Mini Countryman Cooper S ALL4

di Alessandro Saetta Vinci

Mini Countryman Cooper S ALL4


Adesso potete portare i bambini a scuola, il cane a caccia e un armadio dall’Ikea a casa vostra. Il tutto a centomila chilometri orari.

Alla BMW sanno quello che fanno. I gusti, si dice, non si discutono, quindi potete dire quello che volete sul look, potete fare i commenti che volete sui prezzi e sulla dotazione, ma non si può dire niente sul piacere di guida. Partiamo dalle banalità come l’ABS per esempio. Quello delle BMW interviene solo quando sei davvero in difficoltà e non appena accenni una frenata un po’ più spinta come in molte altre auto.

I freni stessi poi, ogni volta che qualche rivista le confronta con altre concorrenti, oppure addirittura nelle competizioni, le BMW finiscono quasi sempre davanti alle rivali. Alcuni fanno fatica a capire perché, si guarda il peso, si guarda la potenza ed è tutto nella “norma”, ci si chiede da dove arriva la differenza e la risposta degli esperti e dei piloti è sempre la stessa “sono i freni”.
Quindi, siccome la MINI è fondamentalmente una BMW avevo grandi aspettative sulla nuova Countryman. Il problema della MINI Hatch (ormai così soprannominata per distinguerla dalle altre) è che va bene per due e va benissimo su strade secondarie e “curvose”, ma come mezzo da utilizzare tutti i giorni è poco pratica. La Countryman invece consente di fare tutto quello che facevate con la MINI standard, ma potete farlo con due o tre dei vostri amici sui sedili dietro e con il vostro cane comodamente sdraiato nel bagagliaio. Potrebbe anche essere un buon mezzo per rischiare tre anni di carcere …
Ma non divaghiamo.

Bella è bella...
Prendo in consegna la MINI in una giornata “britannica”, cielo argento e niente sole. Normalmente questo è un pessimo momento per prendere un’auto nuova, il cielo grigio riesce a sminuire la bellezza di quasi qualunque cosa. Non la MINI però. Di colore bianco con i cerchi neri, a lei non frega niente del tempo, potrebbe venir giù grandine per quanto le importa, sia perché la trazione integrale (opzionale) aiuta, sia perché quel musetto sorridente sorride (appunto) sempre. Pioggia o sole che sia. Mi ricorda un po’ Kim Kardashian. E’ più piccola di quello che sembra e sexy, ha un’aria innocente eppure sotto sotto lo sai che c’è qualcosa. Si percepisce chiaramente una malizia sottile ma netta. La mia teoria è confermata dalla reazione delle persone. In centro si girano tutti a guardarla e non è solo questione di effetto “sconosciuta”, chi la guarda sa benissimo cos’è, è inconfondibilmente MINI da qualunque lato la si guardi. Le proporzioni sono praticamente le stesse anche se è più grossa. Pensate a lei come a Lindsay Lohan: vi è sempre piaciuta, poi ha messo su qualche chilo e come risultato vi piace ancora di più. Acquistandola di un colore discreto come il nero o l’argento metallizzato probabilmente riuscireste anche a passare semi-quasi inosservati, volendo, perché la presa d’aria sul cofano è sparita e gli unici indizi chiari per dirvi che è una Cooper S sono i doppi scarichi posteriori. Però non avrebbe senso, è bella perché si fa guardare quindi lasciate perdere la discrezione e andate sicuri sui colori accesi. Ho sempre adorato le auto che provocano l’effetto che gli inglesi chiamano “show stopper”, qualcosa di così suggestivo da attirare gli sguardi e far “fermare” il traffico, e questa MINI ce l’ha.

Con quest’auto potete viaggiare comodi e guidare veloci. Potete persino farci la spesa o portare il cane a caccia. Potete addirittura, se proprio avete l’inclinazione, andare a giocare a golf con tanto di sacca con le vostre mazze preferite nel baule. Francamente, però, tutte queste opzioni sembrano ridondanti quando la si parcheggia davanti a un ristorante affollato. Sembra nata per questo. La Countryman non deve necessariamente andare bene, non deve far altro che arrivare.

Benzina o diesel?
Normalmente non preferisco (né suggerisco) mai il diesel. I minori consumi non compensano la maggiore delicatezza di erogazione, il piacevole rombetto che proviene dallo scarico e la fluidità di marcia di un buon benzina. In questo caso però credo di dover fare un’eccezione. L’auto in prova è la Cooper S con 184 cavalli, che sono tanti sulle MINI più piccole ma forse un po’ pochi sulla Countryman, perché il maggior peso (con la trazione integrale, voi alla guida e il serbatoio pieno sfiora i 1.800 kg) si fa sentire, quindi il turbodiesel della Cooper D, anche se meno potente (111 cv) si adatta meglio al tipo di auto per via della maggiore coppia. Con la Cooper S vi ritroverete a fare rifornimento un po’ troppo spesso e a volte, ai bassi regimi sentirete la mancanza di un po’ di potenza in più. Intendiamoci, è morbida, liscia, divertente, fantastica verso la zona rossa del contagiri e piacevole da sentire, ma nel mondo reale, un più economico e (grintoso ai bassi giri) motore a gasolio è consigliato. Sì, per una volta dico: prendete il diesel. Non fateci l’abitudine, però.

Tasto Start
Gli interni sono più BMW che MINI, nel senso che il tocco della casa bavarese si fa sentire di più rispetto alle altre MINI. Il tachimetro, che adesso è grande più o meno come il pianeta Mercurio, ospita anche lo schermo di navigatore, radio, lettore multimediale e varie altre cose. Il tutto comandabile tramite una manopola in stile i-Drive proprio accanto al freno a mano. E’ un bel posto dove stare. I sedili in pelle sono comodi e ben fatti, le plastiche sono di buona qualità. Se dovessi fare un appunto, e chiaramente devo farlo, va detto che la regolazione dei sedili dovrebbe essere elettrica. Niente di grave comunque. Una volta preso posto sul sedile di guida e impostata la destinazione sul navi, operazione che per la verità ha richiesto un po’ troppo tempo perché è poco intuitivo, inserisco la chiave e premo il tasto START. Il motore prende vita in maniera discreta, nessuna scossa, nessun rumore molesto. Semplicemente l’auto è accesa. Sposto la leva del cambio su D (Drive, ovviamente) e rilascio il pedale del freno. Il comfort di marcia è di buon livello, niente fruscii né rotolamento degli pneumatici, il motore è ben insonorizzato e si fa sentire solo se voi volete sentirlo, magari tirandogli il collo fino alla linea rossa. Ha una progressione molto lineare, anche nei passaggi di marcia più bruschi o nelle scalate violente (in modalità sequenziale) il cambio attutisce completamente lo “strappo” che deriva dal divario di giri tra una marcia e l’altra, anche se nella guida sportiva l’elettronica interferisce troppo con la cambiata. Purtroppo, cambio automatico, maggior peso e trazione integrale si mangiano un po’ di potenza. Non l’ho misurato con strumenti di precisione ma lo 0-100 dichiarato è di 7,9 secondi, che come dato non è male ma si sente la differenza con le altre MINI. Quello che colpisce però è la tenacia con cui l’auto prende velocità nell’allungo. Il piccolo 1.6 sovralimentato ha una progressione esilarante una volta superati i 100 km/h e i 5.000 giri. Il tempo di accelerazione da 100 a 200 km/h andrebbe misurato in giorni. Nel senso che l’auto non accelera nello spazio, accelera in avanti nel tempo. Infilatevi in autostrada a 100 e accelerate fino a che i cilindri non escono dal cofano e iniziano a ballare. Riuscirete a intravedere il futuro.
E’ strano avere il logo MINI davanti agli occhi, sul volante, eppure vedere la strada e gli altri automobilisti dall’alto in basso. E’ un’auto abbastanza strana. Non cerca di dimostrare niente, il che è insolito per una MINI. Non vedrete spesso fighettini scendere da quest’auto, la vedo più adatta alla donna sexy in carriera oppure al professionista creativo. Curiosamente, mi sembra proprio il tipo di auto che un giornalista automobilistico potrebbe scegliere e fare propria per il tragitto casa-redazione.

Non è un incrociatore autostradale né una sportiva da corsa o da curve. Nonostante le apparenze è molto più concreta delle sorelline e di tante altre auto. La differenza è che grazie all’assetto tipicamente MINI, ai freni buoni e ai motori niente male questa garantisce anche divertimento. E’ fondamentalmente una tuttofare. E si guida come una tuttofare. E’ a suo agio nel traffico ed è suo agio sulle strade di montagna o su una tangenziale. Ma non è mai un compromesso. Non si ha la sensazione che si sia rinunciato a qualcosa per dare spazio a qualcos’altro. La sete di carburante come già accennato è alta. Non tanto perché lo siano di per sé, quanto perché la Cooper S istiga alla guida da manicomio e inevitabilmente i consumi salgono. E’ un difetto? Sì, diranno alcuni. Forse, dico io. Perchè lo so che le auto potenti che consumano tanta benzina sono dannose per la nostra salute. Ma detto questo anche il Vodka Tonic. Eppure vi piace, no?

In conclusione?
La Countryman riesce dove le altre MINI hanno mancanze. Ha perso un pochino di piglio sportivo è vero, ma è comunque divertente da guidare e stabile alle alte velocità. E’ sorprendentemente comoda e pratica.
Il prezzo non è basso in assoluto. L’auto della prova, con l’allestimento al top, qualche optional e il motore più potente ha un costo di quasi 40.000 euro. Ma nel mondo reale per averla ne bastano poco più della metà. La Cooper D parte da 24.700 euro. Inoltre non avrete bisogno del cambio automatico né della trazione integrale. Fatevi due conti e scoprirete che con 25.000 euro o poco più potrete portarvi a casa un’auto pratica, comoda, bella e discretamente veloce.
Pensando al massimo livello di praticità, il massimo livello di divertimento, abbinato al prezzo più basso possibile e aggiungendo un tocco di esclusività, non ci sono rivali credibili.

Ci sono due tipi di auto: quelle che compri perché ne hai bisogno e quelle che compri perché le vuoi. Quest’auto non è mai un ripiego, la si compra perché la si vuole. La si sceglie così come tutti noi dovremmo fare ogni scelta: per voglia, non per necessità.


Ringraziamo la concessionaria Birindelli di Prato-Monsummano-Empoli per averci concesso l’auto per la prova e per la cortesia e professionalità dimostrate.
www.birindelli.com


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