La base di partenza della Mitsubishi Lancer Evo IX non è una normale Evo IX GSR, modello comunemente acquistabile dai concessionari, ma una più rara e corsaiola Evo IX RS, cioè la versione destinata ai preparatori per farne la base delle vetture Gruppo N che corrono nei vari campionati rally nazionali e internazionali. La RS, rispetto alla GSR, pesa di meno e ha un motore con specifiche giapponesi anziché europee, che a parità di elaborazione consente di tirare fuori qualche CV in più. Inoltre è di un raro colore rosso originale, mentre la stragrande maggioranza delle RS è solo ed esclusivamente bianca.
Design
Rispetto all’originale, questa Mitsubishi Lancer Evo IX ha subito poche e mirate modifiche estetiche, tutte ufficiali Ralliart. Infatti sono stati montati lo spoiler anteriore in carbonio e il vortex generator. Quest’ultimo prevede una serie di pinnette sul bordo posteriore del tetto per migliorare la penetrazione aerodinamica e il flusso d’aria che colpisce l’ala montata sul retro.
Interni
I sedili originali della RS, non particolarmente belli e avvolgenti in quanto non destinati alle auto da rally, sono stati sostituiti con dei Recaro decisamente più corsaioli.
Una serie impressionante di strumenti aggiuntivi permette di tenere sotto controllo tutti i parametri vitali del motore, compresa la carburazione ( tramite Wide Band)
Meccanica
Le scelte effettuate su mappa della centralina, modifiche meccaniche e assetto, infatti, sono tutte finalizzate in primo luogo ad una normale fruizione dell’auto su strada e poi ad un suo eventuale utilizzo in pista, che permettessero comunque di viaggiare forte ma senza quelle esagerazioni tipiche delle vetture utilizzate nei track days.
Inoltre, dopo la prova da noi effettuata, è stata aggiunta una nuova funzione che ora consente di cambiare senza togliere il piede dall’acceleratore. Il sensore posto sulla frizione, infatti, agisce da regolatore di giri autonomo durante la cambiata, scegliendo il corretto regime per facilitare l’innesto della marcia superiore senza che sia più il piede a comandare.
A parte la sostituzione degli alberi a camme, la preparazione non ha riguardato l’interno del motore, già sufficientemente robusto, ma si è concentrata sugli organi esterni che ne determinano la resa. Così, scarico completo, impianto elettrico di accensione, alimentazione benzina e filtro aria hanno lasciato il posto a elementi scelti con cura e capaci ognuno di contribuire al raggiungimento delle straordinarie prestazioni di cui l’auto è capace.
Motore 8
Pur avendo sostituito il turbo originale con uno che garantisce una portata maggiore, il turbo lag è praticamente assente. La spinta diventa imbarazzante già a 3.000 giri e continua tenendo il pilota in “apnea” fino al limitatore a 8.000 giri.
Cambio 7
La sostituzione sui leveraggi delle boccole originali con altre decisamente più rigide ci regala un cambio secco e preciso come pochi altri. La leva non ha alcun movimento gommoso o parassita e traduce istantaneamente la volontà della mano in cambi marcia fulminei.
Freni 7
Rispetto all’impianto di serie, già ottimo nelle Lancer Evolution, sono state cambiate solo le pastiglie. La frenata a freddo è praticamente già al 100% di quella ottenibile a caldo, con in più la possibilità di raggiungere anche temperature di 800°C senza che il coefficiente di attrito tra pastiglia e disco inizi a diminuire.