Porsche Boxter S: un sogno possibile

di Gianluca Zanelotto

Porsche Boxter S: un sogno possibile


Quando si dice Porsche si pensa subito ad oggetti bellissimi ma costosi, praticamente irraggiungibili per il comune mortale, dominio di pochi facoltosi acquirenti. Invece non è sempre così, esistono anche modelli accessibili ad un più vasto pubblico di appassionati, l'auto oggetto della nostra prova è proprio uno di questi. Stiamo parlando dell'ultima versione della Porsche Boxter, modello entry level della grande famiglia Porsche.

Il concetto Boxter nasce nei primi anni del '90 con presentazione al pubblico del prototipo al salone dell'auto di Detroit del 1993.

E' un modello veramente rivoluzionario per l'epoca, una splendida roadster a due posti con motore centrale. Inoltre la Boxter è il modello che ha l'obiettivo dichiarato di allargare ad un pubblico più vasto l'accesso al mondo Porsche.

In seguito al grande successo di pubblico e stampa specializzata venne decisa la produzione in serie che ebbe inizio nel 1996 con il primo modello con motore 6 cilindra da 2.500 cc e 204 cavalli sul quale introdotto per la prima volta il raffreddamento a liquido.

La denominazione "Boxster", come affermato dalla Casa, deriva dalla fusione di due termini, legati alle caratteristiche intrinseche della vettura: il motore boxer (motore a cilindri contrapposti) disposto in posizione centrale e la natura di roadster sportiva a 2 posti secchi.

La linea della nostra Porsche Boxter, in versione S, è splendida e senza tempo, un insieme di curve morbide si susseguono dal profilato paraurti anteriore per terminare al posteriore, con piccoli particolari che impreziosiscono la linea come le belle griglie sulle prese d'aria laterali. Anche il cofano anteriore e il parabrezza, entrambi molto inclinati, concorrono a donare un senso di estremo dinamismo al tutto. Sicuramente uno dei meriti più grandi dei design Porsche è forse proprio questo, aver creato una linea che non invecchia mai al passare delle mode ma contemporaneamente in grado di esprimere sportività ed eleganza.

Nonostante le dimensioni da automobile media (siamo a 430 cm) la prima impressione è quella di un mezzo molto compatto, quasi un kart. Impressione che rimane anche salendo a bordo, dove ci si ritrova coccolati come in un nido accogliente. Lo spazio non è moltissimo ma la sensazione è di estrema comodità.

Gli interni

Nel modello in prova abbiamo degli interni completamente in pelle di buon spessore e notevole qualità, nelle versioni base è presente invece una pregevole Alcantara in vari colori da abbinare alla carrozzeria. I sedili sono ben profilati pur senza eccedere, per i più sportivi sono comunque disponibili altri due modelli  di sedili sportivi anche del tipo a guscio, il massimo per la pista ma non per la comodità.

Il posto di guida è facilmente adattabile alla maggior parte dei conducenti, con molteplici regolazioni sia per il sedile che per il volante. Diciamo che dal metro e cinquanta ai due metri ci stiamo tutti comodi. E' quindi semplice e veloce trovare la posizione migliore e più adatta al proprio stile di guida e conformazione fisica. Io, per abitudine, ho optato per una posizione allungata con sedile nella posizione più bassa e gambe e braccia ben distese. Anche in questa configurazione di guida la visibilità sia laterale che anteriore è buona e permette di cogliere bene gli ingombri del mezzo. Per quanto riguarda le manovre in retro a capotte aperta basta alzarsi un pelo dal sedile per avere tutta la Boxter sott'occhio, a capote chiusa è necessario fare attenzione in quanto la percezione dell'ingombro posteriore non è immediata. Sempre i sedili possono giovare di due interessanti accessori, ovvero il riscaldamento invernale e la ventilazione forzata per l'estate, vi assicuro che su una cabrio sono accessori che si apprezzano subito.

La strumentazione è composta da tre elementi circolari, il contagiri, il tachimetro e il terzo condiviso fra temperatura acqua e livello benzina. In ciascuno di essi è inoltre presente un display lcd per informazioni accessorie quali il chilometraggio, il consumo medio ed istantaneo oltre a svariate altre informazioni. Questo insieme di strumenti, già di suo molto completo, è affiancato da un ampio schermo multifunzione touch posizionato sulla console centrale. Lo schermo può visualizzare molteplici funzionalità quali ad esempio il navigatore, l'autoradio ma anche il vivavoce bluetooth ed infine le informazioni dei tempi sul giro (sulla versione in prova è presente un interessante pacchetto accessorio. lo Sport Chrono Plus, che consente di prendere tempi sul giro di pista oltre a offrire un coreografico cronografo sulla parte alta console centrale.

Sempre sulla console ma in posizione più defilità troviamo l'efficiente climatizzatore automatico con funzione doppia zona per temperature differenti fra conducente e passeggero. E' un climatizzatore molto efficace, in grado di garantire sempre la temperatura ideale anche con capote aperta.
La console centrale risulta così discretamente affollata ma la separazione logica delle varie funzioni oltre alla possibilità di svolgere molte funzioni direttamente sullo schermo in modalità touch è di aiuto ad evitare distrazioni nella guida.

Piccola nota di merito anche per i due bauli presenti, uno anteriore, ben sviluppato in profondità ed un posteriore molto largo, messi insieme danno abbastanza spazio per caricare tutto il bagaglio necessario anche a una vacanza prolungata.

La meccanica

Il cuore della Porsche Boxter S è un modernissimo motore centrale 6 cilindri boxer da 3,4 litri, con induzione a 4 valvole per cilindro e alimentazione ad iniezione elettronica. La distribuzione presenta la particolarità dell'aspirazione variabile, detta Variocam, che le permette che aumentare la coppia ai bassi  regimi per poi consentire un maggior allungo agli alti. A questa particolarità si aggiunge quella dello scarico studiato per sfruttare al massimo le caratteristiche del motore e consentire un sound veramente gasante quando si decide di dare gas sul serio. Caso in cui i 310 cavalli di potenza massima e i 360 Nm di coppia si fanno sentire veramente con riprese esaltanti.

La trazione è naturalmente posteriore, come da tradizione Porsche, e come trasmissione possiamo scegliere fra un 6 marce manuale e un 7 marce a doppia frizione, che consiglio vivamente. Questo 7 marce, detto PDK in casa Porsche, è nella pratica un doppio cambio, ovvero abbiamo un albero del cambio con relativa frizione per le marce pari ed uno per le marce dispari. Nell'uso pratico il tutto si traduce in cambi marca assolutamente inavvertibili oltre ad una dolcezza di funzionamento ormai a livello dei tradizionali cambi idraulici a convertitore di coppia.
Con il PDK basta selezionare la modalità prescelta (auto o manuale) e premere l'acceleratore. Al resto ci pensa lui, anche in manuale basta sfiorare le leve al volante per cambiare marcia senza sussulti.

Ulteriore elemento caratterizzante di questo motore è l'iniezione diretta del carburante che permette di ridurre i consumi a valori da berlina media soprattutto fuori citta. Ho personalmente rilevato un consumo intorno agli 10 km/l sul misto del lago ma anche i 12 km/l in autostrada, sempre a velocità codice. Medie di consumo che sono del tutto accettabili, anzi inferiori a vari altri 2000 cc benzina.

Intendiamoci, non è magia, in un misto stretto con guida pistaiola ho visto i 4 km/l, ma parliamo di gas spalancato, cambio sempre in seconda e terza e motore fra i 5.000 e i 7.500 rpm. Però questo solo se si sfrutta a fondo la meccanica, altrimenti a passeggio si consuma come un'auto con metà cavalli.

La prova su strada

Ho suddiviso la prova su strada fra lago, collina e città, evitando volontariamente l'autostrada in quanto non significativa per un'auto di questo tipo se non per vedere la velocità massima (in Germania...), dato comunque poco significativo per l'utente medio che acquista la Boxter per vivere una filosofia piuttosto che per ambizioni di velocità da coriandolatura della patente.

Per prima la città: in questo frangente la Porsche Boxter si lascia condurre come una docile utilitaria, la risposta del motore è comunque dolce, i freni pronti anche a freddo, solamente il volante appare leggermente pesante ma ci si fa velocemente l'abitudine dopo essersi accorti di quanto, in cambio, è preciso e puntuale nel percepire la minima variazione di traiettoria. Ho voluto sperimentare anche l'uso di tutti giorni e quindi mi sono calato nei panni del possessore della Boxter come unica auto. Mi sono recato in ufficio al mattino, giusto quei 30 km di coda, poi sono andato a far la spesa e per ultimo a visitare un amico la sera in centro. La Boxter si è comportata da perfetta auto da città, tenendomi al fresco con buona musica di sottofondo in coda, dando spazio alle borse della spesa ed infine guidandomi con il suo navigatore fino sotto casa del vecchio amico. Sempre comodamente e con molta dolcezza, con un motore che gira tranquillo tra i 1.500 e i 2.000 giri, regimi praticamente da diesel ma che la Boxter digerisce senza fiatare, anzi con un motore che gira rotondo e senza una vibrazione.

Ecco, questo è un lato del carattere della Boxter che mi ha molto colpito, ovvero la sua dolcezza di base in tutte le sua caratteristiche, salvo le si chieda di tirare fuori le unghie, cosa che fa solo a richiesta, non improvvisamente, in contropiede.

Andiamo sul lago, percorso misto, fra paesini e tante curve. Qui la Boxter gratifica lo spirito e l'ego. Lo spirito quando si inizia a dare più gas e si fa girare il motore a regimi intermedi, sui 3-4.000 giri, a velocità pur sempre rispettose del codice ma lasciando intuire che dietro le spalle c'è un vulcano pronto ad  esplodere. Curva dopo curva si apprezza sempre di più la precisione dello sterzo e la modulabilità dei freni. Il comportamento dell'auto in queste condizioni è sempre neutro e preciso, con totale assenza di coricamento laterale. Si guida per il piacere di guidare, lasciando fare la fatica maggiore al cambio automatico PDK e godendosi la coppia del motore in uscita di curva.

Ma anche l'ego vuole la sua parte e quando si parcheggia a capote aperta nella piazzetta del piccolo paesino lacustre  ma anche sul lungolago di Lecco l'attenzione si calamita subito sulla Boxter, che attira gli sguardi nonostante sia un modello sul mercato da lungo tempo. Il passante giovane o anziano, la donna in carriera come la studentessa universitaria non perdono occasione per volgere lo sguardo verso la nostra cabrio.

Come in città anche sul lago la Boxter si lascia guidare come se fosse nostra da sempre, come se avessimo trascorso insieme decine di migliaia di chilometri, infondendo sicurezza e tranquillità in ogni frangente.
Sempre sul lago, e per avere un termine di paragone, ci cambiamo di posto con la mia passeggera, donna trentenne abituata a trazione anteriore, da meno di 10.000 km annui. Dopo un'oretta di paziente attesa devo quasi litigare per farmi restituire il volante, tanto e tale era il piacere di guida che provava, permettendosi anche qualche allungo per gustare il sound del sei cilindri Porsche. Un'auto adatta quindi anche all'utenza femminile che apprezza la docilità di guida e la facilità di movimento nel traffico.

Per ultima, l'esperienza sportiva che ho gustato su un percorso collinare privo di traffico e in completa solitudine. E' stata un'esperienza molto forte, è bastato premere il tasto Sport per percepire un deciso cambiamento nel carattere del mezzo. La risposta al pedale dell'acceleratore diventa prontissima, il cambio marcia e relativa scalata avvengono a regimi molto più alti, lo sterzo diventa ancora più pronto. In questi casi il range di utilizzo migliore va dai 5.000 ai quasi 8.000 giri indicati. L'impressione è quella di sedere sopra una tigre pronta a scattare. E via quindi su questo percorso di circa 10 km con variazioni altimetri e curve di vario raggio. Il cambio ora è in modalità manuale, e siamo liberi di inserire o mantenere la marcia più appropriata agendo sulle leve al volante.

La curva è un compito che la Boxter svolge con impeto, è possibile ritardare la frenata molto più di quanto permetterebbe un'auto normale, poi le pinze fisse a 4 pistoncini sia anteriori che posteriori mordono i grossi dischi e possiamo prolungare la frenata fino ad un terzo di curva poi, dopo una fase neutra a centro curva è possibile spalancare tutto il gas e sentire i grossi Pirelli Pzero mordere l'asfalto per catapultarci verso la curva successiva. Piccole sbavature o eccessi di foga nell'aprire il gas vengono mitigate dai vari controlli elettronici di stabilità e di trazione che, su un mezzo da 310 cv e su strada, è meglio tenere attivati.
Anche nel misto stretto il corpo macchina si mantiene perfettamente piatto, senza accenni di rollio o beccheggio in frenata.

Conclusioni

La Porsche Boxter mi ha stupito da subito, dal primo impatto. Appena salito mi sono sentito come a casa, ho iniziato subito a gironzolare. Mi aspettavo un'auto più scomoda, assetata, poco pratica. Ed invece mi è stato subito chiaro come mai se ne trovino usate anche con oltre 120.000 km ed ancora in buone condizione. E' un'auto che si lascia usare senza problemi sempre e ovunque, ci puoi andare in ufficio, fare la spesa o correre in pista, il tutto nello stesso week end. Poi non costa neppure relativamente tanto, la versione base da 255 cv ha un prezzo di listino di 47.672 euro, come una media berlina tedesca ma anche meno di varie sue consorelle cabrio sempre tedesche.

Inoltre è un'auto che mantiene un elevato valore nel tempo, molto di più di quanto non accada con altri mezzi equivalenti. Una Boxter in buone condizione di fine anni 90 può avere un prezzo sull'usato nei dintorni dei 15.000 euro. Un valore sicuramente interessante ma anche appetibile per chi sta cercando una seconda auto da svago ma anche per il o la single che vuole distinguersi senza svenarsi.


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