Mercedes-Benz SLS AMG, un'auto analogica

di Gianfranco "Bulletta" Giachetti

Mercedes-Benz SLS AMG, un''auto analogica


BMW M3? Maserati Gran Turismo? Aston Martin DB9? educande.
Ferrari F430? Lamborghini Gallardo? ragazzine un po' maleducate.
No, qui siamo su un altro livello. Da macchina americana, e vecchio stile, perché anche la Corvette Z06, che a ignoranza non è messa male, in confronto è una tranquilla puledrina.
L'SLS no. E' una purosangue. Una cavalla di razza pronta a disarcionarti in qualunque momento, anche quando credi di averla in pugno.

Ti mette già in ansia quando la vedi da lontano, con quel cofano smisurato e il piccolo abitacolo accucciato sulle ruote posteriori.

Poi pigi il tasto sul telecomando, e sbucano fuori le maniglie. Che sono in basso. Molto in basso. E l'ansia cresce. Perché realizzi seriamente che hai davanti l'erede della Gullwing, o "ali di gabbiano", un vero mito a 4 ruote. Tiri su la portiera, sorretta da martinetti idraulici e incernierata al centro del tetto, e ti sdrai nel sedile, scavalcando il largo e alto brancardo, tenendo la mano sulla maniglia interna, perché se sei meno di un metro e 80 una volta seduto non ci arrivi più. Un bell'esercizio di stretching...
Infine tiri giù l'ala, pardon, la portiera... e subito ti schiacci gli occhiali sul capo. Lo spazio in altezza è davvero minimo. Colpa delle porte e del profilo dell'auto, che è molto bassa. E anche più larga di quanto sembra vista dall'esterno.
Un paio di aggiustamenti ai sedili e al volante, tutti regolabili elettricamente, e assumi una posizione piuttosto sdraiata ma perfetta.
Il tasto illuminato di rosso sul tunnel ammicca invitante...


L'accensione dei V8 made in AMG è sempre un evento. Sull'SLS c'è la versione più cattiva, da 571 CV, accordata a un rumore di scarico che è un vero concerto. Quindi è inutile che vi dica che gli orecchi godono parecchio. Piccolo movimento della cloche del cambio - che come molti altri particolari, dentro e fuori dall'auto (ora che ci penso, rumore incluso...), ricorda un aereo, a metà strada tra uno Spitfire e un caccia moderno - e si parte. Un po' di km per prendere confidenza con i comandi, in particolare coi freni, che nella versione provata sono carboceramici ed è necessario "ritarare" un po' il piede, e si comincia a ballare.
In tutti i sensi.
Parliamo di trazione, ok? Secondo Wikipedia è la sollecitazione a cui è sottoposto un corpo soggetto a un sistema di forze divergenti.
Ma anche di grip. Che, sempre secondo Wikipedia, significa "aderenza", "tenuta", per esempio di pneumatici sull'asfalto.
Ecco, appunto.
Allora, non voglio esagerare, ok? Metto il cambio in modalità manuale, e l'ESP in modalità sport, cioè non spento del tutto. Parto con delicatezza, aspetto di poter mettere la seconda, ruote ben dritte, davanti una bella strada sgombra, e col motore che borbotta appena sopra il minimo, seppellisco il gas...
  
 


L'SLS diventa un purosangue a cui viene messa la sella per la prima volta: in una parola, impazzisce. Sgomma, scodinzola, recupera aderenza, poi la riperde, col motore che urla al limitatore. Lotto col volante, cerco di centellinare il gas alla ricerca dell'equilibrio che mi consenta la massima accelerazione possibile senza arrivare al pattinamento... e così via, in un ciclo infinito. Mi diverto insomma come un bambino.
E con quest'auto è sempre così. Essere seduti praticamente sulle ruote posteriori aiuta moltissimo, e l'auto è sincera nella sua brutalità, ma non concede distrazioni. Basta una rotonda, una curva secca, e sufficiente spazio intorno, perché agganciare un muretto, un palo della luce, o il furgone che stava a 50 metri da te, ma un attimo dopo è lì accanto, è davvero facile, e via che si va.

Non innamorarsi di un mezzo così è impossibile. Un auto "analogica", che restituisce sensazioni di guida d'altri tempi, naturalmente a elettronica staccata. Fa anche una gran scena, è esotica al punto giusto (in giro se ne vedono poche), specie in questa verniciatura grigia opaca, e pur senza essere una gran turismo pura, è possibile anche farci un viaggio lungo senza grossi problemi. A patto di viaggiare leggeri, perché nella bauliera di spazio ce n'è davvero poco, e nell'abitacolo trovate giusto un buchino in cui mettere gli occhiali da sole. Ma senza custodia.
  
"Benvenuti a bordo del volo SLS63 con destinazione finale Stoccarda, è il comandante che vi parla. La temperatura al suolo è di 12 gradi centigradi, il cielo sereno. L'arrivo previsto è tra circa 4 ore. L'equipaggio vi augura buon viaggio!".
"Cabin crew, ready for take-off
"...
 

Si ringrazia la Power Service di Pistoia per l'auto
Foto nell'articolo di Giuseppe Faienza e dell'autore dell'articolo
Foto delle gallerie di Giuseppe Faienza
Modella: Desi Palumbo
 

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