Maserati, GranTurismo di nome e di fatto

di Gianfranco "Bulletta" Giachetti

Maserati, GranTurismo di nome e di fatto


Quando la Maserati presentò quest'auto (nel 2007), pensai che ben difficilmente fosse possibile creare un mezzo più bello. Perfettamente proporzionata, sportiva, aggressiva, ma allo stesso tempo elegante, chic. Pininfarina, mica discorsi.
Sono passati ormai tre anni, ma la GranTurismo rimane una delle più belle auto in circolazione. Difficile trovare un mezzo più "instant classic" di questo, fusione perfetta di passato, presente e futuro, con maestria tutta italiana, sia vista da fuori, sia, anzi ancor di più, da dentro.
Ho sempre sognato di poterla un giorno guidare.

Beh, a volte i sogni si avverano: l'auto è a mia disposizione per tre giorni, in uno splendido blu oceano con interni color cuoio e finiture in alluminio (non tutto vero, qualcosa in realtà è plastica, ma ...chissenefrega). Via…

…SI PARTE! Chiave nel quadro, nessun tasto Start/Stop, una classica rotazione del polso, e il V8 da 4244 cc si anima con un rombo cupo, possente, leggermente gracchiante. In due parole, armonia pura. Una veloce occhiata agli strumenti, una sistematina al posto guida, con regolazioni finissime e ampie, che consentono di cucirsi il posto di guida al millimetro (e non è cosa tanto comune), una brevissima attesa per permettere al minimo di stabilizzarsi, quindi dentro la "drive" dell'automatico ZF a 6 rapporti e si parte.
Nel traffico ci si muove bene, considerando la mole non indifferente (siamo intorno ai 490 cm di lunghezza per oltre 2 metri di larghezza), ma il cambio automatico, e quindi l'assenza della frizione, e il pedale del freno sensibile e finemente modulabile, aiuta a muoversi senza scosse. Sullo sconnesso qualche rumorino ci "ricorda", come se non bastassero i richiami al tridente e il logo Maserati e GranTurismo sparsi ovunque nell'abitacolo, che siamo a bordo di un auto italiana, non di un'asettica tedesca o giapponese. Niente di fastidioso, sia chiaro, poi comunque basta alzare un filo l'impianto stereo, nell'esemplare in prova un Bose di ottima qualità, o, ancora meglio, aprire un po' i finestrini, e nei canyon di cemento cittadini, concentrarsi sul rumore del motore, per dimenticarsi tutto.


SU STRADA. In autostrada l'auto è precisissima. Il passo lungo le consente una stabilità straordinaria, la linea bassa e filante non risente in alcun modo del vento laterale, si viaggia veloci e sicuri. Infastidisce un po' il rumore di rotolamento dei pneumatici, da 20" con gomme decisamente larghe e ribassate, e una certa rigidità sulle giunture dell'asfalto, dove il posteriore saltella anche un po' troppo, ma sono piccoli particolari, anche necessari su un auto che ha prestazioni simili.
Il motore a velocità codice sonnecchia e si sente a malapena. Va bene per dialogare, ma è anche un peccato. Quindi, dopo un po', ci si ritrova a utilizzare i paddle al volante, scalando un paio di marce - ma anche tre, crepi l'avarizia! - e ad affondare il piede destro, per ritrovarsi a sorridere come un bambino. Il rumore di questo motore è davvero fantastico. E si accompagna ad una spinta convinta, a qualunque regime, ma particolarmente decisa a partire da 4500 giri. L'auto si lancia in avanti, incurante del peso, decisamente importante (circa 1900 kg a vuoto), e mangia la strada come una vera divoratrice di chilometri.

VERA GT. Perché è indubbio che quest'auto è fatta per questo, è cioè una granturismo, non una sportiva. Troppo lunga, troppo pesa, troppa inerzia, troppi "filtri". Il motore - 405 cavalli a oltre 7000 giri, 285 km/h di velocità massima e un'accelerazione da 0 a 100 km/h in poco più di 5 secondi - avrebbe anche i "numeri" giusti, ma quando la strada si aggroviglia, ci si trova a lottare con reazioni rallentate e leggermente ritardate, uno sterzo non granché diretto, benché sempre preciso, e, esagerando, anche un po' di sottosterzo. Di buono c'è che proprio in virtù delle sue reazioni, prevedibili e mai violente, è facile esibirsi in leggere scodate - ovviamente a ESP disattivato, ma anche quando è attivo lascia una certa libertà di movimento al retrotreno, specie sul bagnato, anche a causa, e in virtù (dipende dai punti di vista), di una certa difficoltà a scaricare a terra tutta la potenza disponibile - che aiutano a migliorare la rapidità di percorrenza di tornanti e curve strette. E fanno anche diventare ogni rotonda una giostra, il che non guasta mai. Ma servono spazi ampi, ed è solo coreografia, non efficacia.
Un particolare: ci sarebbe anche un tasto "Sport" che rende l'acceleratore più reattivo e le cambiate più rapide e ritardate. Ma non si sente mai il bisogno di premerlo. Il che la dice lunga.


CONCLUSIONI. Comoda per due adulti, che trovano posto in sedili contenitivi ma anche morbidi, ricoperti di pelle firmata Poltrona Frau. I posti dietro, due poltrone singole ovviamente, per adulti di altezza media possono andare bene, ma solo per brevi tragitti, mentre due bambini si lasciano scarrozzare anche molto a lungo senza problemi.
Il posizionamento degli organi meccanici - motore dietro l'asse anteriore, abitacolo accucciato sul posteriore - limita un po' la capienza della bauliera, specie in proporzione alle dimensioni esterne. Niente che un set di valige dedicato, accessorio ovviamente disponibile, non possa risolvere, ma comunque siamo ovviamente lontani dalle "stive" di alcune berline.
Gli anni si sentono solo nell'impianto di infotainment, un po' datato nell'interfaccia e nell'aspetto, specie per quanto riguarda la navigazione.
Un'auto bellissima, che promette, già nel nome, esattamente ciò che mantiene.

Si ringrazia la Power Service di Pistoia, e in particolare Stefano Bruni, per la disponibilità dell'auto, la cortesia e la gentilezza. Foto di Giuseppe Faienza.


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