilità e nei parcheggi non mette in difficoltà, ma, per chi ama infilarsi in buchi claustrofobici, sono consigliati i sensori di parcheggio: qualche occhio in più non guasta. Unici nei sono la frizione, sportiva e quindi molto dura (in coda ci vogliono polpacci allenati), e il volante con raggio di sterzata non molto stretto e un po’ faticoso da azionare alle basse andature.

Quando ci si allontana dal groviglio di lamiere cittadine si mettono subito in luce le sue ottime doti da viaggiatrice e il suo grande equilibrio. I sorpassi non devono preoccupare, basta pigiare sull’acceleratore che l’auto riprende velocità con prontezza e con un buon allungo, rimanendo sempre neutrale e non mettendo in difficoltà il guidatore; il muso raramente allarga la traiettoria ed il posteriore sembra imbrigliato all’asfalto.

In statale gli ammortizzatori assorbono bene le asperità ed il comfort è ottimo; l’abitacolo è ben insonorizzato, ma il diesel in accelerazione alza la voce. Il propulsore ha infatti un rombo poco sportivo ma una coppia incoraggiante e un discreto allungo per andare a nafta (si può spingerlo tranquillamente fino a 4500 giri). L’otto valvole a volte si rivela però ruvido, pastoso e poco reattivo, dando l’impressione di essere più pieno del sedici valvole da 150 cavalli, ma più pigro

Quando si cerca il divertimento in collina, l’auto da il meglio di se stessa, con uno sterzo che è un perfetto connubio di prontezza e precisione nella risposta: se si è abituati a guidare una macchina con servosterzo elettroattuato e poco sensibile si rimane stupiti da come la vettura segua fedelmente la traiettoria impostata; anche il ritorno è decisamente buono.

Il cambio è preciso e non si impunta ma ha la corsa un po’ lunga, come pure il pedale del freno che non attacca subito, ma quando si pesta con decisione il mordente non delude: insomma un impianto frenante sempre all’altezza della situazione in termini di potenza e resistenza alla fatica.

Pennellando un tornante dopo l’altro si viene presi dall’entusiasmo: l’auto sembra poter intuire i vostri pensieri e pare di tenerla al guinzaglio talmente è pronta nell’inserimento in curva, con un avantreno resistente al sottosterzo (merito anche delle P-zero dal grip eccezionale) e un retrotreno composto ed educato che non risponde mai bruscamente, anche quando lo si stuzzica. Persino quando la si conduce con la luna storta, guidandola ‘nervosamente’ su un asfalto umido, l’auto cerca di assecondarci: reagisce bene, si aggrappa tenace all’asfalto in curva, e va in deriva con progressione, sostenuta dall’ESP, che ogni tanto impone il suo prezioso aiuto. L’auto a causa delle nuove sospensioni ‘comfort’ in curva non rimane molto piatta; il rollio è sensibile ma non mette in crisi l’assetto. Il limite di tenuta è alto e questa può diventare un’arma a doppio taglio: se da una parte infonde sicurezza a chi guida ad andature normali, dall’altra sprona il guidatore più smaliziato a ‘pestare’, a cercare il limite di tenuta e a sfidare le leggi della fisica, spesso mettendo in pericolo la carrozzeria o peggio le ossa, dato che quando si mette in crisi l’assetto della 147 significa che ci si è già spinti troppo in là e le reazioni non sono più facilmente correggibili.

In autostrada l’auto è rilassante e stabile, non patisce particolarmente le raffiche di vento e i giunti dei viadotti e i lunghi curvoni non la intimoriscono.

I consumi sono nella media, anche se ci si potrebbe aspettare qualcosina in più. Se si spinge, la lancetta del carburante scende velocemente e il consumo rimane sotto i 14 km/l in città. In statale invece, a velocità codice, la media è positiva, ma quando si fanno lunghi viaggi autostradali si sente la mancanza della sesta.

CONCLUSIONI

La 147 è un’auto completa, votata al comfort ma anche alla sportività.

E’ sempre piacevole salire a bordo, coccolati da materiali ricercati in puro stile Alfa, comoda per i lunghi viaggi, non stanca nella guida di tutti i giorni e non delude quando ci si imbatte in percorsi ricchi di curve. L’assetto è ottimo, sposa la delicatezza di risposta degli ammortizzatori alla diligenza dello schema sospensioni: nonostante in curva si corichi leggermente, la tenuta è rassicurante in ogni condizione anche quando l’asfalto si fa irregolare.

Macchina di grande fascino, che ha nel carattere la voglia di competere senza eccedere, rappresenta un ottimo esempio di design italiano e di come il gruppo Fiat riesca a sopperire alla mancanza della precisione tipicamente tedesca con il calore e la grazia dello stile.

Insomma chi è alla ricerca di una media di classe, briosa, con l’anima dinamica, ma differente dalle solite impostate e asettiche tedesche, può optare per la 147… ma in fretta dato che l’ora del pensionamento è prossima!

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