Abbiamo guidato l'auto sportiva del futuro: Tesla Roadster Sport

di Alessandro Saetta Vinci & Gianfranco Giachetti

Abbiamo guidato l''auto sportiva del futuro: Tesla Roadster Sport


Gianfranco è un tipo per bene e con la velocità ha un rapporto confidenziale. Solo negli ultimi diciamo sei mesi ha guidato una Lamborghini Gallardo Spyder, una Ferrari F430 Spider, una Mercedes SLS AMG, un’Aston Martin DB9 Volante, un’Audi R8 e una Mercedes C63 AMG. Per cui quando gli ho detto che saremmo andati a Milano per guidare la Tesla Roadster Sport era incuriosito ma scettico. “Fidati” gli ho detto io “questa va più forte di qualunque auto tu abbia guidato finora.”

Anche tra le mie mani e il mio piede destro scalpitante capita qualche auto veloce di tanto in tanto.

Ma fra tutte nessuna mi ha impressionato come la Tesla. Ferrari? Lamborghini? Mercedes? Sì, tutte molte potenti, molto veloci. Tutte estremamente competenti in curva. Alcune probabilmente hanno dati che dicono che l’accelerazione è analoga o migliore rispetto a quella della Tesla. Non ne dubito.

La prima volta che ho guidato la Tesla mi trovavo a Londra. Ho accelerato a fondo per la prima volta con Harrods con le sue luci e i suoi malati dello shopping alle spalle. Ho pestato il piede sul gas e la mia visione e opinione sulle auto veloci è cambiata. I muscoli del collo, del torace e i miei addominali facevano male dallo sforzo per tenere lo scheletro tutto d’un pezzo. Londra ha iniziato a muoversi al rallentatore in direzione opposta a quella in cui stavo andando. La Tesla è epicamente, strepitosamente e elettricamente (in tutti i sensi) veloce. Ha una sola marcia e tira senza incertezze da 0 a 14.000 giri. Questo significa che non importa il quando, la spinta c’è sempre. Questo Gianfranco lo sa bene perché da quando siamo partiti da Firenze stamani non faccio altro che ripeterlo.

Siamo in viaggio da due ore ormai ed è tempo (come consiglia anche la Michelin) di fare una pausa caffè+brioche. Il caffè se lo prende lui, io da buon inglese d’adozione preferisco un tè. Dopo una decina di minuti in cui Gianfranco ha consumato il suo caffè e il suo pezzo dolce e io gli ho consumato i timpani a forza di ripetergli “guarda che questa va forte”, neanche fossi un automa, saliamo sulla sua Abarth 500C (parleremo del viaggio in futuro) e ripartiamo alla volta di Milano. “Ti ho già detto che va forte?”.

Per un attimo temo per la mia salute e mi aspetto un pugno in faccia.

Arrivati al Novotel di Milano, veniamo accolti in pieno stile Tesla, sorrisi, pasticcini e caffè. Le due auto per la prova sono parcheggiate fuori, una blu targata GB ma con la guida dalla parte “giusta” e una di colore Lightning Green con targa monegasca. Ci consegnano le chiavi di quella “green” e partiamo. Percorro le poche centinaia di metri dall’hotel alla strada che abbiamo scelto per le foto e per la prova su strada con un filo di gas. Voglio far crescere la curiosità e l’attesa per Gianfranco. Poi senza dire niente, dal nulla schiaccio l’acceleratore. La lancetta del tachimetro impazzisce. Milano resta ferma. Poi rilascio il gas e guardo Gianfranco. Avete presente quando un bambino vuole a tutti i costi la cioccolata e nessuno lo accontenta? Ormai non ci sperava nemmeno più e all’improvviso compare la mamma o il papà che gli presenta un cioccolatino. Ecco. In questo caso io sono il genitore, la Tesla è il cioccolatino e Gianfranco è il bambino. Più o meno. La sua espressione dice tutto. Sorride con circa settanta denti e poi dice “però…va forte, eh!”

Oh, che andava forte Alessandro me l’aveva detto. Ma non mi aveva detto quanto tempo passava tra essere semplicemente ferma e questo “andare forte”. Beh, ne passa poco, molto poco.

Quest’auto ha 288 CV. Neanche tantissimi, specie considerando che pesa più di 12 quintali. Ma la Tesla Roadster Sport è un’auto elettrica. E i motori elettrici hanno la coppia massima a 0 giri. Ciò significa che, grip permettendo, le partenze da fermo sono quanto di più devastante sia possibile provare su auto normali. Non parlo dello scatto 0-100, sul quale certamente ci sono auto più rapide - la Porsche Turbo, tanto per dirne una - ma proprio dei primi metri, diciamo fino a 50-60 all’ora. Ecco, su questa distanza, quest’auto è veramente di un altro pianeta. O, se preferite, venuta dal futuro, ma delle auto sportive.

Se guardate i video allegati a questo articolo, in particolare quello che mostra la partenza da fermo ripresa da dietro, potete farvi un’idea di cosa succede quando seppellite il pedale del gas sul pavimento. Con un sibilo, e un grip apparentemente impossibile da mettere in crisi (e sottolineo “apparentemente”), schizzate via come un fulmine. E senza alcuna interruzione di potenza, perché non c’è il cambio (i motori elettrici non ne hanno bisogno). Esserci dentro però è proprio un’altra cosa...

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Ma come si guida quest’ auto? Mi verrebbe semplicemente di dire “come altre auto sportive”. Il che, visto che manca il bocchettone per il rifornimento di benzina, sarebbe già un gran bel complimento. Ma non me la posso cavare così a buon mercato...

(VIDEO3)

Si “scende” in auto con un po’ di fatica. Il sedile è rasoterra, il longherone della portiera è alto e largo, il volante piuttosto in basso, e lo spazio per infilare le gambe non è molto ampio. Una volta seduti però ci si trova però perfettamente inseriti dentro l’abitacolo, come capita solo, per mia esperienza almeno, con le Lotus. E non è un caso, visto che la Tesla è basata sul pianale e sfrutta vari elementi meccanici della penultima serie dell’Elise. L’auto ovviamente non si mette in moto, s’inserisce solo la chiave e si da’ contatto al quadro. Una serie di bip ci confermano che è tutto pronto, piede sul freno, si preme il tasto “D” del “cambio”, e si parte. Cruscotto minimalista, composto da tachimetro, con fondoscala a 240 km/h, e indicatore di kW (positivi, fino a 200, e negativi, fino a 40). Tanto carbonio a vista nell’abitacolo, volante piccolo e perfettamente verticale. Niente contagiri, non serve. Sulla console due schermi touch screen, uno in alto più grande, e uno in basso più piccolo, vi danno una marea d’informazioni, da quelle canoniche, mostrate su quello più grande - sistema multimediale, navigatore, ecc. - a quelle più specifiche - consumo istantaneo, autonomia residua, dati di accelerazione, Sembravano interessanti e fatti bene, ma francamente non li ho guardati granché, troppo divertente guidare questo giocattolo per adulti.

Tutto quello che serve è il volante e l’acceleratore. E il freno, ogni tanto, ma rimanendo in città praticamente non si usa mai. Basta un minimo di abitudine, e si riesce a fermare l’auto semplicemente sollevando il piede un attimo prima del solito. il resto lo fa il freno motore, che col sistema di recupero dell’energia, provoca un rallentamento paragonabile ad una frenata tranquilla. C’è da dire che tutto questo avviene in maniera naturale, nessuna forzatura, c’è solo da abituarsi. Non c’è effetto on/off dell’acceleratore, la marcia è sempre fluida. L’elettronica di controllo insomma è perfettamente a punto. Ovviamente il peso, non alto in assoluto ma comunque importante su un auto così piccola, si sente, ma il volante molto diretto e preciso, abbastanza pesante ma non in modo artificiale, e l’acceleratore sensibilissimo, permettono di dosare al millimetro ogni manovra.

Il consumo? Lo so, non ne parliamo quasi mai, ma in questo caso lo voglio fare: quando abbiamo preso l’auto l’autonomia residua dichiarata dall’apposito schermo era di 120-130 km. Dopo quasi due ore di strapazzi, quasi sempre a gas spalancato, manovre, avanti e indietro per permetterci foto e riprese video, c’erano ancora 80 km, e, cosa ancora più importante, il segnalatore di carica della batteria si era mosso appena.


La prima volta che ho guidato la Tesla ero a Londra e la persona che mi ha dato le chiavi dell'auto mi ha detto, con convinzione, che il motivo principale per cui ne vendono è per il desiderio delle persone di avere un mezzo di trasporto che fa bene all'ambiente e che funziona bene. Si, beh, certo. Immagino. Flea dei Red Hot Chili Peppers ne ha una. Lui ce lo vedo proprio impegnato ecologicamente, mentre si scola mezza bottiglia di grappa a colazione e inzuppa i croissant imbottiti di anfetamine nel Jack Daniel's versato sulla schiena di una modella bulgara nuda. Anche George Clooney ne ha una. Anche lui lo vedo molto preoccupato dell'ambiente mentre lucida la sua collezione di potenti, costose e inquinanti motociclette. Anche Erik Comas ne ha una. Uno che di mestiere faceva il pilota di F1, uno degli sport più inquinanti del pianeta.

La verità, politicamente scorretta e "hollywoodariamente" scomoda, è che la Tesla è un proiettile. Solo che ovviamente Arnold Schwarzenegger, senatore della California e altro finto (o semplicemente ingenuo per non dire altro) ecologista proprietario di una Tesla, non può permettersi il lusso di dire "ne ho comprata una perché va come una bas***da".

Parliamo qui di un uomo che ha convertito con una sistema ibrido la sua HUMMER H1 adibita a uso militare (?!?!?!). L'H1 è un mostro che pesa si e no come Luna, ha le capacità aerodinamiche di un ippopotamo e ha un motore enorme e sprecone, di circa 18 litri e che eroga circa 9 cavalli, capace di trasformare (come solo i motori americani sanno fare) carburante in assolutamente niente. Dire di aver fatto di un Hummer un'ibrida è come dire di aver fatto un cotechino privo di grassi. Non lo fai. Semplicemente butti via il cotechino e ti compri un'insalata.

Un proiettile, stavo dicendo. E' veloce, ma veloce in un modo che non ti aspetti, non comprendi e sottovaluti finché non la guidi davvero. Di tanto in tanto, quando parlo di auto con amici, qualcuno più esperto degli altri lascia libera la lingua e inizia a dettare tutte le specifiche tecniche della Tesla. Bla bla bla. Anche la persona che mi ha concesso di guidarla la prima volta, dopo un breve giro preventivo per farmi vedere come funziona, consigliarmi dove andare e prima di lasciarmi l'auto per la prova vera e propria ha iniziato a dirmi che è dotata di 6831 batterie del tutto simili a quelle di un portatile. Ha un'autonomia di circa 400 km, ecc. ... come potete immaginare il tempo ha iniziato immediatamente ad andare all'indietro e io mi sono infilato dei pistoni immaginari nelle orecchie cantando LA LA LA LA LA LA LA LA LA.

Non è veloce. Cristiano Ronaldo è veloce. L'ascesa al successo di Lady Gaga è stata veloce. La Tesla è qualcos'altro. Moltissime auto prendono velocità in maniera maleducata e arrogante. Alcune urlano quando premete gas ma in effetti non si muovono di lì (vedi auto americane), alcune altre emettono latrati e esplodono in avanti. La Tesla è diversa. Senza preavviso e senza far casino si lancia in avanti, il cuore e la milza rimangono sull'asfalto dietro di voi. Gli occhi vanno al posto delle orecchie e il sorriso ebete tipico di chi ha bevuto troppo si fa strada da orecchio a orecchio. Anzi, da occhio a occhio.


Si ringrazia Tesla Store Montecarlo http://www.teslamotors.com/monaco per l’auto in prova.


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